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Dizionario (molto) personale

 

Abiezione

Nella notte dei tempi la terra emersa dalle acque era una cosa sola (che i geologi di poi chiamarono Pangea), amministrata in due parti distinte dall’Impero del Bene e dall’Impero del Male. A seguito di una secolare lotta pacifica (che gli storici odierni chiamano infatti Guerra Fredda) prevalse infine l’Impero del Bene. I vincitori non devastarono militarmente i territori sottomessi, preferendo favorire la deriva morale dei vinti. I capi delle regioni e degli stati, dei governi e delle opposizioni, dei partiti e dei sindacati dell’Impero del Male si ridussero allegramente alla amministrazione del potere secondo le regole dei vincitori. E fiumi di sudditi vinti, avviliti dalla viltà dei capi, si ridussero tristemente in schiavitù dei vincitori, gli uomini coltivando i loro campi, costruendo le loro città, lavando le loro macchine, le donne pulendo le loro case, assistendo i loro vecchi, prostituendosi nelle loro strade. Finché, perdurando insostenibilmente l’abiezione dell’intera progenie umana, il cuore della terra si spezzò ed ebbe inizio la deriva materiale dei continenti, che dura tuttora.

 

Abiezione e Cinema

La critica di Jacques Rivette nel giugno del 1961 sui “Cahiers du cinéma”. Era il numero 120, l’articolo si intitolava Dell’abiezione, Rivette aveva trentatré anni e io diciassette. Probabilmente non avevo mai pronunciato la parola “abiezione” in vita mia. Nel suo articolo, Rivette non raccontava il film, si limitava a descriverne un’inquadratura, con una frase. La frase, che si scolpì nella mia memoria, diceva: “Guardate, in Kapò, l’inquadratura in cui Emanuelle Riva si suicida, gettandosi sul filo spinato ad alta tensione: l’uomo che decide, a questo punto, di fare un carrello in avanti per inquadrare il cadavere dal basso verso l’alto, avendo cura di porre la mano alzata esattamente in un angolo dell’inquadratura, ebbene quest’uomo merita soltanto il più profondo disprezzo.” Così, un semplice movimento della macchina da presa poteva essere proprio il movimento da evitare. Quello che - in modo quanto mai evidente - bisognava essere abietti per compiere. Appena terminai di leggere queste righe seppi che il loro autore aveva assolutamente ragione. (Serge Daney, Persévérance)

 

Acrobazia e Leggerezza

Bobby Dunn era un tuffatore professionista. Henry (Pathè) Lehrman, per una delle Sunshine Comedies, gli offrì cinque dollari per tuffarsi dal tetto dell’Hotel Bryson in una vasca piena d’acqua. Il Bryson, nel centro di Los Angeles, aveva otto piani e dal tetto, alto venticinque metri, la vasca, che era lunga due metri e mezzo, larga un metro e sessanta e profonda un metro e sessanta, sembrava una tessera del domino. Quando Bobby accettò l’offerta Lehrman gli chiese se poteva fare il salto il venerdì di quella settimana. “Sto facendo un film con Sennett”, disse pensoso. “Dobbiamo girare anche venerdì, ma nel pomeriggio dovrei riuscire a svignarmela.” Bobby si tuffò di testa. Per tuffarsi da venti metri in una vasca profonda un metro e sessanta, bisognava che entrasse in acqua col torace, e poi arcuasse subito il corpo verso l’alto. Ne uscì senza un graffio, si fece dare i cinque dollari, si vestì e tornò di corsa sul set di Sennett prima che si accorgessero della sua assenza. (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Adagio

Quando dico ‘...adagio...’ a lui o a lei, penso anche a questo: Beethoven, Piano Concerto No. 5 - II Adagio, sperando che mi ascolti e lo esegua - nella vita - più o meno così:
Bernstein-Zimerman: http://www.youtube.com/watch?v=cd9rg9v25bo
Kondrashin- Cliburn: http://www.youtube.com/watch?v=vr2AKxf8m14&feature=related
Abbado-Barenboim: http://www.youtube.com/watch?v=AnMLG1BIsHA&feature=related

 

Addio

Il finale di un libro, la sua formula estrema, è un addio dentro un addio, un doppio gioco con la morte. In questo senso, l’explicit più bello fra tutti i libri di poesia è quello dell’Eneide di Virgilio:

“Cosí gridando, gli immerge nel petto la spada
senza pietà. Con un fremito s’abbandonò allora il corpo,
e la vita gemendo fuggì angosciata fra le ombre.”

[Hoc dicens ferrum adverso sub pectore condit
Fervidus. Ast illi solvontur frigore membra,
Vitaque cum gemitu fugit indignata sub umbras.
]

 

Adulazione e Reverenzia

Perchè non ci è altro modo a guardarsi dalle adulazioni, se non che li uomini intendino che non ti offendino a dirti el vero; ma, quando ciascuno può dirti el vero, ti manca la reverenzia. (Niccolò Machiavelli, Il Principe)

 

Agave

La gigantesca infiorescenza dell'agave preannuncia la sua morte. "Quando finalmente è chiaro come si devono muovere le pedine o giocare le proprie carte è il momento di andarsene; l'uomo abbandona la terra quando si trova in grado di rappresentare la natura umana in senso autentico." (Ernst Jünger, Il contemplatore solitario - da Heinrich Heine)

 

Aggettivi e Avverbi

Niente grasso, niente aggettivi, niente avverbi. Solo sangue, ossa e muscoli. (Ernest Hemingway)

 

Alberi e Uomini

Gli alberi cadono quando le radici non sono ampie quanto le chiome, gli umani quando le attività non sono ricche quanto i desideri.

 

Albicocco

Non mangiare la 'mandorla' amara dell'albicocca - contiene il velenoso acido cianidrico. (Alfredo Cattabiani, Florario)

 

Ali

Macario - Chi non ha le ali necessarie quando nasce, non gli crescono mai più. Chi non sa per natura piombare a tempo debito sulla preda, non lo imparerà giammai e inutilmente starà a guardare come fanno gli altri, non li saprà imitare.

Alfonso – E io ho ali?

Macario – Per far voli poetici sì!

(Italo Svevo, Una vita)

 

Allegoria

Teagene di Reggio difese Omero dalla accusa di sconvenienza dei miti sostenendo che il poeta parlava allegoricamente degli elementi (dando alla luna il nome di Artemide) e delle disposizioni (chiamando il desiderio amoroso Afrodite). Pare sia stato assalito dall’argomento mentre passeggiava al chiaro di luna con la bella Tirsenide.

 

Allegria e Tristezza

L’allegria è uno stato dell’animo che accresce e sostiene la forza del corpo ad agire; la tristezza è al contrario uno stato dell’animo che diminuisce e ostacola la forza ad agire. L’allegria è dunque cosa buona. (Baruch Spinoza, Etica)

 

Alloro

Secondo la mitologia greca, la ninfa Dafne fu trasformata nell'alloro per sfuggire al dio Apollo che di lei si era invaghito e la inseguiva eccitato. Apollo non è riuscito a fare sua la ninfa, come i fulmini non riescono a colpire l’alloro secondo la credenza popolare. Forse per ciò i poeti cercavano di cingersi la testa con una corona d’alloro: per sopravvivere alle tempeste dei fulmini interni della attività creativa, e ai fulmini esterni della socialità coattiva. Prova di ciò potrebbe essere il fatto che questo fratello sopporta bene la potatura, e può campare in forma di albero, alberello, siepe, persino bordura.

 

Allusione

La maggior parte delle persone lo ha dimenticato, ma A Woman of Paris fu la prima volta in cui l’allusione fu usata sullo schermo per mostrare un’idea. Per dire al pubblico che lei era l’amante dell’uomo di mondo, Charlie faceva semplicemente usare a lui la propria chiave per entrare nell’appartamento di lei, e prendere un colletto pulito da un cassettone. (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Altruismo e Vecchiaia

In vecchiaia, mano a mano che i fattori psicologici e culturali temperano e addirittura sopraffanno l'eredità genetica e il suo fine della propagazione, svolgono un ruolo sempre maggiore i sentimenti di altruismo e di benevolenza nei confronti degli estranei. (James Hillman, La forza del carattere)

 

Ambizione

La parola 'ambizione' possiede alcuni aspetti positivi. Ambitus significa giro, circuito, circonferenza, corso. Ambizione come l'intero corso, tutt'intorno, fino in fondo. L'andare in giro allarga il cerchio e percorre, passo dopo passo (ambulatio), le dimensioni del nostro ambito personale, dandoci la misura di noi stessi. (James Hillman, Forme del potere)

 

Amici e Il resto

T’inviteranno dappertutto, ma tu non accettare. Scegliti un paio di amici e il resto accontentati d’immaginarlo. (Nat Goodwin a Charles Chaplin)

 

Amicizia

Il bello di vivere oggi, a cavallo tra il XX e il XXI secolo, è questo nuovo sentimento di amicizia tra padri e figli. Tra certi padri e certi figli, d’accordo, ma neppure questo era possibile ieri. Voglio dare una prova provata di questa bella novità dei tempi contemporanei, e cito i Saggi di Montaigne, l’uno e gli altri appartenenti al XVI secolo: Dell’amicizia - "…Quello dei figli verso i padri è piuttosto rispetto. L’amicizia si nutre di una comunione che tra loro non può esservi, per la troppo grande disparità, e offenderebbe forse i doveri di natura. Infatti, né tutti i segreti pensieri dei padri possono essere comunicati ai figli per non generare in essi una sconveniente dimestichezza, né si potrebbero avere da parte dei figli verso i padri gli ammonimenti e le correzioni che costituiscono uno dei principali uffici dell’amicizia…" Mio padre era stupito del processo accelerato in atto negli anni Sessanta del secolo scorso e mi domandava perplesso: “Io ho dato del Voi a mio padre e tu mi dai il tu?” Tra mio figlio e me, invece, non ci sono state difficoltà ed esitazioni. Chi sta leggendo ‘Vita breve di Eftimios’ sa che la nostra è stata la storia di un’amicizia.

 

Amicizia e Considerazione

L'amicizia indiscriminata non è amicizia, è mancanza di considerazione. (James Hillman, La forza del carattere)

 

Amico

Amico è colui che, se ritiene che qualcosa sia vantaggioso per l’altro, si impegna a farlo per lui. (Aristotele, Retorica)

 

Ammirazione e Amore

Nel primo caso siamo bloccati: meraviglia, stupore, rispetto, considerazione

Nel secondo, siamo agitati: da un moto affettuoso verso, una attrazione sessuale per, un forte desiderio di

 

Amore

Quando era giovane, Gesù amava ma non era amato. Amava te, ma tu non lo amavi. Tu amavi un altro, e l'altro un'altra ancora. Gli umani amano sempre un altro, un'altra. Allora Gesù inventò la Religione dell'Amore, l'amore di tutti verso tutti, e si mise per primo a praticarla. Non potendo essere amato da te, amò tutti.

 

Amore con le nuvole

 

Amore e Disinteresse

San Luigi re mandò Ivo, vescovo di Chartres, in ambasceria, e questi gli riferì che durante il viaggio aveva incontrato una matrona austera e garbata, con una fiaccola in una mano e una brocca nell'altra; e notando che il suo aspetto era malinconico, religioso e fantastico le aveva chiesto cosa significassero quei simboli e cosa intendesse fare col fuoco e con l'acqua. Ella aveva risposto: "L'acqua è per spegnere l'Inferno; il fuoco, per incendiare il Paradiso. Voglio che gli uomini amino Dio per amore di Dio." (Jeremy Taylor, 1613-1667)

 

Amore e Passione

i cristiani sono fissati sulla Passione di Gesù. La cattura, il processo, la flagellazione, gli sputi, le ingiurie, la salita al Calvario, la crocifissione, la morte. E cercano di imitare quello strazio subíto da quell'uomo incantevole. Ma non è questa Passione a renderlo singolare, commovente, memorabile, bensì l'altra Passione - quella che "in tutte le sue attuazioni sincere prende un carattere di bellezza": l'amore. (tra le virgolette parla Stendhal)

 

Amore e Saggezza

Non so se la vecchiaia comporta la saggezza, in ogni caso io non la voglio. La saggezza è il contrario dell’amore, la saggezza significa cercare di sopravvivere, evitare di mettere le dita nella corrente elettrica, l’amore significa vivere pericolosamente, senza cautele. Se fossi saggio non farei il cinema. (Robert Altman, a ottant’anni)

 

Amore e Verità

L’amore per la verità finisce col distruggere tutto, perché non c’è niente di vero. (Pier Paolo Pasolini)

Non è così, infatti è l'amore per la verità che ha costruito tutto, l'idea che c'è qualcosa di amabilmente vero.

 

Anacronismo

Nella tragedia moderna il destino, gli dei e la natura sono stati sostituiti dalla storia. La storia è l’unico punto di riferimento, l’ultima istanza che riconosce o rifiuta la ragione all’agire umano. E’ ineluttabile, realizza i suoi fini ultimi, è la “ragione” obiettiva e l’obiettivo “progresso”. In questa concezione la storia è un teatro senza spettatori, in cui non ci sono che attori; nessuno guarda la rappresentazione, poiché tutti vi prendono parte. Il copione di questo grande spettacolo è stabilito in partenza, e comprende un epilogo necessario che chiarisce tutto. Ma si tratta, come nella commedia dell’arte, di un copione non scritto: gli attori improvvisano, e solo una parte di loro imbrocca esattamente quel che accadrà negli atti successivi. In questo strano teatro la scena cambia insieme agli attori, ed essi la costruiscono e la demoliscono in continuazione. Gli attori sbagliano, tuttavia gli errori sono previsti in partenza dal copione; al punto che si può quasi dire che essi rappresentano il principio stesso del copione, e che è grazie ad essi che si svolge l’azione. La storia comprende in sé il passato e il futuro. All’azione principale si mescolano continuamente degli attori delle scene precedenti che ripetono i vecchi conflitti, e che vogliono recitare una parte già recitata da un pezzo. Prolungano inutilmente la rappresentazione e bisogna buttarli fuori di scena. Sono arrivati troppo tardi. Altri invece, arrivano troppo presto: dicono già le battute degli atti successivi, non si accorgono che la scena non è ancora pronta per loro. Vogliono affrettare la recita, ma la recita non può essere affrettata, tutti gli atti devono venir rappresentati uno dopo l’altro. Anche quelli che sono arrivati troppo presto vengono buttati fuori scena. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Angelo

C'era una volta e c'è un angelo che voleva fare l'angelo custode, ma per amore s'innamorò dell'uomo designato, superò l'incertezza del sesso, lo sposò e ci fece figli e film.

 

Angeli e Santi

Se ne va la persona, ma quelle sue mani così sensibili rimangono. Questi caratteri isolati e singolari sopravvivono indipendentemente dalla persona complessiva. Nel ricordo tratteniamo soltanto alcune parti della personalità defunta, rimangono soltanto le caratteristiche. Gli antenati stessi più che personalità composite sono tratti caratteristici che ci fanno da guida durante determinate crisi. Ecco perché esistono così tanti angeli e cherubini, così tanti esseri invisibili e benedetti. (James Hillman, La forza del carattere)

 

Angelus Novus

(Paul Klee, Angelus Novus)

 

C'è un quadro di Klee che s'intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è cosi forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta. (Walter Benjamin, Angelus Novus)

 

Anima e Corpo

L’anima e il corpo non sono due cose diverse, ma solo due modi diversi di percepire la stessa cosa. (Albert Einstein)

 

Anime e Corpi

Anime semplici abitano talvolta corpi complessi. (Ennio Flaiano, Un marziano a Roma)

 

Apparenza

Era un uomo cauto, insicuro, crudele, nottambulo, alto un metro e sessanta, Stalin. La misura geometrica getta una luce sinistra sui fotografi e sui cineasti, che ritraendolo inginocchiati lo facevano apparire come un padre appare ai bambini.

 

Arancio

I fiori d'arancio sono un eccellente sedativo, utile anche alla cura dell'insonnia. (Alfredo Cattabiani, Florario)

 

Arditezza e Stravaganza

Tener conto dell’ingegni stravaganti e arditi, che per questo sono ottimi. (Tommaso Campanella, Discorsi universali del Governo ecclesiastico)

 

Aristocrazia e Democrazia

Il dominio d'un buono si dice regno e monarchia. D'un malo si dice tirannia. Di più buoni si dice aristocrazia. Di più mali si dice oligarchia. Di tutti buoni si dice politica. Di tutti i mali si dice democrazia. (Tommaso Campanella)

 

Arte

L'arte è "un modo di eternare per qualche tempo un fatto altrimenti destinato all'oblio" mi regala Orlando, uno degli amici della mia vita. "Eternare per qualche tempo", meraviglioso ossimoro che richiama all'occhio della mia mente la Gioconda di Leonardo, con quella bocca che sorride e quegli occhi che trapassano.

 

Arte e Artista

L’arte è un’esperienza del mondo e nel mondo che modifica radicalmente chi la fa. (Georg Gadamer, Verità e Metodo)

 

Arte e Inutilità

Avete un grande albero e vi preoccupate della sua inutilità. Perchè non lo piantate nel paese del nulla e dell’infinito? Tutti potranno passeggiare a piacere sotto la sua ombra e sdraiarvisi a proprio agio. Come può dunque la sua inutilità impensierirvi? Un uomo inutile, sempre minacciato dalla morte, può forse sapere veramente che cosa sia un albero inutile? (Zhuang-Zi)

 

Arte e Passato

Il passato non costituisce un fatto. Il passato non è altro che un grande spazio che contiene molteplici attività. Una volta chiesi a uno storico: “Come fa a scrivere la storia?”, e lui mi rispose: “Sa, qualcuno deve pure inventarla.”Beh, il modo in cui inventiamo la storia è facendo ciò che facciamo; e più lo facciamo, più ci volgiamo verso il passato per vedere se c’è qualcosa che ci interessa, altrimenti no. (John Cage, Lettere a uno sconosciuto)

 

Artista e Attualità

Oggi all'artista si chiede di creare qualcosa di interessante, di vivo e soprattutto di attuale. L'opera dovrebbe attirare l'attenzione dei fruitori per un certo tempo, ottenere recensioni favorevoli (eventualmente un premio), poi sparire di scena (preferibilmente per sempre e senza lasciare traccia), poichè altre opere, altre proposte, altre presentazioni premono già, in attesa del proprio turno. (Riszard Kapuscinski, Lapidarium)

 

Artista e Collezionista

Cos’è un pittore? E’ un collezionista che vuole rifare per sé i quadri degli altri pittori che gli piacciono. Così comincia, poi vengono fuori altre cose. (Pablo Picasso)

 

Artista e Critico

L’artista ha una certa consapevolezza teorica (nulla, minima, discreta, buona, ottima, massima) di ciò che fa mentre costruisce l’opera, e della propria opera finita.

Egualmente il critico (riguardo esclusivamente l’opera finita) infatti il critico criticando un’opera compone niente altro che un’opera.

 

Artista e Linguaggio

Secondo il filosofo Ortega y Gasset, il pittore Diego Velázquez creava la sua propria fama, diveniva un popolo a parte e siccome era un popolo parlava un linguaggio suo peculiare: Nadie es gran pintor si no es un idioma. Por eso un grande artista no se entiende con nadie.

 

Artista e Lombrico

Tirato da due forze contrarie e uguali, si spacca in parti disuguali. (Ennio Flaiano)

Nel caso del lombrico, le due forze contrarie sono due galline. Nel caso dell’artista, l’arte e la vita.

 

Artista e Mammifero

Renan in quanto Renan non è affatto una conseguenza necessaria dello spirito francese; egli è, per rapporto a questo spirito, un evento originale, arbitrario, imprevedibile (come dice Bergson). E tuttavia Renan resta francese, come l’uomo, pur essendo uomo, rimane un mammifero; ma il suo valore, come per l’uomo, è appunto nella sua differenza dal gruppo donde è nato. (Antonio Gramsci, Q 248)

 

Artista e Medico

Breve la vita, lunga l’arte. Al medico [all’artista] tocca far sì che non solo egli stesso adempia quanto è necessario, ma anche il malato, gli assistenti, le circostanze interne. (Ippocrate)

 

Artista e Opera

OW: Per fortuna non sappiamo quasi niente di Shakespeare e molto poco di Cervantes. Così è tanto più facile capire le loro opere. Più sappiamo degli uomini che le scrissero, più grande è l’occasione che si presenta a tutti gli Herr Professor dell’ufficialità accademica di fare bisticci e pasticci.

PB: In altre parole nell’opera c’è tutto, e dell’artista ci serve sapere solo quello che ha da dire.

OW: E’ una concezione egocentrica, romantica, ottocentesca che l’artista sia più interessante e importante della sua arte.

PB: Una volta qualcuno ha detto: ‘Non ci sono opere, ci sono solo artisti’.

OW: Questa enfasi sull’artista - la glorificazione dell’artista - è una delle brutte pieghe prese dalla nostra civiltà negli ultimi due secoli.

(Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Artista e Stupido

Gli esseri più stupidi, con i loro gesti, i loro discorsi, i loro sentimenti involontariamente espressi, manifestano leggi che non scorgono, ma che l’artista coglie in loro. A causa di questo genere di osservazioni il profano giudica d’animo cattivo lo scrittore, ma ha torto, perché in un tratto ridicolo l’artista vede una bella legge generale senza farne carico alla persona osservata più di quanto un chirurgo non le farebbe colpa di soffrire di frequenti disturbi di circolazione. (Marcel Proust)

 

 

Artisti

In ricordo del momento in cui i soldati dell’Armata Rossa entrarono ad Auschwitz, scoprirono il campo di concentramento, liberarono i naufraghi, ti suggerisco di leggere ‘Nella colonia penale’, il racconto scritto da Franz Kafka nel 1919 - molto tempo prima e molto tempo dopo che il 27 gennaio 1945 e tutto il nazismo accadessero, perché gli artisti (fratelli dei condannati, dei superstiti, dei morti) sono anacronistici, nostalgici e visionari.

 

Ascoltare

Volevo costringervi a raccontarmi qualcosa, in primo luogo perché ascoltare è meno faticoso; in secondo luogo perché non ci si tradisce; in terzo luogo perché si può conoscere un segreto altrui; in quarto luogo perché le persone intelligenti come voi preferiscono gli ascoltatori ai narratori.

(Michail Jur’eviè Lermontov, Un eroe del nostro tempo)

Eppure, è vero anche il contrario: ascoltare è più faticoso che raccontare, ascoltando ci si tradisce quanto raccontando, ascoltando si può conoscere un segreto proprio. Quanto alle persone intelligenti, preferiscono le persone - non i generi.

 

Ascoltare

Ascoltare vuol dire considerare provvisorio ciò che si sa.

 

Ascoltatore, Testo, Interprete

Noi ci troviamo su questa riva, il testo dall’altra. L’interprete è colui o colei che ci indica su quali pietre poggiare i piedi per attraversare il ruscello.

Ludwig van Beethoven, Sonata quasi una fantasia per pianoforte n. 14 (nota come ‘Chiaro di Luna’), 1 movimento – Adagio sostenuto.

Wilhelm Kempff - (5’ 44”) Movimento trasognato delle onde di un lago in una "notte dolce".

Daniel Barenboim - (6’ 28”) Pellegrinaggio trepidante dell’amante sulle orme dell’amato, nel bosco.

Glenn Gould - (4’ 14”) A passo svelto, affannato, per non perderla di vista, pallida tra la folla.

Arthur Rubinstein - (6’ 06”) Ninna nanna, ninna nanna. Dormi, dormi. Stai dormendo? Sto sognando?

Vladimir Horowitz - (5’ 55”) Sonata completa di eco di campane. "Chi suona le campane?"

Claudio Arrau - (6’ 46” – ascolta solo il 1 mov) Ricordi affiorano, commossi ma nitidi, nella lunga notte insonne.

Elly Ney - (7’ 28” - ascolta solo il 1 mov) Sonata funebre, pioggia, forse lacrime. Tutto il giorno e tutta la notte.

 

Assedio

Non era tanto perché era, era stata, sua, Penelope. Era l'assedio che lo disturbava, dei pretendenti. Gli ricordava troppo l'altro assedio, tanti mosconi intorno a una ferita. "Fece quello che si doveva fare, / Ulisse, e si rimise in mare."

 

Associazioni volontarie

Si tratta di associazioni non tradizionali o spontanee, comprendenti partiti politici e gruppi di pressione, sindacati, associazioni di categoria professionali o economiche, confraternite o società di mutuo beneficio, organizzazioni assistenziali e di comunità, clubs sportivi, associazioni di studenti e gruppi sociali ed educativi. Tutti i gruppi classificati come associazioni volontarie condividono una struttura simile e la leadership è selezionata fra i membri. (Orlando Lentini, La sinistra americana pensa il mondo)

 

Attività e Reattività

L'attività afferma, la reattività rafferma.

 

Attore

Attore, nel senso letterale della parola, è colui che recita e che determina l’esito delle situazioni. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Attore (Emozione e Azione)

Emozione nell’azione e azione nell’emozione. (Charles Chaplin, Autobiografia)

 

Attore (Emozione e Pensiero)

PB: Si pensa che la macchina da presa sia una grande macchina della verità.

OW: La macchina da presa non è tanto una macchina della verità, quanto un contatore Geiger di energia mentale. Registra qualcosa che l’occhio nudo distingue solo vagamente, scorgendone qualche traccia, e te lo registra forte e chiaro: registra il pensiero. Ogni volta che un attore pensa, nel film si vede.

PB: E il microfono?

OW: Le emozioni sono più materia per la banda sonora. Un’emozione finta la senti prima di vederla.

(Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Attore (Materiale e Pubblico)

La recitazione non è marmellata, non si deve spalmare su tutto lo schermo. Un grande attore non si allarga mai. E’ sempre penetrante, incisivo, concentrato. Potenza, vera potenza esplosiva, ma mai l’esplosione. La recitazione autentica non si disperde come una rosa di pallini, va dritta al bersaglio. Si può distinguere un attore da una puttana solo se è al completo servizio del suo materiale. Il divertimento e l’approvazione del pubblico sono ricompense accidentali. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Attore (Metodo di direzione)

Non c’è un metodo. Il metodo consiste proprio nell’assoluta mancanza di metodo. C’è quello a cui bisogna dire molte cose e quello a cui non bisogna dire niente; quello a cui bisogna suggerire con un gesto o con dei lunghi discorsi; c’è quello che bisogna violentare e quello che bisogna trattare con le piume. (Pietro Germi)

 

Attore e Autore

Charlot era un personaggio originale e poco familiare agli americani; poco familiare persino a me. Ma una volta nei suoi panni io m’immedesimavo in esso, per me era una realtà e un essere vivente. Anzi m’infiammava di idee folli di tutti i generi, che non avrei mai avuto se non mi fossi messo il suo costume e la sua truccatura. (Charles Chaplin, Autobiografia)

 

Attori e Gente

In molta parte del lavoro di Alfred Hitchcock c’è un che di gelidamente calcolato che mi mette a disagio. Dice che non gli piacciono gli attori, e qualche volta sembra che non gli piaccia la gente. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Autobiografia

Dati biografici: io sono ancora di quelli che credono che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. (Italo Calvino)

 

Autobiografia e Professori

Stimati / compagni posteri! / Rimestando / nella merda impietrita / di oggi, / scrutando le tenebre dei nostri giorni, / voi, / forse, / domanderete anche di me. / E forse affermerà / il vostro dotto, / coprendo con l’erudizione / lo sciame delle domande, / che, pare, ci sia stato un certo / cantore dell’acqua bollita, / nemico inveterato dell’acqua naturale. / Professore, / si tolga gli occhiali-biciclo! / Io stesso racconterò / del tempo / e di me. (Vladimir Majakovskij)

 

Autocoscienza e Azione

Come può un uomo raggiungere l’autocoscienza? Con la contemplazione? Certamente no, ma con l’azione. Cercate di fare il vostro dovere e troverete il perchè l’avete fatto. Ma qual è il vostro dovere? Ciò che domanda l’ora. (Johann Wolfgang von Goethe)

 

Autore

Ho capito bene cosa è, cosa deve essere, un autentico autore leggendo e rileggendo – era il 1984 - l’Edipo re di Sofocle. Ricordo agli smemorati la situazione iniziale del dramma. La città di Tebe è in preda alla peste. I cittadini si raccolgono davanti al Palazzo e chiedono aiuto al loro re, Edipo, che ascolta e risponde: “So quanto soffrite tutti, eppure, per quanto soffriate, non c’è nessuno che soffra al pari di me. Ognuno di voi è colpito soltanto nel proprio, esclusivo dolore; ma il mio cuore geme per la città, per me, per te.” Il mio cuore di re geme per la città intera – dice Edipo. Il mio cuore di autore geme per l’opera intera – dice Sofocle. (Notate bene: io non penso e non dico che soltanto Sofocle in quanto autore del testo possa definirsi autore di Edipo re, bensì questo: ogni volta che Edipo re è messo in scena può definirsi suo autore, diciamo pure coautore con Sofocle, ogni collaboratore che si disponga di fronte all’opera nello stesso stato d’animo di Edipo di fronte alla città, occupandosi del suo compito particolare, esclusivo, specifico, settoriale, professionale e-nello-stesso-tempo facendosi occupare dalla individualità irriducibile dell’opera intera.)

 

Autore anonimo

Un giorno, passeggiando tra i secoli, ho cercato di capire perché non sia rimasto il nome degli autori di molte civiltà – la babilonese, l’egiziana, la greca dei kouroi, e, in una cancellazione parziale, quella del Medioevo. Mi meravigliavo, davanti a tante opere d’arte, che non si fosse persa la memoria della pietra, ma solo quella del nome. Trovai poi una risposta, mentre guardavo le statuine in forma di uomo che le tribù del Sudamerica ancora oggi lasciano nel bosco perché si consumino e ritornino cenere proprio come gli uomini. Ecco, mi son detta, queste opere non sono state create per essere singolari, individualmente espressive, ma per rappresentare, sempre allo stesso modo, un astratto essere umano investito della vita secolare. Quando dunque l’arte racchiude in sé tutta la cultura del tempo per preservarne l’idea e le spoglie, non resta più spazio per il nome dell’autore, intrappolato nelle fitte trame dei tabù. (Nefeli Misuraca)

 

Autore secondo Dante

Cosa sia un autore, dipende dalla nostra scelta, se facciamo risalire l’etimologia da augeo o da authos. L’auctor che è figlio del verbo che indica aumento, aggiunta, accrescimento, starà con Dante “E in quanto l’autore viene e discende da questo verbo, si prende solo per li poeti, che con l’arte musaica le loro parole hanno legate". 
Dante dimostra, in sequenza, di essere uno scriptor, il copista che trascrive fedelmente le sue poesie giovanili, poi di essere scriptor e anche compilator, in quanto seleziona una serie finita e significativa di poesie, tralasciando quelle che gli sembrano irrilevanti al “proposito” che si è prefissato. Queste due operazioni di trascrizione e selezione di materiali lo portano a essere commentator, che fa precedere o seguire le poesie da “ragioni” o “divisioni” per individuare il significato profondo che trovano nell’economia generale dell’opera, per dare valore alla verità finale. L’ultimo passo dopo l’autoinvestitura è diventare auctor, colui che lega tutte queste funzioni.
L’auctor di un testo è in questo senso qualcuno che continui qualcosa, che, attraverso la sua auctoritas, intraprenda qualcosa, poiché infatti, il nuovo si deve nascondere nei molli versi della citazione.
Ma Dante non demorde e procede rasente “il muro de la terra” per non cadere “ne li sospiri” e raggiungere la posizione di auctor assoluto, slegato dalle citazioni e direttamente connesso con Dio.
Per fare questo, deve far risalire auctoritas non da augeo ma da autos.  Come poi scrisse Vico, l’auctor “riproduce l’immagine del divino autore, perché tale è nell’uomo questa auctoritas, quale è in Dio l’aseitas (l’essere di per Sé). Per questa sua aseitas Dio è il vertice di tutto il creato, per questa sua auctoritas l’uomo è il vertice di tutte le creature mortali”. L’auctoritas è la proprietà di qualcosa, il diritto alla proprietà, la prima, originaria acquisizione dei diritti (innati, connaturali all’uomo) che discende da antiche leggi sulla proprietà.
Dante si è affrancato, è ora libero e può risalire dagli imi profondi dell’anonimato medioevale – in nome di Dio – al nominare e compilare e possedere un’opera, esserne auctor e dunque averne l’auctoritas – anch’essa in nome di Dio – diventando, non un glossatore divino, ma il vertice di tutto il creato. (Nefeli Misuraca)

 

Autore e Pubblico

Credo che uno spettacolo, un film o un’opera teatrale possa raggiungere un certo livello solo se l’autore collabora col pubblico. Bisogna che ogni spettatore interpreti le situazioni a modo suo e soprattutto il senso generale dell’opera. Lo spettatore è un essere umano capace di riflettere, quindi di inventare. In quanto essere umano tende al minimo sforzo, ma in quanto essere umano è anche divorato dalla curiosità. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Autore e Silenzio

Necessità di mantenere il segreto su se stesso a causa della impossibilità di “mostrarsi tutto intero”. (Franz Kafka, Lettera a Ottilia)

 

Autoritratto

Conosciamo diversi ritratti di Cleopatra, la lussuriosa di Dante Alighieri, l’amante di William Shakespeare, la puttana di Bertolt Brecht, la statua di Pigmalione Archibios, e un solo autoritratto, la donna che offre il seno prima d’invecchiare.

 

Autoritratto botanico

28 luglio 2010 - realizzato con la raccolta orticola dal balcone labicano

 

Autostima e Silenzio

Se i nazisti si erano accontentati di annientare fisicamente le proprie vittime “i comunisti volevano qualcosa di più e di diverso: esigevano che la vittima restasse in vita e che celebrasse il sistema che annientava in lei la coscienza umana e la stima di sé”. Márai rinuncia così alla sua rubrica quotidiana sul giornale, smette di pubblicare e vive come chi “non avendo più modo di parlare a qualcuno, ha finalmente modo di tacere con qualcuno”. (Sándor Márai, Terra, Terra!)

 

Baci e Parole

“Questo me lo bacio" - pensa la Samaritana avanzando verso Gesù poggiato al pozzo romano con quell’aria leggera negli occhi spettinati. Soli, al suo fianco, già nel cerchio del suo profumo, lei poggia sul parapetto l'anfora afferra la corda lancia il secchio versa il pozzo nell'anfora e aspetta un gesto, un movimento, un fiato che finalmente arriva: "Mi dài un po' della tua acqua?" Lei lo mette a fuoco porge l’anfora lui l’afferra la solleva l’inclina, l'acqua fresca gocciola sul volto sul petto sul braccio. Lei, presto, prima che smetta, quasi afona, rilancia: "Sei un Giudeo e rivolgi la parola a una Samaritana?" - pregando in silenzio Dio che si avvicini in silenzio a portata di labbra. Gesù, invece, come i maestri, risolve a parole la questione.

 

Balbuzie e Grida

Ogni essere grida in silenzio per essere letto altrimenti. Non essere sordi a queste grida. (Simone Weil, Quaderni)

 

Battuta e Fondu

Non c’è possibilità di pronunciare l’ultima battuta, in fin dei conti, semplicemente, si viene sfumati. (Serge Daney, Persévérance)

Fondu = dissolvenza al nero, al bianco, al colore che vi meritate.

 

Bellezza e Valorizzazione

La Monument Valley non è così bella, ci voleva Ford per valorizzarla. (Willis Goldbeck in Lindsay Anderson, About John Ford)

 

Bene e Azione

Bene è ciò che favorisce l’azione ed eleva il godimento della vita. (Baruch Spinoza, Etica)

 

Bene e Letizia

Dopo che l’esperienza mi ha insegnato che tutto quello che accade frequentemente nella vita quotidiana è vano e futile; vedendo che tutte le cose che temevo o dalle quali temevo qualcosa non avevano in sé niente di bene o di male, se non in quanto l’animo ne era mosso, alla fine ho deciso di cercare se esiste qualcosa che sia il vero bene, qualcosa che, trovata e conseguita la quale, si possa godere per sempre d’una continua e piena letizia. (Baruch Spinoza, Trattato sull’emendazione dell’intelletto)

Due anni dopo la scrittura di questo testo, era il 1654 e aveva 24 anni, Spinoza viene espulso dal popolo di Israele con queste parole: “Che egli sia maledetto di giorno e maledetto di notte, maledetto quando si sdraia e maledetto quando si alza, maledetto quando esce e maledetto quando rientra.”

 

Breve e Corto

Le dimostrazioni matematiche migliori sono quelle più brevi e argute. Così le mostrazioni letterarie. Non ho scritto corte, bensì brevi: “Breve, d’ordinario, è più pregio che difetto; corto, più difetto che pregio. L’origine della voce latina è forse da una greca che vuol dire recidere. Sii breve e arguto, si fa dire Dante. Il corto non può essere arguto.” (Niccolò Tommaseo, Dizionario dei sinonimi della lingua italiana)

 

Buddismo e Nobiltà

Il Buddismo è la teoria della redenzione di uno strato intellettuale nobile e superiore, il quale disprezza egualmente sia le illusioni della vita di qua sia quelle della vita di là. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Buffone e Scandalizzatore da salotto

Buffone è colui che, pur frequentando la buona società, non ne fa parte e le dice delle impertinenze; colui che mette in dubbio tutto ciò che passa per ovvio. Se appartenesse anche lui alla buona società non potrebbe farlo, e sarebbe tutt’al più uno scandalizzatore da salotto. (Leszek Kolakowski)

 

Buffoneria e Disprezzo

La buffoneria è la forma suprema del disprezzo assoluto. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Buono a nulla

Io sono un buono a nulla, ciò posso anche confessarlo; ma sono appunto un buono a nulla, capace del nulla; capace di affrontare e guardare sopportare il nulla. (Andrea Emo, Le voci delle Muse)

 

Buon senso

E’ il miele (e il fiele) della disperazione.

 

Calepino e Ozu

Yasujiro Ozu, Tarda primavera - 1949.

Ritenere e sviluppare: a) inquadrature di cose (oggetti, ambienti, paesaggi) non immediatamente attinenti alla 'storia', aventi piuttosto un legame analogico, simbolico. L'idea del Dizionario per me stesso: un elenco di visioni da utilizzare: non citazioni ma immagini analogiche (non superficialmente); b) accentuazione drammatica dei temi realistici.

(Appunto del marzo 1982, seguente alla visione del film).

 

Camminare e Passeggiare

Camminavamo senza cercarci pur sapendo che camminavamo per incontrarci. (Julio Cortàzar, Il gioco del mondo). Svela il segreto del passeggiare - un camminare mascherato.

 

Canone cristiano

Il canone cristiano sorse in conseguenza della minaccia che alla religiosità fondata sulla devozione di massa, propria della piccola borghesia, proveniva dalla soteriologia intellettuale degli Gnostici. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Capolavori e Bassezze

Per arrivare, occorre fare bassezze o capolavori. Di cosa vi sentite più capaci? (Stanislaw Jerzy Lec)

 

Capolavori e Silenzi

Con i capolavori dell’arte dovremmo comportarci come con augusti personaggi: stare quieti accanto a loro e aspettare che ci rivolgano la parola. (Arthur Schopenhauer)

 

Cassandra e gli altri

Beato fra gli uomini della terra colui che ha veduto! / Ma chi non è iniziato e non sa, mai avrà sorte pari / a questa, neppure da morto nell'umida tenebra. (Inno a Demetra)

 

Catalpa

Il catalpa è un albero spettinato che promana colore e offre riparo dalla pioggia e dal vento e dal sole. Proviene dalle regioni temperate dell’India di Colombo e dell’India di Alessandro, e si può trovare nei giardini, nei parchi, nelle piazze. Io vado spesso dal catalpa astante l’Oratorio dei Filippini di Francesco Borromini, l’autore delle architetture organiche, dove la matematica e le forme vegetali, la geometria e le forme animali si confondono, come nel cappuccino si combinano il caffè e il latte: “che non sai – diceva Zavattini - dove comincia l’uno e dove finisce l’altro”. Guardate il coronamento mistilineo di questa facciata d'oratorio: non è solo un arco ribassato del cielo, non è solo un timpano svettante del tempio, è l’uno e l’altro insieme. Qui, con questa commovente facciata concava, il Borromini ha costruito una forma che abbraccia "ogn'uno che entri" e anche ognuno che sosti.

 

Cattiveria

Maurizio, l’omone fruttivendolo di via dei Santi Quattro a Roma (che sta come un mercoledì tra il Colle del Celio e la Basilica di San Clemente) vende e racconta generosamente di sé e dei suoi familiari. Ieri mi ha regalato la concezione dell’essere umano secondo sua nonna, romana de Roma. “L’omo è fatto da du’ parti, metà è la parte bbona, metà la cattiva. Se fai ‘na stronzata, la parte cattiva te giustifica: ‘nun l’hai fatto pe’ cattiveria, l’hai fatto pe’ distrazione, pe’ confusione’ None! L’hai fatto perché sei cattivo, pe’ metà s’intende, e nun dì stronzate!”

 

Cattiveria e Stupidità

Gli inglesi sono stati proprio cattivi a esiliare Napoleone all’isola d’Elba, dal versante occidentale della quale si tocca con gli occhi la Corsica, ma lui è stato proprio stupido ad andarsene dall’Elba, con quei boschi, quelle marine, quei vini che ho percorso, nuotato, assaggiato tra la fine di quel luglio e l'inizio di questo agosto 2007.

 

Cavallo del Mochi

 

Cavallo di testa

Il cavallo di testa non cammina per il fatto che viene frustato.

 

Chiacchiere

Lasciamo stare i sordi e i ciechi, quelli che possiedono la certezza (religiosa) o la certificazione (ideologica) delle proprie credenze e idee, e quelli che erano incerti ma ora non ne sono più tanto sicuri. Con coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere, potremmo discutere (scuoterci reciprocamente le radici) e conversare (cambiare verso l’uno con l’altro), cioè svolgere quelle pratiche espressive-comunicative-trasformative che rendono la vita umana plastica e leggera. Potremmo ascoltare e parlare. Di che cosa? Calma. Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Non è questione “di che cosa” discutere e conversare. Così come non ci sono forme più nobili di altre in natura – come spiegava Galilei e mostrava Caravaggio - non ci sono argomenti più vitali di altri in cultura. “Con chi”, questo è il problema. Infatti le persone che amano discutere e conversare sono poche e sparse, e non da oggi: “Oh! Non c’è sventura più grande di questa antipatia per ogni discussione.” (Socrate secondo Platone). Ma perché sono pochi questi orgogliosi di scuotere e trasformare le proprie credenze e idee, e molti quelli che le recintano e se ne vantano? Per superbia, per modestia, per viltà, per temerità. La maggioranza degli esseri umani preferisce chiacchierare (parlare in modo futile e inconcludente) e discorrere (correre qui e là). E così, nella nostra rigida e greve vita, rare avventure con rare persone. Il resto, il più, è un orrendo ammasso di preghiere, esibizioni, pettegolezzi, abiure: insomma chiacchiere.

 

Chiave e Grimaldello

La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello.

 

Chiesa

Nella forma (diplomatica) Ratzinger ha torto – sto scrivendo del discorso di Regensburg, ma nella sostanza (filosofica) ha ragione: gli dèi delle religioni chiesastiche sono inconciliabili e reciprocamente escludenti. Infatti, le religioni chiesastiche non tendono a unificare il genere umano, ma ad organizzare le sue divisioni. Non si dice e definisce “militante” l’appartenente a una chiesa? Le chiese hanno una matrice, un fondamento, una radice, una base, uno zoccolo, un fondo militare.

 

Cineasta

Roma sud, nel quartiere di Centocelle. Incontrandoci per la prima e l’ultima volta, il gigante nero col berretto magenta che mi vende tre paia di calze si racconta. Vive a Roma da poco e viene da Lagos: “Roma città capitale Italia, Lagos – prima Lagos, ora Abuja – città capitale Nigeria”. Ci guardiamo negli occhi, ubriachi degli istanti irripetibili della prima conoscenza. Meglio qui o in Nigeria? – gli domando, per non perderci subito. Vorrebbe spiegarsi bene, senza semplificare, ma non conosce ancora le parole giuste. Socchiude la grande bocca scolpita, inclina al rallentatore il collo, accende gli immensi occhi lucenti e dentro ci vedo scorrere – come in un film muto - una tragedia di ombre spezzate. “No - qui… meglio Italia... sì, meglio…”

 

Cinecittà

Caro Cinecittà, alla presente S. V. espongo quanto segue primo: che ò scritto un film, tutto della mia vita, da quando ero orfano fino al ‘56. Avventura e duello amore con forte Tradimento, vendetta, carcere, esce con l’amnistia. Io potrei farlo anche come registra, accludo foto (io sono quello in mezzo). Secondo: se non c’è film per ora adatto mia persona, altezza 1,63, bicicletta, nuotare, carabina, prego pigliarmi anche per guardiano e magari scopare stabilimento. La vita qua, è meglio non parlare. (Ennio Flaiano, Lettera al cinema)

 

Cinefilia

La cinefilia è questa sana malattia, un sintomo della quale è ritenere che questo mondo sia già un altro mondo. (Serge Daney, Persévérance)

 

Cinema astratto

Antonioni è “simile a un bravissimo pittore astrattista che, per vendere i propri quadri, creda necessario comporre figure e paesaggi che abbiano una somiglianza con la realtà quotidiana”. (Mario Soldati, Cinematografo)

 

Cinema commerciale

Cinema in cui produttori e distributori modificano le sceneggiature, scelgono gli attori e si ergono a rappresentanti del cosiddetto gusto del pubblico che di fatto è solo il loro gusto. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Cinema d'autore e Fantasma individuale

Che cosa hanno fatto i più (della Nouvelle Vague) dell’eredità che io ho lasciato loro? Cinema d’autore. Da vent’anni, a eccezione di Godard, essi raccontano instancabilmente i tormenti della pubertà. A che pro liberare il cinema dalla potenza del danaro se è per farlo poi cadere su quella del fantasma individuale, sperando che esso divenga collettivo e porti al successo? (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Cinema di poesia

Ma perché il cinema di poesia (come lo chiamava Pasolini), il cinema che dice (come Coriolano in Shakespeare) “Parlo io” è così importante? Il cinema di prosa sta al cinema soggettivo come Erodoto sta a Sofocle. Lo storico di Alicarnasso, narrando la fine di Creso e dicendo che la vita di un uomo non è giudicabile prima che sia conclusa mostra che l’esistenza umana ha un senso che non può essere vissuto dal soggetto. Il tragico di Atene, drammatizzando la scoperta della verità da parte di Edipo, dimostra che il senso dell’esistenza umana può venire colto dal soggetto nell’autocoscienza.

 

Cinema e Altre cose

Ci sono persone che hanno solo una cultura cinematografica, pensano solo attraverso il cinema e fanno film in cui ci sono esseri che vivono solo cinematograficamente. Io credo che al mondo esistano altre cose e che di esse debba nutrirsi il cinema. (Eric Rohmer, Cahiers du cinema)

 

Cinema e Comunicazione

La comunicazione non avviene mica solo attraverso la parola, avviene soprattutto attraverso lo sguardo. (A proposito di Antonioni, comunemente ritenuto il cineasta dell’incomunicabilità.) (Alain Robbe-Grillet, 1992)

 

Cinema e Desiderio

Per “fare” cinema, mi è mancato qualcosa: il desiderio di impormi. Non per virtù, ma per l’incapacità di contare su me stesso, di credere in me stesso. Ho creduto al mio destino, a una specie di pallida stella, non a me stesso. (Serge Daney, Persévérance)

 

Cinema e Grasso

Uno che per far versi si nutrisse solamente di versi sarebbe come chi si cibasse di solo grasso per ingrassare, quando il grasso degli animali è la cosa meno atta a formare il nostro. (Giacomo Leopardi, Zibaldone)

 

Cinema e Libertà

Libertà delle riprese, libertà del montaggio, rese possibili dal fatto che è un cinema d’attore, tutto centrato sulle libere improvvisazioni degli attori. Un film che rende evidente che la ragione dell’arte è rendere concreta la libertà dell’autore, renderla concretamente possibile di fronte a un mondo senza libertà. (John Cassavetes, Shadows, 1958-60)

 

Cinema e Materialismo

Ancora una volta sono qui per annunciare la buona notizia di cui pochi sembrano essersi accorti. Eureka! L’uomo ha ideato l’immagine e l’immagine può essere perfetta, cioè accettare tutti dati, dunque accogliere ed evidenziare tutte le differenze. Il suo discorso è infine il solo che non sia polemico, il solo che raggiunge la vera dimensione politica, contro il livellamento dei partiti esistenti. (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Cinema e Movimenti di macchina

Ne “Il grido” di Michelangelo Antonioni (e altri), il vagare confuso, disperato del personaggio principale è assecondato, accompagnato, sottolineato dai movimenti di macchina, continui, lenti, ossessivi. E quando la macchina (l’occhio del regista, e dello spettatore) si ferma, il personaggio si muove, muove le gambe camminando, le mani fumando, e se sta fermo muove la testa, dondola incredulo il capo. Fondamentale è il ritmo di questi movimenti, veramente il ritmo qui diventa (cito a memoria Eisenstein) l’espressione più generalizzata del contenuto. (Nota del 29 settembre 1992)

 

Cinema e Oggetti

Bisogna riconoscere una particolare importanza a ciò che si potrebbe chiamare la posa degli oggetti. perchè il senso connotato sorge in questo caso dagli oggetti fotografati...

L’interesse sta nel fatto che questi oggetti sono induttori correnti di associazioni d’idee o, in modo più oscuro, di veri e propri simboli (la porta della camera a gas di Chessman richiama la porta funebre delle antiche mitologie). Gli oggetti costutuiscono degli eccellenti elementi di significazione: da un lato, sono discontinui e completi in se stessi, il che per un segno è una qualità fisica; dall’altro, rinviano a significati chiari, conosciuti; sono dunque gli elementi di un lessico vero e proprio, e la loro stabilità è tale che li si può facilmente costituire in sintassi. (Roland Barthes, 1961)

 

Cinema e Pittura

Cosa avrei voluto fare con Casanova? Arrivare una buona volta all’essenza ultima del cinema, a quello che secondo me è il film totale. Riuscire cioè a fare di una pellicola un quadro... Se uno si mette davanti a un quadro, può averne una fruizione completa e ininterrotta. Se si mette davanti a un film, no. Nel quadro sta dentro tutto, basta guardarlo per scoprirlo. Il film è un quadro incompleto; non è lo spettatore che guarda, è il film che si fa guardare dallo spettatore, secondo tempi e ritmi estranei e imposti a chi lo contempla. L’idea sarebbe fare un film con una sola immagine, eternamente fissa e continuamente ricca di movimento. In Casanova avrei voluto veramente arrivarci molto vicino: un intero film fatto di quadri fissi. In fondo, nel Satyricon c’era mancato poco... (Federico Fellini)

¿E la musica, Federico, e l'architettura? ¿Come la mettiamo con il Tempo?

 

Cinema e Teatro

OW: Non penso mai al pubblico, facendo un film. E’ il vantaggio del cinema sul teatro: quando metti in scena un dramma, lo fai per il pubblico; quando fai un film, lo fai per te... Diciamo che io faccia una messinscena Off Broadway, nel West End di Londra, o nel Teatro greco di Siracusa. Riesco a immaginare che gente siederà in sala la sera della prima. Mi posso mettere al centro della decima fila, dove sto di solito durante le prove, e immaginare di aver comperato il biglietto. Con un film, no. Andrà in troppe sale. Su quella poltrona ci siederà chiunque, cioè nessuno. PB: Una volta hai scritto:’Un film è una cosa molto personale, molto più del teatro, perchè il film in sè è una cosa morta...’ OW: Sì, perchè non si riceve niente dal pubblico; il film non beneficia dallo scambio con il pubblico. A conti fatti, è definitivamente morto come un libro. E come un libro, è potenzialmente sempre vivo. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Cinema e Tempo

L’originalità dei film di Truffaut (a differenza di un moderno come Godard, il cui cinema è basato sull’idea di proiezione in avanti e sulla scommessa di poterlo confrontare con le altre arti del tempo), viene da un effetto di proiezione all’indietro, di un culto quasi morboso per il passato, per un mondo che non sarà sottomesso ai capricci delle mode. Truffaut è rivolto al passato, Godard al futuro, Rossellini al presente: per lui il cinema era essenzialmente un’arte e un atto del presente. (Serge Toubiana, 1992)

 

Cinema e Tranquillità

Il mistero, elemento essenziale di ogni opera d’arte, manca in genere al film. Autori, registi e produttori hanno molta cura di non turbare la nostra tranquillità, lasciando chiusa la meravigliosa finestra dello schermo sul mondo liberatore della poesia. (Luis Buñuel)

 

Cinema in bianco e nero e Cinema a colori

Col bianco e nero è la stessa cosa che col silenzio. Inviti il pubblico a creare con te. Con un film muto chiedi allo spettatore di udire le voci dentro di sè e di crearle insieme a te. Quando fai un film in bianco-e-nero, inviti il pubblico a vederne i colori. (Ingmar Bergman)

 

Citazioni e Spoliazioni

Il destino dei classici e dei grandi è di essere citati come il Colosseo e le Terme di Diocleziano, cioè spogliati. La citazione come spoliazione. Cave di materiali da costruzione, depositi di elementi architettonici: sabbia, marmi, fusti di colonne, capitelli, sottratti all’Anfiteatro e alle Terme, diventano parole di altre opere, esempio chiaro: le architetture paleocristiane. Ma quegli elementi, orbi, orfani, privi delle strutture originarie, non sono più che pallide ombre, rami mozzati di quelle opere - e non parlano la loro lingua. E’ per questo, forse, che le rovine del Colosseo e delle Terme ci attraggono ci inquietano ci commuovono.

Dalle Terme di Diocleziano, dalla loro struttura e da certi loro elementi architettonici, Michelangelo ha tratto la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Senza tradire le Terme ha modellato la Basilica. Struttura ed elementi, insieme. Così ho lavorato io, da solo e con Luis, costruendo-ricostruendo a partire da Gramsci, da Gesù, Pasolini, Kafka, Gogol’, Mozart, Caravaggio, Klee, Beniamjn, Bartòk, Satie, Omero, per farla breve: sempre. (7 gennaio 2006)

 

Civiltà

La civiltà è un viaggio, non un porto. (Arnold J. Toynbee)

Pensiero sublime: la civiltà è un'intrapresa, non una difesa.

 

Classico

Matsuo Basho, il fondatore della tradizione poetica giapponese ‘haiku’, é un vero classico: “Non fu perché il giapponese del tempo (o di tutti i tempi) amava la Natura, che Basho la cantò; avvenne piuttosto che i giapponesi credettero (e credono) di amare la Natura perché Basho ne scrisse.” (Kato Shuichi, Storia della letteratura giapponese)

 

Classico e Critica

Un classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. (Italo Calvino)

 

Classico e Universo

Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo. (Italo Calvino)

 

Collaboratore

Cosa facciamo, cosa dobbiamo fare, quando collaboriamo oggi, in un mondo in cui un ‘direttore della fotografia’ di un film non si contenta di essere ‘direttore’ ma pretende di essere chiamato ‘autore’? Penso che nella realizzazione di un’opera collegiale: la composizione di un film o di un giardino, la costruzione di una cattedrale o di una zattera, la messa in scena di un melodramma o di una bugia, l’inseguimento di un sogno o di una lepre, l’esecuzione di una sinfonia o di un delitto... è autentico collaboratore chi si dispone intellettualmente e moralmente come Claude Lévi-Strauss adolescente: “Da adolescente passavo gran parte del mio tempo libero a disegnare costumi e scene per opere. Il problema che mi ponevo era cercare di esprimere nel linguaggio delle arti grafiche qualcosa che esisteva già nella musica e nel libretto; cioè tentare di cogliere la caratteristica invariante di un insieme assai complesso di linguaggi (il linguaggio musicale, il linguaggio letterario, il linguaggio grafico). Il problema [del collaboratore] è trovare l’elemento comune a questi linguaggi.”(Mito e significato, Net 2002

 

Collaboratore e Autore

Afflitto da un complesso di parità. Non si sente inferiore a nessuno. (Ennio Flaiano, Frasario essenziale per passare inosservati in società)

 

Commedia e Tragedia

La vita umana è una commedia. Infatti finisce bene, finisce con la morte. La vita umana senza la morte sarebbe una tragedia.

 

Colori e Critica

Non si può provare ma credo che i colori della Cappella Sistina fossero piuttosto accesi. La Cappella era illuminata solo da poche finestre in alto e dalle candele e gli affreschi dovevano essere ben visibili. Ecco il perché dei colori accesi. (Ernst H. Gombrich)

 

Completezza

In questo mondo di adoranti dell’incompiutezza, viva i desideranti la completezza (Sì, io non amo l’esistente senza il possibile.) Consideriamo Maurizio Pollini, per esempio, come esempio. Ha letto tutto Balzac e tutto Proust in francese, tutti i sonetti di Shakespeare in inglese, tutti i tragici greci in greco antico, tutte le duecento cantate di Bach negli originali, e perdippiù, per amore di completezza (l’ho ascoltato ieri notte a RadioTre verso le undici) adopera correntemente il passato remoto!

 

Composizione e Vita

Noi componiamo le nostre vite dando loro la forma di una narrazione. (Thom Gunn)

 

Comunismo

L’ultima volta che venne in Italia, Louis Althusser, fu per partecipare ad un seminario sulla Comune di Parigi che avevo organizzato nella città di Terni. In pubblico affermò: “Il comunismo è già qui e adesso. Quei ragazzi che giocano al sole (e puntò l'indice oltre la finestra) e noi che discutiamo all’ombra (e ci raccolse in un cerchio), allegramente in assenza di rapporti mercantili, non siamo già isole di comunismo?” In privato sussurrò: “Machiavelli era così (e sollevò la mano piegata a tettuccio finché poteva), Marx così… (e l’abbassò sotto il tavolo, invertendone l’angolo con l’avambraccio)". Un pugno di giorni dopo soffocò distrattamente la moglie comunista. Morì prima d’invecchiare Louis, finito di scrivere L’avenir dure longtemps, quel libro che inizia con la parola “probabilmente” e finisce con la parola “vivere”.

 

Concentrazione e Armi

Mi è venuta in mente la possibilità di una relazione fra la mancanza di concentrazione dei ragazzi a scuola, che la psichiatria chiama "disturbo da deficit di attenzione", e la crescente violenza con le armi che si riscontra in quella stessa popolazione. Il potere intenso e concentrato di un'arma - una pistola, un coltello, una mazza, una catena - può costituire uno scopo unitario per una coscienza predisposta alla distrazione e alla dispersione, che fa il surf attraverso la giornata, come se anche questa facesse parte dei media, tutti i canali allo stesso tempo. Se, come io penso, la psiche desidera concentrarsi, allora un'arma può soddisfare quello che un'aula scolastica non consente. (James Hillman, Forme del potere)

 

Conformismo (politico)

In occasione della prossima pubblicazione della sua autobiografia, Pietro Ingrao ha concesso un’intervista a Simonetta Fiori per “la Repubblica”, nel corso della quale confessa di aver “amato troppo l’applauso” e aver “assorbito un fondo chiesastico”. Insomma, di essere stato un conformista.

 

Conformismo (intellettuale)

Due primavere fa, in un giorno di buonumore (1 marzo 2008) ho lanciato un fulmine su Sigmund Freud costruttore del complesso di Edipo. Il fondatore della psicoanalisi ha sostenuto che quanto accadde miticamente al personaggio sofocleo accade fantasmaticamente ad ogni bambino: uccidere il padre e amoreggiare con la madre. Macché. Il senso iscritto nelle strutture di Edipo Tiranno, il senso che rende pienamente intelligibile il suo ordinamento drammatico e interamente decifrabile il suo testo, è la contraddizione, la contrapposizione, l’inconciliabilità tra l’amore della conoscenza e l’amore del potere.

Dice Sofocle: gli esseri umani, e in special modo gli intellettuali di professione (Edipo è un intellettuale di professione, un ‘tiranno’) vivono la contraddizione tragica tra il voler conquistare (e mantenere) il potere e il voler conquistare (e rinnovare) la conoscenza. Ma questi due voleri, questi due desideri, questi due amori sono radicalmente incompatibili e reciprocamente escludenti: la realizzazione dell’uno comporta la perdita dell’altro. Il responso oracolare che impronta tutta la vita di Edipo, minaccia la sua nascita, appende a un filo la sua infanzia, turba la sua giovinezza, compromette la sua maturitá: “ amerai tua madre e ucciderai tuo padre” significa “amerai la conoscenza (la terra, la veritá – ‘tua madre’) e conquisterai il potere (strappandolo a ‘tuo padre’)”.

Oggi, sempre di buonumore e sempre riflessivo sui tiranni passati presenti futuri, vorrei prendere di mira Károly Kerényi, grande studioso critico della mitologia greca, reo di aver definito conformisticamente Edipo “disgraziato” (Gli dei e gli eroi della Grecia, Garzanti). Disgraziato? Macché. Vittorioso.
Intanto non doveva nascere, ed è nato. Doveva restare nel mondo dei desideri ed è comparso. Suo padre Laio rapitore di Crisippo era condannato a non avere figli...
Secondo poi non doveva vivere, ed è vissuto. Laio decide di esporlo, farlo uccidere – niente. Anche la madre ci prova, assecondando il padre, niente di niente.
Sopravvissuto a padre e madre, diventa figlio amato del re e della regina di Corinto, e conduce vita principesca.
Fino a che, spinto dalla diceria d’essere bastardo, interroga i genitori adottivi, i quali negano di essere adottivi, ma Edipo va sempre fino in fondo, va dall’oracolo, scopre che diventerà assassino del padre e amante della madre, evita per ciò di tornare a Corinto, devia, incontra nello stretto passo fatale il padre, è provocato, lo uccide, procede verso Tebe, incontra la Sfinge, risolve l’enigma, - vittoria -, sposa la regina di Tebe – vittoria -, comincia la nuova vita di re di Tebe, una vita regale – vittoria – ha quattro figli – quattro vittorie.
Dopo diversi anni di sua grande e bella e comoda vita ecco la peste, a Tebe. Edipo affronta la questione e vince di nuovo, scopre chi è l’assassino. Edipo “eroe della scoperta metodica che muove da un principio e segue un percorso” [Mario Vegetti]. Un intellettuale vittorioso dall’inizio alla fine.
D’accordo: diventa cieco, lascia la città di Tebe, va ramingo – ma ricordate anche la conclusione della sua vita nell’Edipo a Colono? Un’apoteosi. Diventa infatti un eroe eponimo.

(Alias, 8 maggio 2010)

 

Conformismo e Anticonformismo

Sul mondo: non si creda di giovargli assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo. (Giovanni Montini - Paolo VI, Testamento)

 

Consapevolezza

Vivere dentro una certa epoca significa essere inconsapevoli del suo stile. (Yukio Mishima, Neve di primavera)

Vivere fuori una certa epoca significa essere consapevoli del suo stile.

 

Conoscenza e Grazia

Il paradiso è serrato e il cherubino ci sta alle spalle. Noi dobbiamo fare il viaggio intorno al mondo e vedere se si trovi forse qualche ingresso dal di dietro... così come l’intersezione di due linee, dopo aver traversato l’infinito, d’improvviso si ritrova dall’altra parte di quel punto, o l’immagine dello specchio concavo, dopo essersi allontanata all’infinito, d’improvviso ci ricompare vicinissima davanti; così si ritrova anche la grazia, dopo che la conoscenza ha traversato l’infinito. (Heinrich von Kleist, Saggio sul teatro di marionette)

 

Conoscenza e Problema

La conoscenza inizia dal problema. (Karl Popper)

 

Conoscenza e Sentimenti

Ogni nostra cognizione prencipia da sentimenti. (Leonardo da Vinci, Pensieri)

 

Conoscere

O speculatore delle cose, non ti laldare di conoscere le cose che ordinariamente per se medesima la natura conduce. Ma rallegrati di conoscere il fine di quelle cose che son disegnate dalla mente tua. (Leonardo da Vinci, Pensieri)

 

Conservatorismo

Gli oratori antichi buttavano i discorsi dopo averli pronunciati. I discorsi servivano ad uno scopo. Lo raggiungevano o no: poi erano inutili. Noi conserviamo anche i peti. (Giovanni Boine)

 

Continua rivelazione del soggetto

Quella continua rivelazione del soggetto che chiamerei il mio metodo, se non fosse che ho orrore di ogni metodo. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Contraddire e Confutare

E' volgare contraddire, perché non porta da nessuna parte. Nobile è confutare, perché apre una strada.

 

Contraddire e Comprendere gli opposti

"Contraria non contradictoria sed complementa sunt." / [Opposites don't contradict; they complement one another]. / [Gli opposti non sono contraddittori, ma complementari]. Niels Bohr

 

Contraddizione e Moltitudini

1) Mi contraddico? Ebbene, mi contraddico: contengo moltitudini. (Walt Withman)

2) La proiezione della tirannia su temibili tiranni ci difende da un’intuizione che ci riguarda: che l’assolutismo può governare la nostra stessa vita. Un unico punto di vista, un’unica fede, un unico modo stabilito di fare le cose può espandersi e sfruttare tutti gli altri che sono nella nostra natura finché non siamo assoggettati a regole assolute, che ben presto agiscono in modo autonomo. Molti sono i sintomi che esprimono la tirannia di queste regole fisse. Crampi, spasmi, dolori artritici, inibizioni circolatorie ed escretorie, si riferiscono spesso all’ostinatezza di abitudini croniche. Altri sintomi acuti quali eruzioni, incidenti, collassi, possono essere la dimostrazione del ribelle oppresso che improvvisamente si alza ad affrontare l’assolutismo della coscienza individuale. (James Hillman)

 

Convenzione e Confessione

Bisogna tener presente che un lungo racconto orale fatto dal protagonista di un romanzo a un uditorio compiacente e silenzioso è, checché se ne dica, una convenzione letteraria: è nella “Sonata a Kreutzer” o nell’”Immoralista”che un eroe si racconta con tanta precisione di particolari e tanta logica discorsiva, e non nella vita reale dove di solito le confessioni sono più frammentarie o più iterative, più imbrogliate o più vaghe. (Marguerite Yourcenar, Il colpo di grazia)

Non ho parole, Internationale Filmfestspiele Berlin 1993

 

Conversazione e Intelligenza

Le persone intelligenti sono sempre il miglior manuale di conversazione. (Goethe)

 

Conversione e Tradimento

Sì come gli esseri umani per la maggior parte non sanno trasformarsi continuamente, ogni giorno e ogni notte, le conversioni e i tradimenti sono da considerarsi con indulgenza.

 

Convinzioni e Infelicità

Bisogna rispettare le convinzioni. Se ad un uomo togliete le sue convinzioni, e non riuscite a dare un corrispettivo in altre convinzioni, voi create un infelice, avete una vittima sulla coscienza. (Antonio Gramsci)

 

Copia e Immagine

Non quiero ser copia de nadie / Pues soy imagen de Dios. Non voglio essere copia di nessuno / poiché sono immagine di Dio. (Esteban Gumucio)

 

Correlativo oggettivo e Emozione

Il solo modo di esprimere un’emozione in forma d’arte è di trovare un “correlativo oggettivo”; in altre parole, una serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi che saranno la formula di quella particolare emozione. (Thomas Stearns Eliot)

 

Correlativo oggettivo e Punto di vista

In “Rebecca”, la signora Danvers quasi non camminava, non la si vedeva mai muoversi, da un posto all’altro. Per esempio, se entrava nella camera dove c’era la protagonista, la ragazza sentiva un rumore e la signora Danvers si trovava lì, sempre lì, in piedi, immobile. Era un mezzo per mostrare la situazione dal punto di vista della protagonista: non sapeva mai dove era la signora Danvers e così era più terrificante; vedere camminare la signora Danvers l’avrebbe umanizzata. (Alfred Hitchcock intervistato da François Truffaut)

 

Correlativo oggettivo e Sentimento

Per quanto vago questo sentimento possa essere, a sua volta esso è sempre diretto in definitiva verso qualcosa di concreto, che trova un’espressione esteriore nei colori, nelle linee e nelle forme. (S.M. Ejzenstejn, Senso del cinema)

 

Coscienza contraddittoria

1...L’uomo attivo di massa ha due coscienze teoriche (o una coscienza contraddittoria), una implicita nel suo operare e una superficialmente esplicita o verbale. (Antonio Gramsci, Q 1385)

2...Appena apriva la bocca per simili dichiarazioni, egli toglieva, per così dire, il contatto e si inseriva subito in un altro circuito elettrico. (Robert MUsil, L'uomo senza qualità, 93)

 

Coscienza e Cane

La coscienza è una cane che non ci impedisce il transito, però noi non possiamo impedirgli di abbaiare. (Nicolas Chamfort)

 

Cose e Rose

L'uomo è la misura di tutte le cose, la donna di tutte le rose.

 

Creare e Potere

Secondo me è più divertente creare (martellando la tastiera o disegnando sulla sabbia o componendo un gesto) che esercitare potere (su se stessi o su altri), perché creando ci si libera di ciò che si era, delle incrostazioni conformistiche, delle tradizioni consolatorie, delle ripetizioni ossessive, e si dà forma al disorganico, disperso, insensato groviglio di eventi, esseri, paesaggi che rotea intorno a noi come un nugolo di mosche intorno ad un morituro.

 

Creare e Regalare

Creare e regalare e amare sono atti che si compiono per generosità, per allegria, per eccesso, e non presuppongono un ritorno, un pareggiamento, qualsivoglia gratitudine. Chi la fa non l’aspetti.

 

Creare e Vomitare

È da un po’ di tempo – dai tragicomici anni Sessanta del Novecento – che in Occidente un terzo degli artisti di professione non crea, vomita. Si sono messi in testa che, per essere più liberi e profondi e autentici, devono dare immediato e cieco e incontrollato sfogo a ciò che ‘sentono’, ciò che ‘viene da dentro’, vomitandolo appunto su coloro che li ascoltano e li guardano. No. L’arte è artificio, l’arte è il risultato di una trasformazione, di una digestione, l’arte è tronco e rami e foglie dell’albero. In basso ci sono le radici, confitte nella terra, nella sabbia, nel fango, e in alto ci sono i fiori, svettanti nell’aria, nella luce, nel cielo. Per costruire i fiori, serve un passaggio complesso, titanico, superbo, dalla terra al cielo. A questo servono gli artisti, questo significa fare arte.

 

Credenze

Da quando gli uomini non credono più in Dio non è che non credano più a nulla: credono a tutto. (Gilbert Keith Chesterton)

 

Credere e Desiderare

Fere libenter homines id quod volunt credunt. (Giulio Cesare) In genere gli esseri umani credono con facilità a ciò che desiderano.


Crisi del marxismo secondo Louis Althusser

Questa intervista ha a che fare col mio lavoro in Rai. In quegli anni (dal 1976) lavoravo (prima di svolgere altri ruoli) come consulente esterno del gruppo di ideazione e realizzazione Cronaca, del quale avevano la responsabilità giornalistica Renato Parascandolo, Piero Dorfles, Raffaele Siniscalchi, e quindi partecipavo alle scelte culturali fondamentali. Louis Althusser era venuto in Italia per partecipare ad un seminario sulla Comune di Parigi a Terni, che avevo concepito e organizzato nel suo impianto teorico come un confronto tra filosofi e storici francesi e italiani, e lo intervistammo secondo un certo piano. Quanto alla musica della sigla del programma che poi ha confezionato l'intervista - Lakme, Dov'è l'indiana bruna cantata da Maria Callas, è stata una mia proposta, ed è stata in seguito adoperata in lungo e in largo dai prodotti video dell'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche (alla quale ho partecipato come ideatore e regista), ed anche il logo del giovinetto che attinge acqua dal pozzo - pittura vascolare greca antica - l'ho individuato io stesso nel corso di una visita ai Musei Capitolini di Roma con Renato Parascandolo e Georg Gadamer. Questo semplicemente per mostrare concretamente le tante sfaccettature del mio 'lavoro in Rai'.

 

Critica

La critica è sempre un’attività difficile: deve comunicare a parole la singolarità di un’opera d’arte, definirne l’essenza e interpretare l’esperienza che ci offre. (Lindsay Anderson, About John Ford)

La critica è l'arte di rendere esplicito l'implicito. (Harold Bloom, Shakespeare. L'invenzione dell'uomo.)

 

Critica e Arte

Il problema del critico è di avere a che fare con un pensiero che non sa dove andrà a finire. Diciamo che i critici sono come dei tassisti che conoscono tutte le strade per arrivare al Louvre, ma che nel Louvre non sono mai entrati. Non conoscono pertanto la stratificazione del pensiero e della materia che è dentro al Louvre come dentro alla musica. (Giuseppe Sinopoli)

 

Critica e Conformismo

I critici si influenzano consultandosi a vicenda, e alla fine inevitabilmente si accordano sulle banalità. E’ la storia del conformismo. (Robert Altman)

 

Critica e Immagine

PB: Davanti allo specchio Iago continua ad avvelenare la mente di Otello mentre gli toglie l’armatura; è un simbolo di quello che sta facendo sul piano emotivo?

OW: Be’, non esattamente un simbolo. Quando l’immagine è così diretta ed elementare non c’è bisogno di cerebralismi, è buona com’è. In altre parole, quando il regista non si presenta in proscenio a fare le sue considerazioni, va tutto bene. E’ talmente chiaro che cosa succede, non c’è bisogno di pensarci, è come un fatto fisico. (...)

PB: Non ti piace teorizzare.

OW: La teoria va benissimo per quelli che ci si divertono. Ci sono certe menti serie che hanno bisogno delle teorie, e perchè non dargliele? Ma concentriamoci su quel che conta davvero, sulla cosa stessa. Cerchiamo di entrarci dentro, non di girarci intorno coi calibri e le lenti d’ingrandimento. (Orson Welles, This Is Orson Welles)

 

Cultura

Cultura è una sezione finita dall’infinità priva di senso del divenire del mondo. (Max Weber)

 

Cultura come Esperienza

Se la cultura è una promessa, deve essere quella di poter fare esperienza delle opere, non semplicemente di apprendere un sapere. (Serge Daney, Persévérance)

 

Cultura e Oblio

Cultura è ciò che rimane quando si è tutto dimenticato. (Jean Guitton, Arte nuova di pensare)

 

Delirio

'Delirio' trae spunto da una metafora contadina. La lira è la porzione di terreno compresa tra due solchi di terra. De-lirare è uscire dalla lira, uscire dal seminato. Con duplice valenza: uscire dal solco tracciato, dagli schemi consueti, ma anche uscire dal terreno di semina, quindi in terreni improduttivi, evocando il concetto di sterilità. (Alberto Terrile)

 

Demiurgo

Demiurgo vuol dire ’lavoratore pubblico’, uno che lavora in pubblico, uno che lavora non nascondendo il proprio lavoro agli altri, ma mostrando al pubblico il proprio lavoro. (Emanuele Severino, Identità della follia)

 

Democrazia

È un libretto doppiamente saggio e doppiamente miope, questo di Paul Ginsborg: La democrazia che non c’è, Einaudi 2006. Saggio perché mostra la necessità (1) di estendere la democrazia nel campo economico e (2) di combinare la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa e allargarla tutta intera al genere femminile nel campo politico. Miope perché (1) non vede che sono in crisi non soltanto i piani superiori della politica democratica moderna ma le sue stesse fondamenta: il partito politico e lo Stato nazionale e (2) sottovaluta la riforma intellettuale e morale della prassi blog: che promuove la diffusione dei poteri e l’autonomia dei saperi.

 

Depressione e Malinconia

Nel termine di depressione la connotazione di malattia è immediata ed emblematica; mentre questo non si può dire di una definizione come quella di malinconia: nel senso che in essa si intende ora uno stato d’animo che non ha nulla a che fare con la "malattia" depressiva, ora invece una condizione di malattia. (Eugenio Borgna, Noi siamo un colloquio)

 

Desiderio e Carpenteria

“Se vuoi costruire una flottiglia di navi, non metterti a parlare di carpenteria. No, genera nelle persone il desiderio di scoprire lidi lontani.” (Antoine de Saint-Exupéry)

 

Determinismo e Casualità

I sistemi biologici hanno un duplice comportamento: uno deterministico e uno casuale... Un sistema biologico è un prodotto dell’evoluzione. e l’evoluzione ha due motori. Uno è la selezione, che premia il più adatto, ed è quindi rigidamente deterministica. Ma l’altro è rappresentato dalle mutazioni genetiche, che sono casuali. Quanto, nel funzionamento degli organismi viventi, contano rispettivamente le due parti? (Giorgio Parisi, 1992)

 

Dettaglio e Chilometri

Erodoto macinò seimila chilometri solo per verificare un dettaglio del suo racconto. (Ryszard Kapuściński, 2007)

 

Deviazione inessenziale

La gag che fallì era una delle mie preferite, e costò un sacco di soldi. Dopo averla ideata, feci costruire dalla produzione milleduecento pesci di gomma lunghi dieci centimetri. I pesci erano sospesi a dei fili che il pubblico non poteva vedere. Per farli passare davanti alla macchina da presa usammo un grosso macchinario che sembrava la rotativa di un giornale. L’effetto risultante era quello di un branco di pesci che passava senza interruzione. A un certo punto arrivava un grosso pesce, che però non riusciva a passare per via del branco. Per risolvere il problema, raccoglievo una stella marina attaccata a una roccia, me la mettevo sul petto, e cominciavo a dirigere il traffico ittico come una specie di vigile sottomarino. Alzavo la mano per far passare il pesce grosso, e funzionava. Il branco di pesciolini si fermava, il pescione passava, e poi facevp segno al branco di ripartire. Pensavo fosse una delle più belle gag visive mai fatte, e la considero ancora la mia preferita. Quando la mettemmo nel trailer che annunciava l’imminente uscita di The Navigator, il pubblico ululò. Ma quando facemmo un’anteprima a Long Beach, non portò neanche un risolino. La stessa cosa accadde quando proiettammo The Navigator nei cinema di Riverside. Ci volle molto tempo per capire perchè quella gag non funzionava. Mi chiesi se fosse perchè gli spettatori erano troppo impegnati a capire la meccanica della gag, il modo in cui funzionava, per divertirsi. O poteva essere qualcosa d’altro. La riproiettammo nel trailer, e ancora una volta piacque a tutti. Questo mi dette la risposta. Le altre gag erano accettate dal pubblico che aveva visto tutto il film perchè non interferivano col mio tentativo di salvare la ragazza. Ma quando dirigevo il traffico sottomarino interrompevo il salvataggio per fare qualcosa d’altro, che non avrebbe contribuito a tirarci fuori dalla situazione di pericolo in cui eravamo. (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Dialogare, Conversare, Costruire insieme.

Dialogare - parlare e ascoltarsi in due - e conversare - cambiare verso con l'uno con l'altro - sono attività contigue, ma non simili. Comunque, l'ideale è, per me, dialogando costruire insieme. Costruire insieme va al di là del conversare - cioè del cambiarsi reciprocamente.

 

Se pianti un chiodo in terra, non tutto, lasciane la testa e il collo fuori, intorno deve essere pulito e piano per un gran tratto, e un altro chiodo, distante, e leghi intorno al collo dell’uno e dell’altro i capi di una cordicella lunga più della distanza che divide i due, e tiri verso l’esterno tenendo la cordicella bassa, e all’interno della cordicella, a contatto della terra, o della sabbia, o del mare, del cielo, un terzo chiodo, o una matita, o un occhio, quando avrai finito di girare torno torno avrai tracciato un’ellisse.

Se i due punti dei due chiodi, ora possiamo chiamarli fuochi o è troppo presto? se i due punti distano troppo, tanto che non si vedono più fra di loro, e anche gli altri non li vedono più insieme, allora viene una linea, una cosa che corre in due direzioni diverse. Ma se i due punti si avvicinano, allora, quando si toccano, i due fuochi sono un solo fuoco, e fanno il cerchio intorno a loro.

 

Diffusione e Popolarità

Perché e come si diffondono, diventando popolari, le nuove concezioni del mondo? In questo processo di diffusione (che è nello stesso tempo di sostituzione del vecchio e molto spesso di combinazione tra il nuovo e il vecchio) influiscono, e come e in che misura, la forma razionale in cui la nuova concezione è esposta e presentata, l’autorità (in quanto sia riconosciuta ed apprezzata almeno genericamente) dell’espositore e dei pensatori e scienziati che l’espositore chiama in suo sostegno, l’appartenere alla stessa organizzazione di chi sostiene la nuova concezione (dopo però essere entrati nell’organizzazione per altro motivo che non sia il condividere la nuova concezione)? Questi elementi in realtà variano a seconda del gruppo sociale e del livello culturale del gruppo dato. Ma la ricerca interessa specialmente per ciò che riguarda le masse popolari, che più difficilmente mutano di concezione, e che non le mutano mai, in ogni caso, accettandole nella forma ‘pura’, per dir così, ma solo e sempre come combinazione più o meno eteroclita e bizzarra. La forma razionale, logicamente coerente, la completezza del ragionamento che non trascura nessun argomento positivo o negativo di un qualche peso, ha la sua importanza, ma è ben lontana dall’essere decisiva; essa può essere decisiva in via subordinata, quando la persona data è già in condizioni di crisi intellettuale, ondeggia tra il vecchio e il nuovo, ha perduto la fede nel vecchio e ancora non si è decisa per il nuovo ecc. Così si può dire per l’autorità dei pensatori e scienziati. Essa è molto grande nel popolo, ma di fatto ogni concezione ha i suoi pensatori e scienziati da porre innanzi e l’autorità è divisa; inoltre è possibile per ogni pensatore distinguere, porre in dubbio che abbia proprio detto in tal modo ecc. Si può concludere che il processo di diffusione delle concezioni nuove avviene per ragioni politiche, cioè in ultima istanza sociali, ma che l’elemento formale, della logica coerenza, l’elemento autoritativo e l’elemento organizzativo hanno in questo processo una funzione molto grande subito dopo che l’orientamento generale è avvenuto, sia nei signoli individui che in gruppi numerosi. Da ciò si conclude però che nelle masse in quanto tali la filosofia non può essere vissuta che come una fede. (Antonio Gramsci, Quaderni del carcere)

 

Dignità

Peppina e Bruno, madre e figlio, casalinga del Tiburtino e docente dell’Università, mi raccontano la morte di Otello marito e padre idraulico comunista. Qualche anno fa era arrivato il momento difficile per il burbero omone amico mio aggredito da un tumore frettoloso. “Era pieno di metastasi ormai, e di macchie, qui, sulle braccia, dappertutto… - ricorda Bruno - La mattina s’è voluto alzare in piedi per fa’ pipì, dignitoso com’era, per non dà fastidio… Ha fatto e m’è morto fra le braccia”. “All’ultimo ci ha fatto ciao, ciao, con la mano, così” – aggiunge Peppina, e imita il suo saluto, contenta di ricordarlo in piedi.

 

Dignità e Imperturbabilità

In questa “apocalisse senza remissione il fatto più assurdo e più comico (ma anche più tragico) sta proprio nell’immutabilità di Buster, nella sua pretesa di mantenere la linea retta mentre tutto crolla intorno a lui”. (Guido Fink, 1972)

 

Dilettante e Professionista

Poco prima della sua morte, un giorno che c’eravamo ritrovati [Pagnol ed io] al cimitero per i funerali di un comune amico, mi disse: “E’ l’ultima volta che vengo qui da dilettante.” (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Dio e Dio umano

Dio è la cifra assoluta dell’aggressività umana. L’uomo ha scritto che Dio ha fatto l’uomo a propria immagine e somiglianza. La verità è l’opposto: l’uomo ha fatto Dio a propria immagine e somiglianza. Il Dio a cui siamo stati assuefatti è un Dio aggressivo, discriminante, implacabile, giusto nel modo in cui noi pensiamo che si debba essere giusti, capace di mantenere in totale estraneità da sé i cattivi per tutti i secoli dei secoli. (Ernesto Calducci)

 

Dio e Re

La figura del Dio etico personale ultramondano (concezione tipica del medio Oriente – laddove in India e in Cina abbiamo la figura della potenza ultradivina impersonale) è così fortemente analoga a quella di un Re onnipotente sulla terra, con il suo reggimento burocratico razionale, che è innegabile una connessione causale. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Dire e Parlare

Dire e parlare non sono la stessa cosa. Uno può parlare, parla senza fine, e tutto quel parlare non dice nulla. Un altro invece tace, non parla e può, col suo non parlare, dire molto. (Martin Heidegger, In cammino verso il Linguaggio)

 

Diritto di vivere

Per me quello che conta è come si è, quel che si fa. Non mi va giù lo spontaneismo esistenziale, per cui tutte sono creature, tutti hanno il diritto di vivere. Il diritto di vivere ce lo si guadagna duramente e molte persone che conosco non hanno nessun diritto di vivere, io non sono mica sicuro di aver questo diritto. Me lo devo dimostrare, e non sempre ci riesco. (Italo Calvino, 1979)

 

Disagio della civiltà e Crisi organica

 

Disamorarsi / Innamorarsi

Non c'è niente di male a disamorarsi. A patto che, prima, ci si sia innamorati. Oggi ci si disamora senza essersi innamorati, ecco il punto, ecco la novità. Ma che vuol dire innamorarsi? Vuol dire eccitarsi? attorcigliarsi? No, vuol dire entusiasmarsi - fare esperienza di una condizione divina. Il resto è pubblicità.

 

Discrezione

Il castoro correndo cancella con la coda le proprie orme.

 

Discussione razionale e Mondo reale

Se pensiamo che ci sia un mondo reale fuori di noi, quindi una realtà che trascende il poco che ne conosciamo, quest'idea assicurerà un senso alla ricerca scientifica e personale, una tolleranza reciproca e un significato alle discussioni razionali: c'è qualcosa da scoprire, dunque vale la pena di cercare, ascoltare, vagliare. Fondamentale è distinguere fra il modo in cui le cose stanno, che noi lo sappiamo o no, e i nostri punti di vista sempre parziali, le nostre conoscenze sempre limitate. Noi possimao aspirare a giustificare tutto il nostro dire e il nostro fare, possiamo quindi vivere una vita che aspiri alla ragione solo se ammettiamo che una realtà ci sia e trascenda il nostro sapere e renda adeguate o inadeguate le nostre azioni e le nostre parole. (Roberta De Monticelli)

 

Discussione scientifica

Non bisogna concepire la discussione scientifica come un processo giudiziario, in cui c’è un imputato e c’è un procuratore che, per obbligo d’ufficio, deve dimostrare che l’imputato è colpevole e degno di essere tolto dalla circolazione. Nella discussione scientifica, poiché si suppone che l’interesse sia la ricerca della verità e il progresso della scienza, si dimostra più ‘avanzato chi si pone dal punto di vista che l’avversario può esprimere un’esigenza che deve essere incorporata, sia pure come momento subordinato, nella propria costruzione. Comprendere e valutare realisticamente la posizione e le ragioni dell’avversario (e talvolta è avversario tutto il pensiero passato) significa appunto essersi liberato dalla prigione delle ideologie (nel senso deteriore, di cieco fanatismo ideologico), cioè porsi da un punto di vista ‘critico’, l’unico fecondo nella ricerca scientifica.” (Antonio Gramsci, Q 1263)

 

Disfattismo

Non è puro disfattismo trovare che tutto va male e non indicare criticamente una via d’uscita da questo male? Un 'intellettuale' ha un modo d’impostare e risolvere il problema: lavorando concretamente a creare quelle opere scientifiche di cui piange amaramente l’assenza, e non limitarsi a esigere che altri (chi?) lavori. (Antonio Gramsci, Quaderni del carcere)

 

Dissimulazione onesta

Simulare è un uso aggressivo del falso, dissimulare è un dar “riposo” difensivo al “vero”, “per dimostrarlo a tempo”. (Torquato Accetto, Della dissimulazione onesta)

 

Dissolvenza elettrica e Dissolvenza ottica

OW: Le dissolvenze (in Citizen Kane) sono fatte elettricamente, anzichè otticamente.

PB: Puoi spiegare come funziona?

OW: Abbassavamo le luci di scena lasciando illuminato solo l’oggetto chiave che si deve vedere più a lungo, e aumentavamo le luci allo stesso modo per la scena successiva. In altre parole, se l’ultima cosa che vuoi vedere è Susan, l’ultima cosa che vedi è lei, perchè tutte le altre luci intorno a lei si spengono gradatamente, come in teatro. Quando si fa la dissolvenza elettricamente, invece di esserci un film che sparisce e un altro film che compare, c’è Susan che resta lì. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Distrazione e Distrazione

Le donne ci distraggono, è vero. Ma c’è di peggio: si distraggono.

(Aforisma del 17 gennaio 2005, nato da una passeggiata con Guido dalle parti del Piazzale delle Province, sotto una pioggia che voleva essere neve e non era.)

 

Divisione e Unione

Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce. (Leonardo da Vinci)

Dunque Leonardo non si divideva in diversi studi, bensì s'univa. Molteplicità apparente (disciplinare, professionale, tecnica) e unità sostanziale dei diversi studi in certi creatori.

 

Divorzio

Stati Uniti. Una lavandaia nera di nome Mandy è davanti a una Corte per ottenere il divorzio. “Ti picchia, Mandy?” “No.” “Provvede a te?” “Sì, signore, porta a casa il suo salario di un dollaro e settantacinque ogni sabato sera.” “E allora Mandy, perchè vuoi divorziare?” “Credo che sia, Vostro Onore, perchè non mi piace più.” (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Donna e Paradiso

Dov'era lei, era l'Eden. (Mark Twain, Eve's Diariy - 1905)

 

Doppiezza

Aveva una doppia vita. Era ateo, ma non voleva essere da meno di un religioso.

 

Divorzio

Stati Uniti. Una lavandaia nera di nome Mandy è davanti a una Corte per ottenere il divorzio. “Ti picchia, Mandy?” “No.” “Provvede a te?” “Sì, signore, porta a casa il suo salario di un dollaro e settantacinque ogni sabato sera.” “E allora Mandy, perchè vuoi divorziare?” “Credo che sia, Vostro Onore, perchè non mi piace più.” (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Dreyer e il Primo piano

La passion de Jeanne d’Arc.

1. Primo piano > per risolvere l’arduo problema del film storico. Con il primo piano Dreyer compensa il tempo con lo spazio; attraverso di esso riporta al presente, e perciò cala nell’eternità, i lontani fatti storici di Jeanne.

2. Il finale di massa di fronte agli ossessivi primi piani.

 

Duce e Luce

In Italia durante le guerra era in vigore il coprifuoco come in tutti i paesi belligeranti e per le strade passavano i vigili per controllare che fossero spente le luci. Si trattava per lo più di vecchietti in tuta blu con un casco in testa e in mano un secchiello pieno di sabbia per spegnere gli incendi. Quando scorgevano una luce filtrare attraverso le persiane mal chiuse, urlavano: “Luce! Luce!” Al che i contravventori rispondevano invariabilmente socchiudendo le finestre e facendo, nel silenzio notturno, una pernacchia dal significato inequivocabile. Allora i vigili gridavano: “Abbiamo detto ‘Luce’, non ‘Duce’.” (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Edipo

Anche Károly Kerényi, nel suo Gli dei e gli eroi della Grecia.2 – grande e profondo studio critico della mitologia greca, cade nella trappola del conformismo e scrive che Edipo è “disgraziato”.
Vorrei di seguito mantenere ciò che promettevo nel giugno 2008 intorno alla messa in scena di Edipo Tiranno, e cioè mostrare che Edipo è tutto sommato un “eroe vittorioso”.
Intanto non doveva nascere, ed è nato. Doveva restare nel mondo dei desideri ed è comparso. Suo padre Laio rapitore di Crisippo era condannato a non avere figli...
Secondo poi non doveva vivere, ed è vissuto. Laio decide di esporlo, farlo uccidere – niente. Anche la madre ci prova, assecondando il padre, niente di niente.
Sopravvissuto a padre e madre, diventa figlio amato del re e della regina di Corinto, e conduce una vita principesca.
Fino a che, spinto dalla diceria dell’essere un bastardo, interroga i genitori adottivi, i quali negano di essere adottivi, ma Edipo va sempre fino in fondo, va dall’oracolo, scopre che diventerà assassino del padre e amante della madre, evita per ciò di tornare a Corinto, devia, incontra nello stretto passo fatale il padre, è provocato, lo uccide, procede verso Tebe, incontra la Sfinge, risolve l’enigma, - vittoria -, sposa la regina di Tebe – vittoria -, comincia una nuova vita di re di Tebe, una vita regale – vittoria – ha quattro figli – quattro vittorie.
Dopo diversi anni di sua grande e bella e comoda vita ecco la peste, a Tebe. Edipo affronta la questione e vince di nuovo, scopre chi è l’assassino. Un intellettuale vittorioso dall’inizio alla fine.
D’accordo: diventa cieco, abbandona la città di Tebe, va ramingo – ma ricordate anche la conclusione della sua vita nell’Edipo a Colono? Un’apoteosi. Diventa infatti un eroe eponimo.

 

Egocentrico

Fino ad oggi sono nati e vissuti sulla Terra cento miliardi di esseri umani. Tanti quante sono le stelle della Via Lattea.Questa equivalenza numerica potrebbe eccitare gli egocentrici, che s’immaginano stelle-centro di sistemi planetari. Non ho niente contro gli egocentrici – li preferisco senz’altro agli altruicentrici, come gli autonomi agli eteronomi - vorrei solo far notare loro che, giuste le leggi gravitazionali, possono ambire a tale ruolo luminoso centripeto nella misura in cui posseggano un centro comparativamente grande.

 

Egoismo e Altruismo

“L'egoismo non pecca tanto nelle azioni quanto nell'incomprensione.” (Hugo von Hofmannsthal, Il libro degli amici)
Sì, l’egoista comprende poco la realtà e poco l’altro. Anche l’altruista. Concentrarsi per partito preso sull’Io o sul Tu non è un bene. “Bene è ciò che favorisce l’azione ed eleva il godimento della vita.” (Baruch Spinoza, Etica)
Occorre fare di sé una sorta di ellisse, la figura che si forma ruotando intorno a due fuochi – chiamali pure Io e Tu.

 

Egoista

Giorgio è nato a Cagliari, è sardo dunque (“Sassari non è Sardegna, con tutti quei turisti” - chiosa Mariella cagliaritana anche lei) e studia psicologia a Roma (che non è Italia, con tutti questi turisti?) Mi racconta con la sua faccia luminosa che l’altro giorno ha posteggiato la Punto di fronte al Policlinico per “cinque minuti cinque”. Torna e non trova più lo zaino pieno di libri e quaderni di appunti. I libri erano in prestito dalla Biblioteca di Psicologia: “come faccio ora? mi chiedevo senza risposta” - commemora Giorgio sotto gli occhi al miele di Mariella. La disperazione dura una sola notte. Il giorno dopo il ladro altruista restituisce alla biblioteca i libri - ma lo studente egoista vi allega uno solo dei quattro quaderni di appunti.

 

Eloquenza e Conversazione

L'eloquenza è un'arte repubblicana, la conversazione un'arte aristocratica. (George Santayana)

Faccio notare che l'eloquenza è un'arte verticale, una forma dell'emanazione, qualcosa che scende dall'alto. E che conversazione vuol dire 'cambiare verso con', cambiare verso discutendo con chi ti ascolta e ti dice.


Elusione

Nigromontanus intendeva connotare con questa parola uno stile più elevato nel sottrarsi a una situazione empirica. (Ernst Junger, Cuore avventuroso)

 

Emozione e Coscienza

Hay animales muy inteligentes que non pueden modular sus emociones. La modulación de las emociones humanas es producto de la cultura. Es una consecuencia de la conciencia. (Antonio Damasio - en El País Semanal)

 

Emozione e Sentimento

La emoción es un programma de acciones. Emocionar es actuar. Luego está la lectura de esa acción. Cuando percibes lo que está sucediendo en tu cuerpo, cuando tienes esa emoción, entonces surge el sentimiento. Sentir es percibir. (Antonio Damasio, Y el cerebro creó al hombre)

 

Emozioni originali

Ford odiava le prove. E difatti non provava mai. Il miglior esempio che mi ricordi è la scena dell’addio in “Furore”. Voleva sempre utilizzare la prima ripresa perchè gli piaceva cogliere le reazioni più spontanee. Aveva la sensazione che ripetendo più volte la stessa scena, soprattutto se si trattava di una scena drammatica, le emozioni originali sarebbero andate perse. (Henry Fonda citato da Lindsay Anderson, About John Ford)

 

Emozioni e Volti

Gli uomini nascondono le emozioni e cercano di impedire che il volto tradisca le tempeste che infuriano nel loro animo.” (Carl Theodor Dreyer)

 

Epigoni e Diadochi

 

Epigrafe di www.pasqualemisuraca.com

Ogni fruitore pensa che all'albero importasse il frutto; ma a quello importava il seme. - Qui sta la differenza fra tutti coloro che creano e tutti coloro che fruiscono. (Friedrich Nietzsche - Umano, troppo umano.)

Se vuoi costruire una flottiglia di navi, non metterti a parlare di carpenteria. No, genera nelle persone il desiderio di scoprire lidi lontani. (Antoine de Saint-Exupéry - Cittadella)

 

Eresia

'Eresia' viene dal greco: haireisthai in greco vuol dire fare la propria scelta.

 

Eretico

Eretico è colui che, dopo aver ricevuto il battesimo, conservando il nome di cristiano, nega pertinacemente qualcuna delle verità che si debbono credere per fede divina e cattolica o dubita di essa. (Codex iuris canonici)

 

Eroe e Cameriere

Per il cameriere l'eroe non esiste: esiste per il mondo, per la realtà, per la storia." (Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia)

 

Eroismo e Concentrazione

L’eroe è colui che è immutabilmente concentrato. (Charles Baudelaire)

 

Eroismo e Dolore

Avevo appena conosciuto il più grande dolore della mia vita: mio figlio era morto... Ero completamente distrutto, svuotato. Poi mi ripresi. Dovevo a tutti i costi uscire dalla tomba. E’ questo, credo, che mi ha spinto a condurre un’esistenza eroica, se mi si concede la parola. (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Eroismo e Onestà

Tendere con tutte le forze a quell’”onestà intellettuale e spirituale così feroce e inflessibile, così pronta a una perpetua autocritica” che Berlin definisce “eroica”. Come Vissarion Belinskji.

 

Errore e Verità

La verità emerge più facilmente dall’errore che dalla confusione. (Francis Bacon, Novum Organum)

 

Errore pratico ed Errore teorico

Non ci si può spiegare pienamente nessun errore, compreso un errore politico, se non si scoprono le radici teoriche dell’errore di colui che lo commette, muovendo da idee ben determinate che egli accetta consapevolmente. (Vladimir Lenin)

 

Erudizione e Citazione

Non esiste nessun trattato che potrebbe sembrarmi troppo erudito. Senza minimamente ambire ad alcuna speciale erudizione, ho sempre tentato sin dall’infanzia di sapere ciò che dissero, in ogni tempo, gli uomini migliori. Possa vergognarsi l’artista che non avverte dentro di sé il dovere di far ciò. (Ludwig Van Beethoven)

 

Esattezza e Opinione

Anche se ad un uomo capitasse di dire qualche cosa con assoluta esattezza, egli stesso non lo saprebbe; non si può far altro che esprimere delle opinioni. (Senofane di Colofone)

 

Esibizionismo

Fondamentale per la vita animale è il manifestarsi in sé. Ciascuna specie mette in mostra il proprio stile senza alcuno scopo che non sia il manifestarsi. Per noi, animali umani, questo implica che l’esibizionismo non sia soltanto un atto sessuale, ma una manifestazione della nostra natura innata. (James Hillman, Forme del potere)

 

Esibizionismo e Narcisismo

 

Esperienza e Ragione

Nessun effetto è in natura senza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienzia. (Leonardo da Vinci, Pensieri)

 

Essere o non essere

La gioia che il cervello intelligente ha di se stesso è talvolta l’unico motivo perché si continui a lavorare. (Franz Kafka, La tana)

 

Estetica

La parola 'estetica' affonda le sue radici in un boccheggiare (aístho), una rapida inspirazione e poi sospensione del fiato per la meraviglia o per il terrore. L'estetica comincia nel soprassalto di sorpresa, nel respiro inalato e trattenuto per la meraviglia. (James Hillman. La forza del carattere)

 

Etica

Le etiche dominanti sono due, l’etica della vendetta (ebraica, per esempio) e l’etica del perdono (per esempio cristiana). Io non convivido teoricamente nessuna delle due e non le attuo praticamente. La vendetta e il perdono sono entrambi da rifiutare, perché reazioni automatiche, perché atteggiamenti pregiudiziali, perché forme della coazione a ripetere. Invece, ogni volta che ricevi un’offesa, un torto, un danno, rifletti e decidi la risposta che merita l’ingiustizia, la cattiveria, il male. Decidi ogni volta per quella volta, non una volta per sempre. Sii ogni momento libero dal passato, dalle abitudini, dalle tentazioni. Sii libero. E poi, ascolta ancora. Chi è questo altro, per meritare una risposta paritaria, la vendetta? E chi sei questo tu, per dispensare una reazione dispari, il perdono? Non basta. Oltre la vendetta (la replicazione del passato) e il perdono (la cancellazione del passato) c’è un altro atteggiamento storicamente progressivo di fronte alle offese: la comprensione-compassione dell’altro (alzare la testa e aprire il cuore) e il dargli ancora, disarmato, un’altra possibilità disarmante.

 

Etica e Politica

1...Non ha forse detto Machiavelli che “il fine giustifica i mezzi”? No. Machiavelli non ha detto questo. Non lo ha pensato. Non lo ha scritto. La frase gli è stata attribuita dai suoi avversari – i gesuiti primi fra tutti. Machiavelli ha scritto, ne ‘Il Principe’: “E’ necessario a uno principe, volendosi mantenere, imparare a potere essere non buono, e usarlo e non l’usare secondo la necessità.” Ebbene, l’inciso “volendosi mantenere” non è giustificativo: il fine non giustifica i mezzi, perché l’essere non buoni non ricava mai, nemmeno dal successo politico, una giustificazione morale (leggi per esteso R. Buscagli, Niccolò Machiavelli, La Nuova Italia 1975).

2...Più vado avanti negli anni e più mi rendo conto che la distinzione tra etica e politica non regge alla luce delle cose che accadono. Del resto Machiavelli la usa quasi esclusivamente nel Principe, che io considero un' opera d'eccezione, scritta in un momento particolare della vita politica italiana. La verità è che bisogna guardarsi da certe banalizzazioni del suo pensiero, come attribuirgli la famosa frase: il fine giustifica i mezzi. (Corrado Vivanti)

 

Euripide e Nietzsche

"Euripide di proposito cerca ciò che è perfettamente comprensibile: i suoi eroi sono nei fatti quel che sono quando parlano. Essi si esprimono totalmente attraverso le parole, là dove invece i personaggi di Eschilo e di Sofocle sono assai più profondi e più pieni rispetto alle parole che dicono: propriamente essi balbettano su di sé." (Friedrich Nietzsche)

 

Euritmia e Simmetria

C’è stato un periodo della storia europea che amo molto per una ragione speciale. È il periodo di mezzo, tra la fine del mondo antico e l’inizio del mondo moderno, il Medio Evo insomma. Molti pensano che sia stata un’età buia, grigia, e invece è stata un’età di tutti i colori. Il colore che me la fa amare tanto è il colore arcobaleno, i tanti colori insieme dei capitelli e dei fusti delle chiese paleocristiane. I fusti i capitelli di queste chiese sono tutti diversi tra loro, prestati come sono stati da chiese precedenti di religioni precedenti. Si entra in una chiesa paleocristiana ed è come entrare in un bosco, dove gli alberi sono diversi e uguali. Quanto mi allieterebbe una strada alberata con alberi tutti diversi! Questo pensavo oggi, osservando la teoria di quercette tutte uguali che stanno sostituendo le robinie tutte diverse di via Labicana. Anche le robinie all’inizio erano tutte uguali, ma poi ognuna aveva assunto la sua forma diversamente propria, grazie al Tempo, il Signore euritmico che rimedia all’Ingenuità simmetrica degli umani.

 

Evento e Fatto

Credo che nella vita di ciascuno vi siano degli eventi, per esempio le emozioni, che sono certamente, e talora gioiosamente o dolorosamente, reali, ma non fattuali: io posso provare un sentimento anche travolgente, che può provocare conseguenze concrete e reali, ma che, in se stesso, non è registrabile come un ‘fatto’. (Remo Cacitti, Inchiesta sul Cristianesimo)

 

Eventi e Cortei

Le umane vicende oscillano come su di una bilancia dai pesi diseguali, ora sollevandosi, ora invece tirando giù il piatto. Terribile è l’incertezza e molta è l’oscurità che coinvolge i fatti della vita: come in un sogno profondo, noi vaghiamo senza poter nulla percorrere con esattezza di ragionamento e senza nulla afferrare con vigore e fermezza, poiché tutto è simile ad ombre e fantasmi. E come nei cortei la fronte passa oltre e sfugge agli sguardi e nei torrenti invernali il corso dell’acqua, spingendosi oltre, per la violenza della sua velocità, precorre il nostro sguardo e gli si sottrae, così anche gli eventi della vita, spingendosi innanzi e sorpassandoci, danno tutta l’impressione di star fermi, mentre non permangono neppure un istante, ma vanno ogni ora in rovina. (Filone di Alesandria, De Iosepho – citato da Enesidemo)

 

Ezio Mauro e Amore con le nuvole

 

Facciata accettabile ed Essenziale nascosto

La salvezza, per un autore sincero, come per un attore sincero, consiste nel presentare una facciata accettabile da tutti, al punto da far rimanere nascosto l’essenziale, che potrà essere scoperto solo dagli spettatori più avvertiti. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Facciate e Sfacciate

Consideriamo la parete frontale di San Giovanni in Laterano a Roma (di Alessandro Galilei, prima metà del Settecento). Tesa come un testimone in corsa tra il fortemente organato Palazzo dei Conservatori di Michelangelo e i fastosi coronamenti di Roma barocca, con quel travertino ben temperato da marmi grigi e graniti rosa. È una gran facciata.


[Roma, San Giovanni in Laterano, giugno 2007]

Consideriamo ora – si fa presto: sono divise ma congiunte da un viale di platani – la parete frontale di Santa Croce in Gerusalemme (di Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, costruita pochi anni dopo). Estenuata eco delle invenzioni borrominiane, le energiche compressioni armoniche, le onde cariche di geometria, ridotte a paravento scenografico, con tutto quel travertino travertino travertino. È proprio una gran sfacciata.


[Roma, Santa Croce in Gerusalemme, giugno 2007]

 

Fama e Stupidità

Con la fama divento sempre più stupido, un fenomeno molto comune d’altronde. C’è una tale sproporzione tra quello che uno è e quello che gli altri pensano che sia! Ma bisogna prendere tutto con buonumore. (Albert Einstein all’amico Heinrich Zangger)

 

Fantasia

Ceutomino (“colui che cela il proprio nome”, Kerényi, II, 2, 194) scomparve prima di solcare la soglia dell’acmè. Di lui restano poche parole incerte e un unico frammento verosimile [Teodoro, XII, 3, 1948]: “Gli uomini preferiscono il male e l’infelicità poiché li ottengono più facilmente del bene , e da ciò traggono [illeggibile] di potenza.”

 

Fantasia e Immaginazione

Fantasia è facoltà di rappresentare contenuti inesistenti in immagini sensibili.

Immaginazione è facoltà di pensare senza regole fisse e di associare liberamente i dati della esperienza sensibile.

 

Fede e Senso sociale

In Mito e pensiero presso i Greci Jean-Pierre Vernant fa notare che le frontiere della ‘religione’ sono variabili e che esistono vari tipi di credenze. Qualsiasi legame religioso – osserva Vernant – passa attraverso una mediazione sociale. È mentre esercita una funzione sociale o mentre fa parte di un’entità sociale che il singolo entra in relazione con il divino, per esempio in quanto membro di un demos o di una polis o in quanto magistrato. Gli dèi, potremmo dire, non sono dotati di alcuna trascendenza: appartengono allo stesso mondo degli uomini e rivestono essenzialmente un ruolo simbolico, in senso letterale: mettono in relazione gli uomini tra loro. In tali circostanze, la fede è dunque lungi dal potersi definire una sorta di cieca adesione a qualcosa che rientrerebbe nella sfera dell’indicibile o del soprannaturale: essa passa attraverso l’accettazione dei principi che strutturano la vita quotidiana. In questa ottica, la fede avrebbe dunque per oggetto quello che io ho definito il ‘senso sociale’ – il senso, il rapporto tra gli uni e gli altri, tra ciascuno e il suo altro – in quanto essa è pensabile, pensata, rappresentata ed eventualmente costituita. Gli antropologi hanno studiato questo tipo di relazione nelle sue diverse modalità (relazioni di parentela, relazioni politiche, relazioni di genere e così via) ed è pertanto facile dimostrare che in un gran numero di società i riti e le cerimonie del culto hanno prima di tutto per oggetto l’instaurazione, il mantenimento o la creazione di relazioni sociali, relazioni tra esseri umani. (Marc Augé, Il miracolo greco)

 

Festa

Johannes Kepler, rimasto vedovo si sposò una seconda volta, badando bene che il matrimonio avvenisse il giorno dell’eclisse di luna, affinché (sono parole sue) “lo spirito d’astronomo venga oscurato. Voglio celebrare il giorno di festa.” Non sappiamo quanto abbia celebrato il difensore matematico della Trinità, di certo in grande stile lo fecero gli invitati. Passata la festa, sentì infatti il bisogno di scrivere (e pubblicare) una Nova stereometria doliorum, un Nuovo calcolo del volume delle botti di vino.

 

Fico

Il fico ha il tronco tozzo, i rami traditori, la corteccia delicatamente rugosa. I suoi frutti si mangiano freschi (con moderazione: troppi hanno un effetto lassativo) e secchi (ricchi come sono di proteine e vitamine, di proprietà emollienti ed espettoranti - anche diversi anni dopo che il corpo dell’albero sia venuto a morte). Resiste bene alla siccità, ai terreni incolti, ai venti salini. Non ha bisogno di potatura. Sta bene come sta. Ditemi voi se non è da considerare un fratello.

 

Fidarsi

L’altra sera ho rivisto “Io, io, io… e gli altri”, un'opera minore di Alessandro Blasetti (del 1965), rappresentazione tragicomica delle mille forme dell’egoismo negativo. L’altruismo positivo, nella pellicola, in una delle quattro scene memorabili, assume la forma di una coppia di coniugi che transitano rapiti, felici, sottobraccio, nel folto di un bosco. Quella apparizione favolistica mi è tornata più volte in mente nel corso della prima conoscenza di Veroniki e Giancarlo, lei cipriota lui marchigiano, allegramente e vivacemente affaccendati in un angolo discreto della campagna viterbese – dove producono olio e vino di qualità, e fiorisce tutto l’anno la rosa glaciale. “Ci siamo conosciuti a Roma – racconta Giancarlo. Finito il lavoro in banca a Piazza Colonna ho fatto una passeggiata fino alla fine di Via del Corso. E l’ho vista, impicciata con una borsa.” “Ero in vacanza da due giorni e mi trovavo a Piazza Venezia – continua Veroniki - scattavo qualche foto, entra nel mio campo visivo lui, alto, con gli occhiali scuri, prende la mia borsa poggiata sul marciapiede e mi domanda “Posso aiutarla?” L’ho guardato bene e mi sono fidata – conclude, con una piega amara della bocca.

 

Figlio e Mondo

...il figlio che si bacia prima d'addormentarsi e che riassume il mondo. (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella)

 

Film e Fede

Blasetti prepara un film. Una veloce occhiata è sufficiente a capire che egli ha scelto tra il suo film e qualunque piacere, tra il suo film e il cibo, tra il suo film e Blasetti. Egli diventa l’apologia di ogni cosa che tocca, del pane che mangia, dell’acqua che beve e figuriamoci della donna che ama. La sua fede è tale che egli appoggerebbe una scala a una foglia e salirebbe. (Giuseppe Marotta)

 

Film e Pietanze

Chiesero una volta ad Esopo perchè alcune delle sue favole fossero così saporite, ed altre quasi senza sale e pepe. Le favole, rispose Esopo, sono come le pietanze. Alcune vogliono essere salate e pepate in cucina, mentre ancora si cuociono. Altre, invece, devono giungere alla mensa quasi sciocche, perchè chi mangia possa aggiungervi lui, e secondo il palato suo, o il pepe o il sale. (Esopo tradotto da Pietro Pancrazi, 1947)

 

Film e Regista

Ho deciso di pronunciare la rinuncia formale definitiva, scritta a considerarmi onnipotente quando dirigo un film. Più sono convinto di guidare la nave, più la nave va dove vuole. Passate le prime due settimane non sono più io che dirigo il film, è il film che dirige me. Niente di nuovo, è capitato anche a Geppetto. Stava ancora fabbricando il suo caro burattino quando Pinocchio lo prese a calci. (Federico Fellini al tempo de “E la nave va”)

 

Filosofia e Filologia

Con un libro che più grande e grosso non si può l’economista letterato Jacques Attali ci racconta la vita e le opere di Karl Marx, ovvero lo spirito del mondo (Fazi, 2006). “Senza ipocrisie” – assicura, credendo che considerare il marxismo un cane morto equivalga a detenere la verità degli uomini e delle opere. Il librone è così così, zeppo di supervalutazioni e sottovalutazioni, di chiarimenti e confusioni, disordinatamente proposte e faticosamente discernibili. Volendo scagliare un fulmine su un esempio del genere misto sottovalutazione+confusione, ecco il trattamento inflitto dal liberale antimarxista al miglior testo marxiano, le “Tesi su Feuerbach”. Jacques dedica mezza pagina (su quattrocentoventisei) a queste tesi filosofiche capitali scritte da Marx e pubblicate da Engels e le dichiara (erroneamente) opera comune di Karl e Friedrich. Quale nesso intercorre tra la sottovalutazione filosofica e la confusione filologica del nostro socialista liberale? Antonio Gramsci prigioniero - che quelle tesi ha tradotto e sviluppato nella sua "filosofia della prassi", andando per questa via con Marx oltre Marx – ha mostrato e dimostrato che “ogni filologia contiene una filosofia.”

 

Filosofo

La credulità è propria degli ignoranti, l’incredulità ostinata dei saccenti, il dubbio metodico dei saggi. Nelle conoscenze umane un Filosofo dimostra ciò che può, crede in ciò che gli viene dimostrato, respinge ciò che ripugna alla dimostrazione, e sospende il suo giudizio su tutto il resto. (Jean-François Marmontel, Voce “Critica nelle scienze” della Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers)

 

Finestra e Giornale

La finestra sul mondo può essere coperta anche da un giornale. (Stanislaw J. Lec)

 

Fissare e Mostrare

Nel 1959 la morte di Miyagi in “I racconti della luna pallida d’agosto” mi inchiodò, straziato, ad una poltrona del cinema Bertrand. Perchè Mizoguchi aveva filmato la morte come una indefinibile fatalità che, lo si vedeva chiaramente, non poteva altro che accadere. Mi ricordo ancora la scena: nella campagna giapponese alcuni viaggiatori sono attaccati da un gruppo di banditi affamati e uno di questi trafigge Miyagi con un colpo di lancia. Ma lo fa quasi inavvertitamente, esitando, come spinto da un residuo di violenza o da un riflesso condizionato. Questo gesto resta così poco in posa che la cinepresa sembra sul punto di , e io sono convinto che in quel momento ogni spettatore di “I racconti della luna pallida d’agosto” è sfiorato dalla stessa folle idea, quasi superstiziosa: se il movimento della macchina da presa non fosse stato così lento, l’avvenimento sarebbe rimasto fuori campo o - chissà? - forse non sarebbe proprio accaduto. La colpa è della macchina da presa? Svincolandola dai gesti degli attori, Mizoguchi ha fatto esattamente il contrario di Pontecorvo in “Kapò”. Al posto di un colpo d’occhio, per di più aggraziato, ha scelto uno sguardo che , che preferirebbe non aver visto nulla e che, per questo, mostra il fatto nel suo prodursi come fatto, cioè ineluttabilmente e di traverso. Un fatto assurdo e senza valore, assurdo come ogni cosa che volge al male e senza valore come la guerra, catastrofe che Mizoguchi non accettò mai. Un fatto che non ci riguarda mai abbastanza da poterne attraversare il cammino, un fatto vergognoso. Perchè scommetto che il quel preciso istante ogni spettatore dei Racconti sa nel modo più assoluto in che cosa consiste l’assurdità della guerra. Non importa che lo spettatore sia occidentale, il film giapponese e la guerra medioevale: è sufficiente passare dall’atto di mostrare con il dito all’arte di fissare con lo sguardo perchè questo sapere, sfuggente e universale allo stesso tempo, l’unico di cui il cinema sia capace, ci sia elargito. (Serge Daney, Persévérance)

 

Fondo dell'anima

L’esperienza mi ha provato che in quasi tutti gli uomini, in me certamente, si torna sempre ai propri istinti fondamentali e che si fa bene soltanto ciò che è conforme ai propri istinti. Allora cerchiamo con onestà dove siano i miei istinti fondamentali e i miei principi seri. Ho per le istituzioni democratiche un gusto della mente, ma sono aristocratico per istinto, cioè disprezzo e temo la folla. Amo con passione la libertà, la legalità, il rispetto dei diritti, ma non la democrazia. Questo il fondo dell’anima. (Alexis de Tocqueville)

 

Forma e Contenuto

Di fronte a certe donne mi trovo nella identica condizione in cui si trovava Kant leggendo le opere di Rousseau: doveva leggerle diverse volte, perché alla prima lettura la bellezza dello stile gli impediva di prestare attenzione al contenuto. (vedi la Storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell)

 

Forma artistica

Una forma richiesta dal soggetto stesso. (Jean-Paul Sartre)

 

Fotografia e Materialismo

Il bello della fotografia è che il mondo non devi inventarlo, basta riconoscerlo e inquadrarlo.

Io vedo un nesso profondo tra Fotografia e Materialismo, grazie a Sebastiano Timpanaro filologo e filosofo, il quale da qualche parte ha scritto - cito a memoria - che quando l'essere umano è apparso sulla Terra la Terra c'era già. (Dunque George Berkeley ed Eugenio Montale male hanno immaginato.)

http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=4522

 

Fotografia e Spazio

Qual è lo spazio nel quale si rivela una società? Lo spazio comune. Io mi considero un uomo comune, e cerco di essere il fotografo dello spazio comune, dei luoghi comuni.

 

Roma - Piazza di San Giovanni in Laterano, 5 ottobre 2006

 

Fucile e Blog

Il fucile ha reso democratica la guerra. Il blog renderà democratica la politica.

 

Fulmine

Il fulmine è caldissimo, veloce e potente. Può viaggiare a 150.000 chilometri all'ora, raggiungere una temperatura di 30.000 gradi e generare abbastanza energia da tenere accesa una lampadina per due mesi. Eppure ha un diametro che di solito non supera i tre centimetri. (Rob Breznsny)

 

Funzionare

Non avrei visto e sentito il film Little Miss Sunshine se una donna molto giovane e molto bella (mia figlia) non me lo avesse proposto. Sono irritato dal prepotere distributivo del cinema statunitense. Cosa ne penso criticamente, dopo? Tutto il bene possibile e tutto il male possibile. Il film “funziona” (uso apposta questo orribile verbo che mai uso), tutti sono bravi, si ride, si piange, si digerisce. Ma cosa c’è di inedito, di inaspettato, di inenarrabile, nel contenuto-e-forma di questo film? Niente di niente. E’ un normale-e-spietato film manieristico, fatto della stessa materia di cui sono fatti, no, non gli umani, no, non i loro sogni, ma di cui sono fatti il cinema la radio la televisione il videoclip la pubblicità.

 

Geco (Il geco ed io)

Il geco resta immobile per ore; con una frustata di lingua deglutisce ogni tanto una zanzara o un moscerino; altri insetti, invece, identici ai primi, che pure si posano ignari a pochi millimetri dalla sua bocca, pare non li registri. E' la pupilla verticale dei suoi occhi divaricati ai lati del suo capo che non li scorge? O ha motivi di scelta e di rifiuto che noi non sappiamo? O agisce mosso dal caso o dal capriccio? O forse è quello il suo segreto: soddisfatto d'essere, riduce il fare al minimo? Sarà questa la sua lezione, l'opposto della morale che in gioventù il signor Palomar aveva voluto far sua: cercare sempre di fare qualcosa un po' al di là dei propri mezzi? (Italo Calvino)

 

Generali e Storici

I generali non sanno che le battaglie le vincono gli storici. (Leo Longanesi)

 

Genialità

Un'idea più elevata di ascendente è quella che ci viene da Henry Adams (1838-1918), il quale affermava che "la genialità più alta è la ricettività nei confronti delle forze più alte".  James Hillman, Forme del potere.

 

Geni

Attilio e Beatrice, padre e figlia, sono uguali come due gocce di vino buono. Mi raccontano con lo stesso rapimento, con la medesima stupefazione, la bellezza della semplicità. Attilio traversando a piedi nel vento le dune del Mare del Nord mi descrive il primo articolo di Albert Einstein (Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento), la sua critica intelligente, la sua eleganza; Beatrice, allungando i piedi nel tepore dei divani della villa olandese, la seconda ballata di Frédéric Chopin, la sua conturbante elementarità, la sua arditezza.

 

Genio e Regolatezza

Anno 2010. Mia figlia Sofia mi racconta che un suo amico di nome Alèxandros, dopo aver navigato il mio sito, le ha domandato: "Tuo padre è un genio?" Le ho risposto semiseriamente: "Digli che non so se sono un genio, ma che ho vissuto e mi sono comportato come se lo fossi."

 

Gentiluomo

Gentiluomo è un uomo che sa suonare la fisarmonica, ma non la suona. (Tom Waits, 2011)

 

Gessetti colorati

Sono un po’ arrabbiato con Vittorio Benussi scienziato in psicologia, e gli sono molto grato. Questa poca rabbia è suscitata dal ricordo del suo suicidio - a quarantanove anni, senza una ragione chiara – no, non per il suicidio in sé: ognuno ha il diritto di morire nel momento giusto, possibilmente un momento prima del sopravvenire di sofferenze umilianti (per sé e per gli altri). Ma per l’oscurità della ragione: ognuno ha il dovere di spiegare (agli altri e a se stesso) la necessità della spettacolare dipartita. La molta gratitudine nasce invece dalla scoperta di tutto il suo laboratorio, quello scatolino pieno di gessetti colorati con il quale l'imperterrito sperimentatore lavorava quando non aveva altri mezzi. Vivendo in un mondo di lamenti - nel quale la maggior parte fa di tutto niente, provo infinita gratitudine verso coloro che fanno tutto con niente.

 

Gesù di Nazaret e il sacrificio

« I Nazareni […] erano Ebrei che rispettavano tutte le osservanze ebraiche, ma non offrivano sacrifici e non mangiavano carne. Essi consideravano un sacrilegio mangiare carne o fare sacrifici con essa. » Epifanio di Salamina

 

https://www.youtube.com/watch?v=CXK2MGhsoXo&t=3s

 

Gioco e Bimbi

Mi racconta un padre che trova il suo bimbo di quattro anni intento a giocare 'al trenino', seduto sulla prima di una fila di sedie. Lo abbraccia, ma quello gli dice: 'Babbo, non devi baciare la locomotiva, se no i vagoni credono che non sia una cosa seria.' (Johan Huizinga, Homo ludens)

 

Gioia e Lavoro

La gioia che il cervello intelligente ha di se stesso è talvolta l’unico motivo perchè si continui a lavorare. (Franz Kafka, La tana)

 

Giornata e Battaglia campale

Ne Il Principe di Niccolò Machiavelli si dice “giornata” e s’intende “battaglia campale”.

 

Giorno e Pasqua

In Israele, da tempi immemorabili l'usanza era quella di far terminare il giorno e di farne cominciare un altro a partire dal tramonto del sole. La fatica è terminata, si giunge alla meta; lo stesso corpo, stanco, sente che si è chiuso un preciso arco di tempo. (Henri Daniel-Rops, La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù)

In questa concezione è già contenuta l'idea della Pasqua: comincia un altro giorno quando finisce il giorno, e comincia di notte.

 

Giovani e Provincia

I tempi sono difficili, ma i giovani si divertono, massime in provincia, dove ancora si crede che vent’anni si hanno una volta sola. (Antonio Delfini, Il fanalino della Battimonda)

 

Graham Greene

Brighton Rock, Il potere e la gloria, Il nocciolo della questione, La fine dell’avventura.

Grandezza e Limiti (Pasolini)

 

Gratitudine

La gratitudine consiste nel far buon uso di doni ricevuti. (Thomas Mann, La Montagna Incantata)

 

Gratitudine e Nobiltà

Un animo nobile sentirà volentieri l'obbligo della gratitudine, mentre animi più bassi recalcitrano a ogni obbligo. (Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano)

 

Guardare dall'alto

Ho imparato che un uomo / ha diritto di guardare un'altro uomo / dall'alto verso il basso solo quando lo aiuta a rialzarsi. (Gabriel García Márquez)

Condivido questo pensiero di Gabriel nel giorno della sua dipartita - è il 18 aprile 2014. Cerco costantemente di aiutare gli altri a rialzarsi - sottomessi come sono alle chiese, ai partiti, alle ideologie dominanti, alle 'idee comuni' delle quali Gustave Flaubert ha composto un memorabile Dizionario - e per questo sono scambiato per un superbo, un presuntuoso, un 'saccente. Sono invece un implacabile rialzatore.


Guardingo

Morto ammazzato Cesare per mano di un gruppo di congiurati in Senato, Augusto aveva ripristinato formalmente le tradizioni istituzionali repubblicane – che Cesare dittatore perpetuo aveva evidentemente sottovalutato. Surclassati i concorrenti, pacificate le sacche di resistenza avversaria, risanata l’economia e la vita civile, restaurata la repubblica, riorganizzato l’impero, consacrato dagli auguri, Augusto avrebbe potuto vivere rilassato. Eppure, quando andava in Senato, sotto la toga indossava la corazza.

 

Guerra

Ratzinger di Marktl am Inn vuole la pace - discordando da Gesù di Nazareth, e prima ancora da Eraclito di Samo, il quale ha mostrato che “il conflitto è padre di tutte le cose e di tutte è re”, insomma che il principio assoluto dell’universo intero è la guerra. Il problema diventa allora di dare alla guerra forme costruttive, ludiche, divertenti: una battaglia di idee, una partita a scacchi, una schermaglia amorosa.

 

Guerra e Politica

"Non capisco. Ho dato un ordine, e tutti si sono messi a discutere". (Sir Arthur Wellesley, 1° duca di Wellington, militare e politico inglese, alla fine della sua prima riunione di governo.)

 

Hinternational e Mediterraneo

“Ich bin hinernational” diceva di se stesso Johannes Urzidil. “Hinter” in tedesco vuol dire “dietro”. Dietro le nazioni c’è una sfera culturale non identificabile con nessuna nazionalità, un pieno che rimane dopo aver sottratto ogni singola nazionalità. Io sono mediterraneo.

 

Idea

Osservando una lampada accesa in una casa di Amsterdam ho pensato per un momento che tutto sarebbe finito – lampada – casa – persona che la abita. Ma il momento dopo ho avuto un’altra idea, l’idea vittoriosa. Ho pensato che si sono formate e sono affiorate dall’informe – lampada – casa - persona, e certo si deformeranno e torneranno all’informe – ma intanto sono qui fra noi – per un momento, un giorno, un secolo poco importa. In somma queste presenze mi rendono gioioso perché sono affiorate, non triste perché saranno assorbite. Un’idea non scaccia l’altra, certo, convivono, ma la gioia per la composizione e comparizione vince la tristezza per la scomposizione e scomparizione – in me. Se ci pensi bene, mentre ti addormenti dolcemente nelle braccia dell’informe, convince anche te.

 

Idea secondo Hillman

La parola greca per ‘idea’, eidos, viene da idein, ‘vedere’ e si riferisce a un sostantivo che significa due cose: (a) una cosa vista come forma, e (b) un modo di vedere, come una prospettiva. Vediamo le idee e al tempo stesso vediamo per mezzo di esse. Sono forme che la nostra mente assume e al tempo stesso ciò che consente alla nostra mente di trasformare gli eventi in esperienze dotate di forma. (James Hillman, FDP 23)

 

Idealismo ed Essere

L’idealismo della filosofia consiste in questo: nel non riconoscere il finito come vero “essere”. (G. W. F. Hegel, Logica)

 

Idee e Desiderio

Col passare degli anni ho scoperto che le idee vengono quando se ne ha un intenso desiderio; a forza di desiderare, la mente diventa una specie di osservatorio sempre all’erta per cogliere gli incidenti capaci di stimolare l’immaginazione […] Come si fa ad avere delle idee? Perseverando fin quasi a impazzire. Bisogna avere la forza di soffocare l’angoscia e dare sfogo all’entusiasmo per un lungo periodo di tempo. Forse per alcuni è più facile che per altri, ma ho i miei dubbi. (Charles Chaplin, Autobiografia)

 

Idee e Pensieri

Le idee si trapiantano per scissione, i pensieri per gemmazione. (Karl Kraus)

 

Identità e Diversità

Trovare la reale identità sotto l’apparente differenziazione e contraddizione, e trovare la sostanziale diversità sotto l’apparente identità è la più delicata, incompresa eppure essenziale dote del critico delle idee e dello storico dello sviluppo storico. (Antonio Gramsci, Q 2268)

 

Ideologia

Nella testa degli esseri umani - tra l’altro – si produce, si riproduce, si modifica, opera, ad ogni età - in ogni momento - in ogni luogo - in ogni situazione, un insieme organico, un complesso funzionale, un sistema vitale più o meno implicito, consapevole, coerente, strutturato, di sentimenti, credenze, opinioni, idee, che ne inquadrano, orientano, dirigono, giustificano atteggiamenti, comportamenti, pensieri, azioni…

Questo insieme, questo complesso, questo sistema – che nominiamo “ideologia” – costituisce la camera di compensazione, funziona da fase intermedia, agisce come cemento tra – in alto, fuori - visioni del mondo, fedi religiose, concezioni scientifiche, teorie filosofiche… e – in basso, dentro - bisogni, interessi, auto-rappresentazioni, desideri…

Riguardo al numero e al tipo di esseri umani coinvolti, l’ideologia può essere individuale, di coppia, familiare, amicale, di gruppo, locale, nazionale, internazionale, regionale, mondiale…

Riguardo al genere degli atteggiamenti, dei comportamenti, dei pensieri, delle azioni influenzate, l’ideologia può essere religiosa, politica, scientifica, filosofica, economica, sportiva, sessuale…

 

Ideologia e Uniformità

Ogni ideologia si realizza, e si concreta, nella misura in cui si giunga alla assolutizzazione e alla generalizzazione di UNA idea, o di UN sistema di idee, che abbia a indirizzarsi alla riduzione di TUTTA un’area di realtà conoscitiva NEL solco di una implacabile UNI-formità (di una dilagante UNI-vocità); mentre non c’è conoscenza della realtà che non si muova, se intenda essere rigorosa, dalla considerazione di molteplici punti di vista. (Eugenio Borgna, Noi siamo un colloquio)

 

Illusione e Delusione (ed Elusione)

‘Illusione’ indica l’entrare in gioco e ‘delusione’ l’uscirne. ‘Elusione’… facciamolo dire a Ernst Junger, facciamo dire agli altri ciò che dicono meglio di noi. “Nigromontanus intendeva connotare con questa parola uno stile più elevato nel sottrarsi a una situazione empirica.” (Ernst Junger, Cuore avventuroso)

 

Immobilità e Certezza

Può darsi che le cose siano immobili intorno a noi perchè tali le rende la nostra certezza della loro identità, insomma l’immobilità del nostro pensiero di fronte ad esse. (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

 

Immortalità letteraria e Gratitudine

E' bene prendere le mosse da un uomo come Stendhal se si vuol parlare di tal genere di immortalità. Difficilmente si potrebbe trovare una persona più aliena dalle correnti immagini di fede. Stendhal fu del tutto libero dai vincoli e dalle promesse di qualsiasi religione; le sue sensazioni e i suoi pensieri furono esclusivamente rivolti alla vita terrena, che egli sperimentò e godette nel modo più preciso e profondo.

Pensò molto ma in lui non ci fu alcun pensiero freddo. Ogni cosa che egli registrava, ogni cosa che egli plasmava, restava prossima all'istante ardente in cui era nata.

Quest'uomo che non diede nulla per presupposto, che volle toccare ogni cosa, che fu la vita stessa nella misura in cui la vita è senso e spirito, che visse ogni avvenimento nel cuore pur riuscendo anche ad osservarlo dall'esterno, ebbe tuttavia anch'egli una fede, della quale parlò con facilità e spontaneità come di un'amata.

Senza alcuna insofferenza egli si accontentò di scrivere per pochi: era però certissimo che entro cent'anni molti lo avrebbero letto. Nei tempi moderni non esiste una fede nell'immortalità letteraria più chiara, isolata e priva di presunzione della sua. Cosa significa tale fede? Quale è il suo contenuto? Esso significa che lo scrittore vivrà quando tutti gli altri suoi contemporanei non saranno più vivi. Ciò non vuol dire affatto che lo scrittore sia maldisposto verso i viventi in quanto tali. Egli si sceglie la compagnia di coloro alla cui schiera sa di appartenere: coloro che furono nei tempi trascorsi, e la cui opera ancora vive - coloro che parlano ancora a qualcuno e delle cui opere ci si nutre. La gratitudine che si prova per essi è gratitudine per la vita stessa.

(Elias Canetti, Massa e potere)

 

Imparare e Capire

Imparare molte cose insegna a non capire. (Eraclito di Efeso)

 

Imparare e Morire (1)

Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire. (Leonardo da Vinci)

 

Imparare e Morire (2)

Pablo Neruda, un giorno del 1973, già vicino alla fine, mi disse che l’uomo passava la vita imparando a vivere, e quando aveva imparato, moriva. (Francisco Coloane)

 

Improvvisazione e Immaginazione

Io credevo all’improvvisazione sul palcoscenico o sul luogo delle riprese e ancora ci credo. L’immaginazione umana è pericolosamente limitata. Tende ad utilizzare solo dei cliché. E’ il contatto con gli attori, le scene, gli accessori, ad aprire gli occhi su aspetti che non si prevedono. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Incapace

E’ assolutamente incapace di mentire come è incapace di ubriacarsi. E’ senza il minimo rifugio, senza un ricovero. Perciò è esposto a tutte le cose dalle quali noi siamo al riparo. E’ come un individuo nudo fra individui vestiti. E non è neanche tutta la verità ciò che dice, ciò che è e che vive. (Milena Jesenska su Franz Kafka)

 

Incapacità e Intransigenza

Keplero fu una di quelle rare persone incapaci di fare qualsiasi altra cosa che non sia difendere apertamente le proprie convinzioni in ogni campo. (Albert Einstein)

 

Incarichi e Uffici

Dio mio, che incarichi e uffici meravigliosi esistono mai! Come elevano e deliziano l'animo! Ma, ahimè, io non lavoro in un ufficio e così devo rinunciare al piacere di vedermi oggetto delle squisite attenzioni dei superiori. (Nikolaj V. Gogol')

 

Inchino e Antenato

In Giappone, l'inchino eseguito piegando la parte superiore del corpo non è soltanto un segno di deferenza. E' anche un esercizio per incorporare nella propria struttura l'antenato. (James Hillman, La forza del carattere)

 

Incompreso

In gioventù aveva deciso di rinnovare l’arte del suo tempo. In vecchiaia rileggeva le vite dei grandi artisti, Euripide meglio di Sofocle, Borromini piuttosto di Bernini, Goya anziché Picasso. Sorrideva della sua e loro temporanea svalutazione, e rideva fino alle lacrime delle infelici partecipazioni dell’omologo greco, italiano, spagnolo ai concorsi ateniesi, romani, madrileni.

 

Indagine e Alétheia

Leggo in James Hillman, La forza del carattere (1999): "Secondo l'acuto filosofo spagnolo José Ortega y Gasset, l'idea di 'indagine' è l'equivalente più vicino a ciò che i greci intendevano con alétheia, l'attività della mente che ha dato il via a tutta la filosofia occidentale: 'il tentativo... di metterci in contatto con la nuda realtà... nascosta dietro il manto della falsità'. (L'origine della filosofia, 1967) Spesso la falsità indossa il manto di verità comunemente accettate, della inconscietà che condividiamo collettivamente." Leggo e penso al libro di Luis Razeto, En búsqueda del ser y de la verdad perdidos (Alla ricerca dell'essere e della verità perduti), 2004.

 

Individuo e Persona

Io diffido di chi ci esorta: non dite 'individuo', dite 'persona'. Diffido di chi tenta di ridurre il concetto di persona a quello di nodo di legami di relazioni, a un concetto 'sociale' e relazionale. Una persona è più che un membro di una comunità. Si viene al mondo in una comunità ed esservi accolti è una condizione necessaria a divenire una persona compiutamente umana. Ma non una condizione sufficiente. Ci vuole, appunto, l'individuazione: tutto ciò che si è assorbito - modi di sentire, di vivere, di giudicare - deve essere vagliato e fatto proprio, oppure respinto: è questo che chiamiamo 'maturità'. (Roberta De Monticelli)

 

Inferno e Paradiso

Del Purgatorio non posso parlare, perché non ci sono stato. Posso parlare dell'Inferno e del Paradiso.

 

L'Inferno e il Paradiso (siamo noi)

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino)

 

Infierno de Dante

Obra del divino poder, de la suma sabiduría y, curiosamente, del primer amor, el infierno de Dante, el más famoso de la literatura, es un establecimiento penal en forma de pirámide inversa, poblado por fantasmas de Italia y por inolvidables endecasílabos. (Jorge Luis Borges, Biblioteca personal)

 

Ingenuità

L’ingenuità in arte ha il valore dello zero in un numero: dipende dalla cifra a cui è unito. (Henry James)

 

Ingenuo

“Ingenuo” è nominato un atteggiamento naturale, candido, innocente, schietto, semplice, inesperto. Ma “ingenuo” significa alla lettera “degno di un uomo”.

 

Ingiurie e Benefici

Le iniurie si debbono fare tutte insieme, acciò che, assaporandosi meno, offendino meno; e’ benefizii si debbono fare a poco a poco, acciò si assaporino meglio. (Niccolò Machiavelli, Il Principe)

 

Innovazione e Religione

Alle incertezze ed agli ostacoli connessi per natura ad ogni innovazione, la religione aggiunge ulteriori impedimenti: il sacro è ciò che è specificamente immutabile. (Max Weber, Sociologia della religione 111)

 

Inquadratura e Centro

A un certo punto ho smesso di essere schiavo dell’inquadratura. Ho iniziato a trovare belli film che avevano la loro forza nel centro dell’immagine, che mettono le cose importanti al centro, per farle vedere meglio. (Serge Daney, Persévérance)

 

Intellettuale e Buffone

La situazione del buffone è ambigua e intimamente contraddittoria. E’ la contraddizione tra la professione e la filosofia. La professione del buffone, come quella dell’intellettuale, consiste nel divertire; la sua filosofia, nel dire la verità, nel demistificare. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Intellettuale e Senso della vita

L’intellettuale cerca di conferire alla propria condotta di vita un ‘senso’ durevole, e cerca quindi l’”unità” con se stesso, con gli uomini, con il cosmo. Per la concezione del ‘mondo’ assume la forma di un problema di ‘senso’. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Intellettuali e Morale

Le conquiste puramente intellettuali dipendono in misura assai maggiore di quanto non ci si renda normalmente conto, dalla statura morale di un individuo. (Albert Einstein, Pensieri degli anni difficili)

 

Intellettuali e Bistecca

Allo stesso modo in cui il vino diventa per tanti intellettuali una sostanza medianica che li avvicina alla forza originaria della natura, la bistecca è per essi un alimento di riscatto grazie al quale prosaicizzano la propria cerebralità e scongiurano, mediante il sangue e la morbida polpa, la sterile aridità di cui li si accusa continuamente. (Roland Barthes, Mythologies)

 

Intellettuali e Politici

Gli intellettuali e i politici corrono su due strade parallele destinate quasi sempre a non incontrarsi. Gli intellettuali parlano ad altri intellettuali e i politici parlano tra di loro. (Norberto Bobbio)

 

Intelligenza e Sensibilità

Non solo il corpo ha la sua cecità e la sua sordità, ma anche l’intelligenza. (Zhuang-Zi)

 

Intento e Intelligenza

L’intento mio è scrivere cosa utile a chi la intende. (Niccolò Machiavelli, Il Principe)

 

Interpretazione

L’interpretazione si può definire quella forma di conoscenza in cui l’"oggetto” si rivela nella misura in cui il “soggetto” si esprime, e viceversa. (Luigi Pareyson, Verità e interpretazione)

 

Interpretazione e Stereotipo

Ogni volta che potevo ricorrevo alle prove all’italiana. Erano stati Michel Simon e Louis Jouvet che mi ci avevano convertito. Si tratta in sostanza di radunare attorno a un tavolo gli attori della scena che si deve provare e di far loro leggere il testo vietandosi ogni espressione. Questa lettura, per essere proficua, deve essere piatta come quella dell’elenco del telefono. In pratica in questo modo ogni attore coscienzioso impara la sua parte e si vieta ogni reazione prima di aver esplorato le possibilità di ogni frase, di ogni parola, di ogni gesto. Gli attori che danno subito una forma al ruolo che devono interpretare è molto probabile che cadano nello stereotipo. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Intronato

L’ultima volta che ho visto Pietro Pintus - il critico di cinema colto come uno scenario di Luchino Visconti e preciso come uno zoom di Stanley Kubrick, l’amico paterno che era fatto della stessa materia di cui sono fatti i libri e i film - era intronato in un letto d’ospedale collegato a mille macchine acquatiche e luminescenti. La prima volta era incorniciato da un televisore in bianco e nero: erano gli anni sessanta, ero un ragazzo, e lui presentava i film dei grandi autori, con la compostezza dei personaggi di Carl Theodor Dreyer e la trepidazione di una panoramica di Pier Paolo Pasolini. Mentre il nostro ultimo colloquio volgeva al termine, pretese e ottenne da una infermiera bionda e giovane e avvenente (come nel finale de “Il paradiso può attendere” di Ernst Lubitsch) prima un caldo massaggio alla schiena e poi un bicchiere di latte freddo, sollevando il quale come un calice delle annate irripetibili, come un Amedeo Nazzari degli anni migliori, mi congedò. “A domani, vecchio mio” – disse, e sparì.

 

Invenzione e Trasgressione

Bisogna obbligare se stessi a non andare troppo avanti, interrompere lo slancio vittorioso verso il martirio; e ritornare continuamente indietro, sulla linea del fuoco; solo nell’attimo in cui si combatte (cioè si inventa), solo nell’attimo in cui si è a tu per tu con la regola da infrangere, si può sfiorare la rivelazione della verità, o della totalità, o insomma qualcosa di concreto: operata la trasgressione - che si realizza in una nuova invenzione - cioè in una nuova realtà costituita - la verità, o la totalità, o quel qualcosa di concreto, si vanifica perchè non può essere vissuto né stabilizzato in nessun modo. (Pier Paolo Pasolini, Empirismo eretico)

 

Invidia

Un gran convegno su “Oriente e Occidente” srotolatasi nei giorni scorsi a Cividale del Friuli ha raggiunto l’unanime conclusione che “l’Asia Minore non è mai stata considerata europea nell’antichità“ e per dirla tutta che “la Turchia non è Europa”. E l’Iliade dove la mettiamo, professori? Ettore e Achille non parlano la stessa lingua e non sono giocati dagli stessi déi? Credete forse che i principi macedoni pari di Alessandro (il miglior allievo di Achille), lo avvelenarono perché li obbligò alla orientale prosternazione – a nobile difesa cioè della propria identità occidentale? No, li mosse la volgare invidia, un sentimento universale.

 

Invidia e Amore

Il sentimento dell’invidia, provare tristezza della gioia altrui, è turpe e immondo. Bello e giocondo è invece l’amore gratis, senza ritorno, l’amare senza essere riamati, l’amare in cambio di niente, l’amare punto e basta. Basta l’amore. Infatti, se Dio c’è, ti ama gratis. Non pregarlo – il commercio, il do ut des, non c’entra con l’amore.

 

Involontariamente

Entra in campo per primo l’amato, il Cervo. “Sacro alle ninfe che abitano i campi di Cartea, vi era un gigantesco cervo; con le corna ampiamente ramificate, esso da sé porgeva folta ombra alla sua testa. D’oro splendevano le corna e al ben tornito collo stavano appesi, scendendo sulle spalle, monili ornati di gemme. Gli balzava sulla fronte, legata da catenelle, una borchia d’argento, dal tempo della nascita; da ambe le orecchie, intorno alle tempie incavate, fulgevano perle. Senza paura esso era solito visitare volentieri le case e porgere per le carezze il collo a mani sconosciute.” (Ovidio, Metamorfosi)
Entra ora in campo Ciparisso, l’amante. “Ma più che ad altri, esso era caro a te, o bellissimo tra gli abitanti di Ceo. Tu conducevi il cervo a pascoli intatti, allo specchio di fonti limpide; tu, a volte, fra le sue corna intrecciavi fiori infiniti; a volte, standogli sul dorso a guisa di cavaliere, lieto vagavi per ogni dove, frenando la sua arrendevole bocca con guinzagli di porpora.” (O, M)

Col trascorrere della felicità dei giorni e delle notti cresce l’affezione d’amore, che inebria e trascina e scuote l’amante nel vortice di una insostenibile eccitazione. Finché un giorno - afferma la tradizione - l’amante uccide involontariamente l’amato. “Involontariamente” ripete – certificando la tradizione – il grande filologo Kerényi (Gli dèi e gli eroi della Grecia), “scambiandolo per un cervo qualunque”. Ma può – io che scrivo mi domando e domando a te che mi leggi - l’amante scambiare l’amato con qualunque? E come poteva Ciparisso confondere con altri il suo Cervo dalle corna d’oro, la borchia d’argento, i monili ornati di gemme, le perle fulgenti? Ovidio da parte sua non accoglie e non rifiuta la tradizione, dice solo, a mezza bocca, cautamente e prudentemente, che l’amante è stato avventato e imprudente: “puer imprudens”. Parla per esperienza diretta d'amante imprudente, e coglie nel segno: possiamo sopravvivere al difetto d’amore, non sopportiamo l’eccesso d’amore.

Quel giorno, nell’ora meridiana, esausto di cavalcate infinite, il Cervo si era adagiato all’ombra di un albero, a godersi la frescura. Ciparisso, poco discosto, alle sue spalle, stringeva in pugno l’affilato giavellotto. Non riusciva a staccare gli occhi dal collo del Cervo, tremava tutto per la vertiginosa agitazione d’amore, finché sbarrando le pupille e prima che la vista lo annebbiasse nello spasimo, l’amante scagliò il giavellotto e trafisse l’amato. “E quando lo vide morire per la profonda ferita, decise di lasciarsi morire. E’ tutto un gemito e questo invoca, come supremo dono, dagli dèi: piangere in ogni tempo. E ormai, effuso il suo sangue in un profluvio di lacrime, le membra cominciano a prendere color verde; i capelli, che prima scendevano dalla candida fronte si mutano in irta chioma e, fattisi rigidi, contemplano, con l’affusolata cima, il cielo gremito di stelle.” (O, M) Ciparisso si trasforma così nell’albero triste sempreverde, il Cipresso.

 

Io

Certe volte mi viene chiesto chi sia il protagonista dei miei libri. Di solito rispondo: ‘Io: infatti vi si parla di una persona che viaggia, si guarda intorno, legge, riflette e poi su tutto questo scrive. (Ryszard Kapuściński, Lapidarium)

 

Io e Circondario

Parto da ciò che ci circonda per arrivare all’io. Provo stima e ammirazione per gli artisti che procedono in senso contrario. L’arte astratta corrisponde alle necessità della nostra epoca. Personalmente resto un uomo del XIX secolo e ho bisogno dell’osservazione come punto di partenza. Mio padre, che diffidava dell’immaginazione, diceva: “Dipingete una foglia d’albero senza partire da un modello. Rischiate la monotonia, perché la vostra immaginazione vi fornirà solo alcuni modelli di foglia d’albero. La natura invece ne fornisce milioni, e sullo stesso albero. Non esistono due foglie uguali. L’artista che dipinge se stesso finisce ben presto per ripetersi.” (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Ippocastano

L’ippocastano è un albero rustico e nobile dal portamento imponente, e dalla chioma espansa, che tende a configurarsi come la cupola di San Pietro realizzata da Giacomo Della Porta e può raggiungere – se non è inquinato, o segato prima del tempo suo - l’altezza di un edificio di dieci piani. E’ migrato a noi da Costantinopoli-Bisanzio-Istànbul negli anni in cui moriva Tiziano e nasceva Caravaggio, arricchendo la flora, le città, il miele occidentale. In primavera è decorato da fiori ermafroditi riuniti a formare infiorescenze a racemo – grappoli insomma, ma non a mammella in giù come le viti bensì a testa in su come la spirale di Sant’Ivo alla Sapienza costruita da Francesco Borromini. I suoi frutti – maturi in autunno, vale a dire in questi giorni – a prima vista paiono castagne ma a osservarle meglio si rivelano più sferiche e bitorzolute e, tenuti nella tasca da un ragazzo o guardati nella borsetta di una donna o stipati nello zaino di un uomo, sembrano preservare dal raffreddore, curare artrite e reumatismi, trasmettere tranquillità. I terapisti dell’antichità consigliavano perciò di abbracciare regolarmente alberi di ippocastano. Fatelo a prescindere, amico e amica telematici: fa bene abbracciare, bene fa essere abbracciati.

 

Ira giusta e necessaria

Non sono avido di denaro o ricchezze, l'età e i malanni mi tengono al riparo dalla libidine, e non sono tormentato da odio o da invidia per nessuno. Rimane in me ancora soltanto l'ira, che tuttavia è per lo più cosa giusta e necessaria. (Martin Lutero)

 

Irraggiungibile

Considero “Il fascino discreto della borghesia” il film. Non credo che nessuno potrà mai fare niente di altrettanto alto e poetico, niente che sia permeato da una libertà altrettanto immensa. La parola è questa: Bunuel è un autore immenso, irraggiungibile. (Federico Fellini)

 

Irrequietezza

Perché gli uomini sono irrequieti? Da che viene l'irrequietezza? Perché l'azione è 'cieca', perché si fa per fare. Intanto non è vero che irrequieti siano solo gli 'attivi' ciecamente: avviene che l'irrequietezza porta all'immobilità: quando gli stimoli all'azione sono molti e contrastanti, l'irrequietezza appunto si fa 'immobilità'. Si può dire che l'irrequietezza è dovuta al fatto che non c'è identità tra teoria e pratica, ciò che ancora vuol dire che c'è una doppia ipocrisia: cioè si opera mentre nell'operare c'è una teoria o giustificazione implicita che non si vuole confessare, e si 'confessa' ossia si afferma una teoria che non ha una corrispondenza nella pratica. Questo contrasto tra ciò che si fa e ciò che si dice produce irrequietezza, cioè scontentezza, insoddisfazione. (Antonio Gramsci, Q 1717)

 

Isolamento e Forza

Se l’isolamento tempra i forti, è invece la pietra nella quale inciampano gli indecisi. (Paul Cézanne)

 

Ispirazione

"L'ispirazione non è un privilegio esclusivo dei poeti o, più in generale, degli artisti. C’è, c’è stato e ci sarà sempre un gruppo di persone visitate dall’ispirazione. E’ composto da tutti coloro che hanno scelto consapevolmente il loro mestiere e lo svolgono con amore e fantasia. Possono essere medici, insegnanti, giardinieri – e potrei enumerare centinaia di altri mestieri. Il loro lavoro diventa una ininterrotta avventura, finché cercano di scoprirvi nuove sfide. Problemi e difficoltà non soffocano mai la loro curiosità. Uno sciame di nuovi interrogativi emerge a ogni problema risolto. Qualunque cosa sia l’ispirazione, essa è nata dal riproporsi continuo della frase “Non so”. "Non so" è piccola, ma vola su forti ali.
Wislawa Szymborska

 

Istinti e Princìpi

L’esperienza mi ha provato che in quasi tutti gli uomini, in me certamente, si torna sempre ai propri istinti fondamentali e che si fa bene soltanto ciò che è conforme ai propri istinti. Allora cerchiamo con onestà dove siano i miei istinti fondamentali e i miei princìpi seri. Ho per le istituzioni democratiche un gusto della mente, ma sono aristocratico per istinto, cioè disprezzo e temo la folla. Amo con passione la libertà, la legalità, il rispetto dei diritti, ma non la democrazia. Questo il fondo dell’anima. (Alexis de Tocqueville)

 

Istinti aggressivi e Tendenze socializzanti

Non siamo animali informi guidati da istinti solo aggressivi e competitivi: al contrario, abbiamo tendenze socializzanti in positivo e anche una moralità di fondo nel nostro modo di comportarci. Siamo individui strutturati che appartengono a una specie sociale, ci piace stare insieme e fare cose insieme, abbiamo forti predisposizioni alla cooperazione e all’altruismo. (Giovanni Jervis)

 

Lavorare e Divertirsi

“Bisogna lavorare, se non per gusto, almeno per disperazione, poiché, tutto ben considerato, lavorare è meno noioso che divertirsi.” (Charles Baudelaire)
Diciamo meglio. Lavorare è divertirsi. Divertirsi vuol dire volgersi altrove - volgersi ad altro che a se stesso come si è. Lavorare è l’opposto di compiacersi.

 

Lavoro e Distrazione

Se lavori sodo, se cerchi solo di fare un buon lavoro e non ti lasci distrarre dal dolore o dal piacere o dalle recensioni o dalle tentazioni, tutto andrà per il verso giusto. Perché con il passare del tempo la tua opera si accresce, e se hai qualcosa di significativo da dire alla gente, è lì dentro. (Woody Allen, Un regista si racconta)

 

Lavoro e Ispirazione

Domanda: Cos’è che fa diventare una persona un artista? Risposta: Il lavoro. Lavoro, non solo l’ispirazione. Esiste un piccolo foglio in cui Michelangelo ha scritto: disegna Antonio, disegna Antonio, disegna e non perdere tempo. Per ogni artista la prima cosa è il lavoro. (Ernst H. Gombrich)

 

Lavoro intellettuale e Divertimento

Se non è anche un tentativo di modificare ciò che si pensa e persino ciò che si è, il lavoro intellettuale non è un lavoro divertente.

 

Legame

Cosa intende per “legame” Vittorino Andreoli (La vita digitale, Rizzoli 2007)? “Il legame è parte costitutiva dell’essere, è la modalità per dare certezza, per sanare il terrore del nulla, del vuoto che ci circonda. E’ la risposta al grido di chi, non trovando nessuno, chiama l’altro. Lo esprime in tutta la sua drammaticità Edvard Munch nel più famoso dei suoi dipinti – “L’urlo”.

Da quella bocca esce un suono tragico che mette in movimento il volto ma anche il mondo e nessuno sente, poiché l’uomo è solo.”
Sono in parte d’accordo con lo psichiatra ispirato e multiforme, eppure vorrei dare una coloritura allegra ed una forma erotica al suo dire, riferendomi alla tavolozza di Herni Matisse e alla figurazione del suo quadro “Joie de vivre”.

Perché secondo me non è tanto il “terrore del vuoto” quanto “l’amore del pieno” che spinge un essere umano a legarsi ad un altro essere umano. L’amore fraterno. Quell’amore che Gesù di Nazareth ha partecipato a costruire in maniera decisiva, fino a preferire d’essere chiamato “Figlio dell’Uomo” piuttosto che “Figlio di Dio”. In quanto figli di Dio siamo soltanto uguali - in quanto figli dell’Uomo siamo finalmente fratelli, Caino compreso.

 

Legge di simpatizzazione universale

La legge di simpatizzazione universale afferma che nell'universo ogni essere umano sorride a ogni vicino con una gioia che è inversamente proporzionale al prodotto delle loro frequentazioni e direttamente proporzionale al quadrato della distanza dalla zona in cui abitano.

 

Lèggere e Rileggere

Una volta leggevo e andavo avanti di corsa per sapere cosa c’era la pagina dopo, il libro dopo – tanto, pensavo, questo lo rileggo. Ora leggo piano e torno spesso indietro, a rileggere la riga prima, la frase precedente, la parola appena letta. So che non leggerò un’altra volta parole, frasi, righe, periodi, paragrafi, capitoli, libri, indici, biblioteche. Sto leggendo per l’ultima volta, vorrei capire di più, meglio, tenere a memoria – non si sa mai cosa ci aspetta nell’altra vita, magari una lunga conversazione o una nuova ricerca - e rileggo.

 

Lèggere e Riscaldarsi

Se il romanzo è significativo, non è perché ci presenta un destino estraneo, ma perché quel destino altrui, grazie alla fiamma da cui è consumato, genera in noi il calore che non possiamo mai ricavare dal nostro. Ciò che attira il lettore verso il romanzo è la speranza di riscaldare la sua vita infreddolita alla morte di cui legge. (Walter Benjamin, Leskov)

Adesso capisco perché non sono stato e non sono lettore di romanzi - a prescindere dall'idea che il romanzo di carta sia finito con Kafka.


Lèggere e Scrivere

Probabilmente dopo tutto leggiamo i libri perchè siamo soli e non possiamo conoscere veramente neanche le persone che ci sono più vicine. Così credo che il motivo più profondo per leggere è il desiderio di una amicizia ideale, la speranza che attraverso i libri l’altro non ci sia più così straniero. (Harold Bloom)

Ma non è questo anche il motivo più profondo per scrivere?

 

Lèggere e Studiare

 

Lèggere e Suonare

Un libro non è che una partitura che viene eseguita dal lettore. Un Dickens letto da bambini e un Dickens letto da vecchi sono due ‘esecuzioni’ diverse: la partitura resta sempre la medesima, ma che abisso tra un’esecuzione e l’altra! (Andrej Dimitrev)

 

Leggerezza

Occorre essere leggeri come l’uccello, e non come la piuma. (Paul Valéry)

 

Lettore e Scrittore

«Si scrive soltanto una metà del libro, dell'altra metà si deve occupare il lettore.» (Joseph Conrad).

 

Libertà e Necessità

Sulla strada fra Corinto e Megara c'era una scrofa di nome Fea, nata dai mostri primordiali Tifone ed Echidna. Faceva strage di uomini, ma non assalì Teseo che passava da quelle parti - fu l'eroe a stanarla e ucciderla, "perché non si credesse che faceva ogni cosa per necessità". (Plutarco)

 

Limiti

Persino la virtù ha bisogno di limiti. (Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu)

 

Lingua e Natura

L’intera natura è traversata da una lingua muta e senza nome. (Walter Benjamin, Sulla lingua in generale e sulla lingua dell’uomo)

 

Locuzioni e Buche

Profondità immensa di pensiero nelle locuzioni volgari, buche scavate da generazioni di formiche. (Charles Baudelaire, Razzi)

 

Maestri

I falsi maestri vanno seguiti, i veri maestri vanno inseguiti.

 

Maestro e Allievo

Al giovane allievo seduto davanti a te, non mostrarti, nel tuo splendore, indifferente. Nell’arte di scrivere, rivelagli qualsiasi segreto. (Preghiera egiziana al dio degli scribi, XIII secolo a.C.)

 

Maestro e Studenti

La relazione che si può avere con gli studenti è insegnare loro che devono essere felici della loro solitudine, riconciliarli con la loro solitudine. Non vorrei lanciare nozioni che facciano scuola, vorrei lanciare delle nozioni, dei concetti che passino nella corrente, che diventino idee correnti, ovvero maneggiabili in diversi modi. E lo posso fare solo se mi rivolgo a dei solitari, che piegheranno le nozioni a modo loro, servendosene per ciò che occorre loro. (Gilles Deleuze)

 

Male e Dio (1)

Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco le sciagure; io, il Signore, compio tutto questo. (Isaia 45,7)

 

Male e Dio (2)

Se Dio vuole togliere il male e non può, è impotente. Se può togliere il male e non vuole, è cattivo. Se Dio vuole e può togliere il male - come conviene a Dio - allora perché c'è il male, ed egli non lo toglie? (Epicuro)

 

Malinconia

Sentimento che non si fida della realtà, e sospetta che il mondo sia stato sfigurato o mascherato, che qualcosa di fondamentale e autentico sia stato rubato. (Jean Starobinski)

 

Maltrattato

Ser maltratado no es un mérito. (George Bernard Shaw citato da Jorge Luis Borges)

 

Mamma

Ospiti di un pranzo domenicale, un siciliano ed uno svevo raccontano le proprie mamme. Ciccio, trentasettenne sempre faceto e l’altro giorno particolarmente morigerato (“ho abusato l’ultimo mese”) si lamenta pateticamente della madre meridionale. La signora, ogni volta che il figlio “scende giù” da Roma al paese suo “affogato nella mafia”, lo costringe a ingoiare manicaretti e porzioni per lui indigesti e superflue. Gabriel, venticinquenne sempre attento che preferisce l’ascoltare al parlare, dal fondo degli occhi azzurri nati sulle rive del lago di Costanza - sollecitato - racconta che no, la madre settentrionale non lo prega, non lo assedia col cibo, quando torna su, anzi. “Forse anche da voi c’è un proverbio che dice dei figli che mangiano anche i capelli della madre?”

 

Mandorlo e Abbraccio

Narravano i Greci che Fillide, una principessa tracia, s'invaghì di Acamante, figlio di Teseo, sbarcato nel suo regno mentre navigava verso Troia. Al ritorno delle navi greche la fanciulla, dopo averlo atteso invano, morì disperata. La dea Era, impietosita, la trasformò in un mandorlo che Acamante, giunto in ritardo, non poté fare altro che abbracciare sconsolato. Da quel giorno, primo fra tutti gli alberi, il mandorlo fiorisce alla fine di gennaio. (Alfredo Cattabiani, Florario)

 

Manifestazione e Silenzio

Le vere ragioni della mia alacrità. Io credo che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un’esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza. Il sapere che si fa avanti, in quanto si comunica agli altri, è un sapere buono, che cerca, certo, stima e considerazione, ma non si rivolge contro nessuno. (Elias Canetti, La lingua salvata)

 

Marxisti italiani

Dell’opera di Gramsci, i marxisti italiani “hanno fatto un inventario di cinque o sei formule, con le quali si spiega ogni cosa, e dei suoi libri una somma di massime e di versetti da citare come argomenti ex auctoritate. (Norberto Bobbio, 11 giugno 1955 sul 'Contemporaneo')

 

Masticare e Inghiottire

Con i misteri della nostra religione è come con le pillole salutari per il malato, che, inghiottite intere, hanno la virtù di curare; se masticate, sono per lo più rigurgitate, senza effetto alcuno. (Thomas Hobbes, Leviathan)

 

Materialismo

Il mondo è cominciato senza l’uomo e finirà senza di lui. (Claude Lévi-Strauss, Tristi Tropici)

 

Melangolo

Si puó potare cosí un fratello albero? Se io potassi cosí il figlio o la figlia del nostro potatore, che ne direbbe costui? Ma forse il disgraziato li ha giá potati cosí, i suoi figli, come non fossero anche nostri. Sí, sono molto arrabbiato. E se qualche sapientone pensa di rispondermi che “non soffre, l’albero melangolo, perché non ha terminazioni nervose” sappia che lui, il sapientone, è senz’altro privo di terminazioni etiche ed estetiche.


Roma - Piazza Iside, 24 marzo 2008

Il melangolo (o arancio amaro) è un po’ diverso dall’arancio dolce: per le spine più lunghe, il colore più scuro delle foglie, un profumo più intenso delle foglie e dei fiori, la buccia più colorata e più ruvida del frutto, e il gusto amaro della polpa. È il migliore portainnesto degli agrumi. Il frutto è utilizzato per preparare marmellate, frutta candita (e la straordinaria frutta sciroppata cipriota), la buccia viene impiegata in liquoreria (amari, il Curaçao), in pasticceria (scorze fresche o essiccate), in farmacologia (digestivi e tonici), e i fiori regalano l’essenza di zagara. Il melangolo ha grande resistenza alle basse temperature ed è una mano santa come pianta ornamentale. Che deve fare e dare ancora per essere potato come Dio comanda?

 

Menzogne e Gomitate

Non è tanto la gomitata di De Rossi, non è soltanto la testata di Zidane, è il “non sono stato io” di tutti i giocatori dei Mondiali di calcio quando colti in fallo, la menzogna continua, sfacciata, automatica – questo è il maggior cattivo esempio offerto ai giovani dai campioni. Perché la gomitata di De Rossi e la testata di Zidane sono il prodotto di uno scatto di nervi, le menzogne sistematiche sono il risultato di un piano mentale prestabilito.

 

Meriti e Generosità

- Polonio: Mio signore, li tratterò secondo i loro meriti.

- Amleto: Per l’ostia consacrata, uomo, trattateli molto meglio. Trattate ognuno secondo i suoi meriti, e poi ditemi chi sfuggirà alle frustate. Trattateli secondo il vostro onore e dignità: minore il loro merito, maggiore il merito della vostra generosità.

(William Shakespeare, Amleto)

 

Mestiere

E’ tempo che io denunci l’errore fondamentale che è stato commesso nei miei riguardi: ‘Non sono un cineasta’. Anche se me la cavo discretamente in questo campo, il cinema non è il mio mestiere. Il mio è un mestiere che bisogna apprendere quotidianamente e che non si finisce mai di descrivere: è il mestiere di uomo. E che cos’è un uomo? E’ un essere eretto che si alza sulla punta dei piedi per guardare l’universo. (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Metafora

Affermazione. Ci sono alberi – metafora. Come l’arancio. Chiarimento. Se io dico “quell’uomo è un insetto”, dico che è uomo ed è insetto. “Nel destarsi, un mattino, da sogni inquieti, Gregorio Samsa si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto.” – scrive Franz Kafka all’inizio della ‘Metamorfosi’. Aneddoto in forma di prova. Kafka mandò all’editore della Metamorfosi in forma di libro una lettera centrata sull’immagine da apporre alla copertina, e scrisse gridando: “L’insetto no!” Domanda. Cosa c’entra la figura della metafora con l’arancio? Se osservate un arancio al completo (di fiori e frutti), qualcosa vi disorienta e vi conturba: è la natura metaforica dell’arancio. Lettura in forma di prova. L’altro giorno entro nella mia libreria preferita, la Feltrinelli Argentina - che uso come biblioteca (le biblioteche mi intristiscono, sono piene di persone di carta) leggo il libro di Pierre Laszlo, Storia degli agrumi (Donzelli 2006) e annoto: “Gli aranci hanno rami carichi di fiori bianchi e frutti dorati. I fiori bianchi rappresentano la verginità, le arance la fecondità.” Ecco.

 

Mezzi e Fine

Solo chi vuole il fine vuole i mezzi idonei a raggiungerlo. (Antonio Gramsci, Quaderni)

 

Mezzo e Fini

Tutte le vie conducono a Roma, eccetto le vie di mezzo. (Arnold Schönberg)

 

Miracoli e Leggi

La credenza nei miracoli si basa sull'idea che le leggi (in questo caso naturali) non sono eguali per tutti.

 

Misoneismo

Leggo l’incipit del più nuovo libro del “maggior filosofo tedesco vivente”: “Due tendenze contrapposte caratterizzano lo spirito contemporaneo…” (Tra scienza e fede di Jurgen Habermas] e mi torna in mente l’incipit del più noto libro dei maggiori filosofi tedeschi impertinenti: “Uno spettro si aggira per l’Europa…” [Il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels]. Ma è una associazione deludente (“deludere” vuol dire “uscire dal gioco”): tanto i barbuti di Treviri e Barmen criticavano lo Stato e la religione, quanto il glabro di Dusseldorf auspica “il governo del pluralismo religioso all’interno dello Stato”. Habermas non teorizza criticamente che proprio la politica dei partiti e degli stati, e la religione degli ordini e delle chiese sono - decrepite e spettacolari come sono diventate - il problema dei problemi del nostro mondo grande e terribile. No, lui teorizza conformisticamente - e col misoneismo proprio di ogni accanimento terapeutico, che “soltanto l’esercizio ideologicamente imparziale di un’autorità laica costituita in Stato di diritto può garantire la convivenza, nella tolleranza e parità di diritti, di comunità religiose che permangono inconciliabili nella sostanza delle loro dottrine e visioni del mondo.”

 

Mitologia e Magia

La patria di origine del pensiero mitologico, che ha la caratteristica generale dell’analogia nella forma efficacissima della similitudine, è la magia razionalizzata simbolisticamente. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Modernizzazione

Cosa vuol dire “modernizzazione” in teatro oggi? Consideriamo l’azione degli attori. Il mese scorso ho visto e ascoltato al Globe Theatre di Roma “Riccardo III” di Shakespeare e ieri sera al Teatro India di Roma “Èdipo a Colono” di Sofocle: da una parte e dall’altra gli attori, impugnando torce elettriche, importunando gli spettatori, gridavano attoniti. Niente azione nell’emozione, niente emozione nell’azione. Eccetto Riccardo (Andrea Di Casa) e Polinice (Roberto de Francesco), i quali recitavano: ispirati forse da Shakespeare e Sofocle attori.

 

Modestia

Roy Liechtenstein, a un giornalista che desiderava intervistarlo: “È sicuro di voler parlare proprio con me? Credo che Robert Rauschenberg oggi non abbia nulla da fare.”

 

Modestia e Facilità

Pensai: “Ella deve rimanere qual è , poiché così mi piace e sarò io che mi cambierò se essa lo vorrà”. In complesso ero ben modesto perché è certamente più facile di mutare se stesso che di rieducare gli altri. (Italo Svevo, La coscienza di Zeno)

 

Modestia e Superbia

Gli esseri umani che scelgono di cambiare se stessi invece di cambiare il mondo peccano di modestia.

 

Modestia e Verità

La natura dello spirito è sempre ancora la verità; e quale natura gli date voi? La modestia. Solo lo straccione è modesto, dice Goethe; volete voi fare del vostro spirito uno straccione? (Karl Marx)

 

Morire ed Essere intervistati

Una vecchia storia yiddish: un anziano signore ebreo sta morendo in una pensione gestita da una irlandese; è a letto, e si è girato verso il muro. La padrona va a cercare un prete, che arriva con tutti gli oggetti sacri e comincia: ‘Credi nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo?’ E il vecchio: ‘Sto morendo e questo mi fa gli indovinelli’. (Raccontata da Orson Welles)

 

Mortalità e Immortalità

Abìtuati a ritenere che la morte non è niente per noi, dato che ogni bene e ogni male hanno sede nella sensazione, e la morte altro non è che la privazione della sensazione. Per cui la retta conoscenza che niente è per noi la morte ci rende piacevole la mortalità del nostro vivere, non cercando di aggiungere alla nostra vita un tempo infinito, ma anzi togliendo il desiderio stesso dell’immortalità. (Epicuro di Samo secondo Diogene Laerzio)

La morte dopo la vita non è spiacevole, lo è l'andare consapevolmente verso la fine della vita.

 

Morte e Dispiaceri

Ogni danno lascia dispiacere nella ricordazione salvo che‘l sommo danno, cioè la morte, che uccide essa ricordazione insieme colla vita. (Leonardo da Vinci)

 

Mosca cocchiera

La quarta di copertina di questo suo libro lo incensa come “uno dei maggiori pensatori contemporanei della dottrina dello Stato”, Toni Negri, ma costui è in ritardo sulla storia del mondo di almeno tre generazioni. Infatti, un Antonio senza diminuitivo, Antonio Gramsci, all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso mostrò e dimostrò nei suoi Quaderni del carcere che la rivoluzione non era più da tempo (e precisamente dal tempo della Comune di Parigi) il modo efficiente per trasformare realmente lo Stato delle società occidentali [basti leggere nel Quaderno 13, la nota ‘Analisi delle situazioni: rapporti di forza’]. E questo sedicente pensatore, questa mosca cocchiera, questo sughero senza bottiglia e senza mappa del tesoro, questo pifferaio tragico che ha trascinato centinaia di giovani infelici verso il terrorismo della rivoluzione, si permette ancora oggi di pubblicare un libro (Goodbye Mr Socialism, Feltrinelli) che inizia goliardicamente (“- Ciao, Toni, come stai?” “- Raf, ancora in pista?” “- “Eh sì, sai, i cattivi non muoiono mai…”) e finisce baloccandosi con “uno spazio nel quale la proposizione di un progetto realmente rivoluzionario abbia senso.”

 

Moviole e Freschezza

Riescono a combinare i difetti peggiori di tutti i modelli. Su una moviola francese è impossibile arrestare la pellicola con un margine d’errore di meno di quindici fotogrammi, cosa che forse spiega la freschezza stilistica della Nouvelle Vague. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Narcisismo e Irresponsabilità

Viviamo in un’epoca di autopercezione ossessiva del corpo. Fenomeno di reazione: con l’avvento dell’era industriale al corpo si negò diritto d’espressione. Tutti, dall’ingegnere all’operaio, ne dovevano sacrificare l’ascolto in nome di compiti marcati dall’urgenza della loro disciplina. Ma oggi l’aumento del tempo libero ha determinato la possibilità di un’incontro diverso con se stessi. Spesso pessimo, risolto in una vertigine di scivolamento nel piacere o in un’estasi immobile o nel culto della prestazione atletica.

Tutto questo attenta alla socialità, all’amicizia, all’autenticità dell’incontro con l’altro.

L’assorbimento nel sé può essere anche travestito in assorbimento in un gruppo, costituito in nome di una stessa credenza o attività. Ma è solo un altro modo di rinchiudersi. E il rischio, enorme, è quello di non far vibrare il proprio limite. Con riflessi nella politica.

La via democratica presuppone un apprendimento della responsabilità, mentre il narcisismo, con le sue tensioni irrazionali, conduce a un rapporto passivo con la responsabilità. Atteggiamento favorito dall’afflusso di immagini che ci bombarda, che si tratti di pubblicità o di informazioni.

C’è una violenza sinistra che si cela nella precipitazione delle immagini che ci consegnano i media. Un racconto, di qualsiasi natura, non può andare oltre i ritmi che il nostro corpo è in grado di vivere e di assimilare. Solo un uso del tempo personale e della propria concentrazione indirizzati all’esperienza dell’ascolto, nel senso più pieno del termine, insegna la libertà e dà un senso all’esistenza. (Jean Starobinski)

 

Nascere e Lasciare

Chi dice: bello non esser nati, “ma una volta nati, varcare il più velocemente possibile le porte dell’Ade” [Teognide], se lo dice davvero con convinzione, perché non lascia la vita? (Epicuro di Samo)

 

Natura umana

La innovazione fondamentale introdotta dalla filosofia della praxis nella scienza della politica e della storia è la dimostrazione che non esiste una astratta ‘natura umana’ fissa e immutabile (concetto che deriva certo dal pensiero religioso e dalla trascendenza) ma che la natura umana è l’insieme dei rapporti sociali storicamente determinati, cioè un fatto storico accertabile, entro certi limiti, coi metodi della filologia e della critica. (Antonio Gramsci, Q 1598-9)

 

Natura umana e Seconda natura

La ‘natura’ dell’uomo è l’insieme dei rapporti sociali che determina una coscienza storicamente definita; questa coscienza può solo indicare ciò che è ‘naturale’ o ‘contro natura’. Inoltre: l’insieme dei rapporti sociali è contraddittorio in ogni momento ed è in continuo svolgimento, sicché la ‘natura’ dell’uomo non è qualcosa di omogeneo per tutti gli uomini in tutti i tempi. Si sente dire spesso che una certa abitudine è diventata una ‘seconda natura’; ma la ‘prima natura’ sarà stata proprio la ‘prima’? (Antonio Gramsci, Q 1874)

 

Naturale e Soprannaturale

“Ci sono misteri e meraviglie a sufficienza nel mondo reale per andare a scomodare le follie del soprannaturale.” (Joseph Conrad)

 

Noi e gli Altri (i Morti e i Vivi)

Quando uno muore, gli altri lo sistemano. Nella bara, nella memoria. La bara e la memoria servono precisamente a questo, a sistemare i morti secondo i bisogni e i sogni dei vivi. Facciamo agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi, e sarà fatto. (10 novembre 2005)

 

Noi e io

Il mio sguardo incrocia un gran cartello all’edicola che grida e promette di insegnare “come conquistare e mantenere la fiducia in se stessi”, e il mio pensiero corre al libretto che inaugura la civiltà moderna, il Principe di Niccolò Machiavelli, che insegnava “come conquistare e mantenere lo Stato”. Dunque all’inizio di questa nostra civiltà il problema era il noi, alla fine è diventato l'io - deduco. Non faccio in tempo ad associare cartello-libro-pensiero che mi risuona in mente una frase di Silvia Vegetti Finzi: “Sul vuoto lasciato [oggi] dalle grandi narrazioni storiche e dai romanzi familiari l’individuo afferma se stesso dandosi parola.”

 

Nostalgia

Nostalgia del padre, dell’autorità, di Dio. Non ho mai avuto nostalgia di queste figure; semmai di Eftimios, dell’autorevolezza misteriosa che non ho avuto, degli esseri umani pieni e completi che ho conosciuto e che non ho conosciuto. Ho sempre cercato fratelli, pari o maggiori o minori non importa, ma fratelli, coi quali dialogare-discutere-conversare, dai quali imparare, ai quali insegnare: come fratello, non come maestro.

 

Note a pie' di pagina

Ritengo la Poesia fonte di innocenza colma di forze rivoluzionarie. Le mie armi sono la bellezza e l'innocenza. E propongo un tipo di vita che per rimanere ritta non ha bisogno di note a piè di pagina. (Odysseas Elitis, il 3 Novembre 1990)

 

Notte intellettuale

Sono solo nella mia torre, è mezzanotte e io rivedo i boschi e le colline, il mare e il cielo che si scorgevano alla luce del giorno. In questo momento, se guardo verso le quattro finestre a nord, a sud, a est e a ovest, vedo soltanto me stesso vagamente riflesso, come una specie di ombra mostruosa, sullo sfondo opaco della nebbia. Che importa? Il sole di domani mi restituirà la bellezza del mondo esterno quando mi sveglierò dal sonno. Ma la notte intellettuale che è calata su di me sarà meno breve e non promette nessun risveglio dopo il sonno. Un tempo la crudeltà, la meschinità, l’affannoso agitarsi della vita umana in un turbinio senza senso mi sembravano una piccola cosa posta in mezzo agli splendori delle stelle e alla maestosa processione delle età geologiche, come, in un brano musicale, una dissonanza che si fonda in un accordo. E se anche l’universo dovesse finire nella morte di ogni cosa? Ciò non toglieva nulla alla serenità della sua magnificenza. Ma ora tutto questo si è rimpicciolito fino a non essere altro che il riflesso di me stesso sulle finestre dell’anima attraverso le quali mi affaccio sulla notte del nulla. Le rivoluzioni delle nebulose, la nascita e la morte degli astri non sono altro che comode finzioni nel futile tentativo di tenere unite le mie proprie sensazioni, e forse quelle di altri uomini che non valgono più di me. Non fu mai costruita prigione più tetra e stretta della cella in cui l’astratta fisica del nostro tempo vuol tenerci prigionieri, poichè sempre il prigioniero ha creduto che di là dalle mura del carcere vi fosse un mondo libero. Ora la prigione è divenuta l’universo intero. L’oscurità ci circonda all’esterno e quando morrò ci sarà buio anche all’interno. Non vi è alcuno splendore, non spazi aperti da nessuna parte, soltanto banalità per un momento, e poi il nulla. (Bertand Russell, Autobiografia)

 

Novità

1. Il Sole è nuovo ogni giorno. (Eraclito)

2. Il Sole è continuamente nuovo. (Aristotele)

 

Novità e Dissimulazione

Il successo di Catherine Hessling come attrice avrebbe potuto essere sbalorditivo se non avesse costituito una novità. Il pubblico infatti è terrorizzato dalle novità. Bisogna fargliele mandar giù con precauzione, dissimulandole sotto la maschera della banalità. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Nuvole e Realtà

Come le nuvole ci consentono di sostenere la vista del Sole, così la realtà di sopportare la verità.

 

Obiettivi e Miracoli

In ottica i miracoli non esistono. O si usa un obiettivo molto aperto che dà una maggiore luminosità, ma a scapito degli sfondi che diventano flou; oppure gli obiettivi utilizzati consentono di ottenere una nitidezza dei piani di fondo, ma sono meno luminosi e richiedono una maggiore illuminazione. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Obiettivi della cinepresa e Occhi del regista

Bisogna essere fedeli agli occhi più che all’obiettivo. (Ennio Flaiano, Nuove lettere d’amore al cinema)

 

Occhio asciutto

Il suo occhio, il suo sentimento della realtà, sempre sospesa in un’ineluttabilità ferma, in una tragicità intatta, quasi sacra, proprio perchè dissimulata nella struggente familiarità dei gesti più banali, delle consuetudini più conosciute, delle cose più note. Era come se l’occhio quasi distratto e leggero di Rossellin sulle situazioni più tremende consentisse loro di conservare incontaminata la loro terribile forza, e lo sgomento sembrava nutrirsi della stessa trasparente inconsapevolezza dell’occhio che lo guardava. Questo sguardo, questo modo di osservare le cose coincise allora con una stagione in cui quello che avveniva era già storia per conto suo, era già narrazione, era già personaggio, era già dialettica. Finchè la realtà fu quella dolente, sconnessa, tragica, inafferrabile, del dopoguerra, c’è stata una coincidenza miracolosa tra questa realtà e l’occhio asciutto di Rossellini che la osservava. (Federico Fellini, Fare un film)

 

Oggettivo e Soggettivo

Credo che il cambiamento importante sia la riduzione dell’oggettivo. Il mondo non è più “là fuori”, come sembrava prima. Senza esserne del tutto cosciente, o senza pensarci di continuo, pure in ogni istante so che le mie immagini - specie quelle visive, gustative, del dolore e della fatica -, so che queste immagini sono “mie” e che di esse, in un senso molto particolare, io sono la fonte. E’ come se, in qualche misura, fossero tutte allucinazioni: e in effetti in parte lo sono. Di certo la scarica d’impulsi che entra per il nervo ottico non contiene alcuna immagine. L’immagine deve essere sviluppata, creata, dall’intrecciarsi di tutti questi messaggi neuronali. E per essere capace di far questo, il cervello dev’essere piuttosto in gamba. (Gregory Bateson, La sacra unità)

 

Oltre

Oltre indica meglio il proseguir del cammino; in là determina più direttamente il luogo nel quale e verso il quale si va. Oltre, dunque, è più indeterminato e però, talvolta, più poetico; perchè certa indeterminazione, quando non sia troppa, giova all’esercizio della fantasia e dell’affetto altresì. Al di là è più ch’oltre. Denota un avanzarsi col moto, o coll’operazione, più in là che un limite determinato. E’ più facile tirare al di là del bersaglio che coglierci; e questo ch’è più facile, pare a molti, in fatto di virtù e di bellezza, ben più glorioso. (Niccolò Tommaseo, Dizionario)

 

Opera e Giornalieri

Ho fatto tutto il film (8 1/2) al buio, un lungo volo di notte, e da allora mi si è sviluppata una teoria: è meglio non vedere le scene girate giorno per giorno (i “giornalieri”), bisogna restare ancorati all’illusione del film come l’hai immaginato. Quello che stai facendo non sarà mai quello che hai sognato. Vedere le cose fatte ti svia da ciò che vorresti fare. (Federico Fellini)

 

Opera e Seme

Guardate il seme provvisto di paracadute - questo sorprendente seme si stacca davvero dall’insensata pianta materna! Vola sul vento! Il seme è sospeso a un complicato parasole, è trasportato via dalle radici della madre pianta per atterrare su un suolo fertile lontano e far sorgere lì una generazione emissaria. Ma v’ha di più: quando atterra, questo congegno è così costruito che le correnti che passano rasenti al suolo succhiano, succhiano il minuscolo paracadute, in modo che il seme sottostante finisce per erodere la terra, si scava il riparo d’una piccola trincea, si seppellisce. Stupefacente! Ma se l’ingegnoso piccolo seme è trasportato sul vento sfavorevole a un bacino di basalto? (William Sansom, Come morì Claeys)

 

Opera d'arte e Condizione

Condizione essenziale a garantire la qualità di un’opera d’arte è soltanto la qualità del pubblico che permette agli artisti di vivere. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Opera d'arte e Occasione

Un’opera d’arte è degna di questo nome solo se dà al pubblico occasione di raggiungere l’autore. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Opera d'arte e Ordine

Ciò che avviene quando una nuova opera d’arte viene creata è qualche cosa che avviene simultaneamente a tutte le opere d’arte che l’hanno preceduta. I monumenti esistenti formano tra loro un ordine ideale che viene modificato dall’introduzione di un’opera d’arte nuova. L’ordine esistente è completo prima dell’avvento del nuovo lavoro; perchè l’ordine persista dopo l’intervento della novità, tutto l’ordine esistente deve essere alterato, sia pure in misura minima. (Thomas Stearns Eliot)

 

Opera d'arte e Parola

Fossi anche un maestro di un'esatta e meno logorata terminologia, fossi anche un critico meravigliosamente vigilante e illuminato, io non potrei ancora stabilire verbalmente uno stretto legame con la mia pittura; le mie parole sarebbero note marginali alla verità racchiusa nella tela. (Alberto Burri)

 

Opportunismo

Prysipkin: Forse, con la mia sistemazione, elevo tutta la mia classe, toh! (Vladimir Majakovskiy)

 

Orchestra: direttore e musicanti

Voglio che tocchiate le corde coi crini come una carezza non sulle braccia, ma sui peli delle braccia. (Carlos Kleiber dice agli archi della Scala durante una prova di Otello)

 

Ordine e Disordine

Quando l’ordine è l’ingiustizia, il disordine è già un inizio di giustizia. (Romain Rolland)

 

Originalità e Filisteismo

Per molti essere “originali” significa solo capovolgere i luoghi comuni dominanti in una certa epoca. Ma il luogo comune rovesciato rimane sempre un luogo comune, una banalità. Il bohèmien è più filisteo del mercante di campagna. (Antonio Gramsci)

 

Originalità e Imitazione

Camminando li uomini quasi sempre per le vie battute da altri, e procedendo nelle azioni loro con le imitazioni, nè si potendo le vie d’altri al tutto tenere, nè alla virtù di quelli che tu imiti aggiungere, debbe uno uomo prudente intrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi imitare, acciò che, se la sua virtù non vi arriva, almeno ne renda qualche odore: e fare come li arcieri prudenti; a’ quali, parendo el loco dove disegnono ferire troppo lontano, e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiungere con la loro freccia a tanta altezza, ma per potere con lo aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro. (Niccolò Machiavelli, Il Principe)

 

Ortodossia

L’ortodossia non deve essere ricercata in questo o quello dei seguaci della filosofia della praxis, in questa o quella tendenza legata a correnti estranee alla dottrina originale, ma nel concetto fondamentale che la filosofia della praxis ‘basta a se stessa’, contiene in sé tutti gli elementi fondamentali per costruire una totale ed integrale concezione del mondo, una totale filosofia e teoria delle scienze naturali, non solo, ma anche per vivificare una integrale organizzazione pratica della società, cioè per diventare una totale, integrale civiltà. (Antonio Gramsci, Q 1434)

 

Ossimoro

Questo prodigioso e miserevole frammento dell’universo che è l’essere umano, per paura e per avidità, del vuoto e del pieno, per disperazione e consolazione, del domani e dell’oggi, ha immaginato per sé l’immortalità. Ma, io domando e dico a coloro che credono nella vita eterna: “avete vissuto un grande dolore? sì? e ciononostante sperate che risuoni senza fine e ritorni senza rimedio tra la testa e il petto?” E ditemi ancora: “considerate come ossimoro perfetto ‘vita mortale’? – come sostiene non so più chi, ma che importa chi? – o non piuttosto ‘vita eterna’?”

 

Palcoscenico e Scenario

Per me la cosa più bella del film (The Butcher Boy, 1917, prima commedia cinematografica di Buster Keaton) fu che aggirava automaticamente le limitazioni fisiche del teatro. Sul palcoscenico, anche su uno immenso come quello del New York Hippodrome, non si poteva far vedere più di tanto. La macchina da presa non aveva limiti. Il mondo intero era il suo palcoscenico. Se per scenario si volevano città, deserti, l’Oceano Atlantico, la Persia o le Montagne Rocciose, bastava portare lì la macchina da presa. (Buster Keaton, Memorie a rotta di collo)

 

Panini e Democrazia

Il panino imbottito é meglio farselo acquistando distintamente i pani e i companatici preferiti e allegramente componendoli - evitando quelli belli e pronti nei supermercati. Me l’ha insegnato un commesso democratico, rivelandomi che i panini imbottiti nei supercati li fanno con le prime fette - più o meno rancide - del giorno prima.

 

Panoramica e Zoom

Da quando è iniziata – dopo l’intervallo regolamentare - la seconda parte della mia vita, e mi faccio prendere dal treno, mi rendo conto di viaggiare ora mai con le spalle rivolte al futuro, in modo da non vedere più, come prima, le cose del mondo che mi balzano incontro e schizzano via, ma che vanno indietro e scompaiono lentamente. Faccio sempre, torcendo il collo, le panoramiche a seguire ciò che mi attrae, ma il movimento dello zoom è meno ansioso e tende ad essere sostituito da iridi a stringere.

 

Panteismo e Politeismo e Monoteismo

Noi siamo nell’investigare la natura panteisti, nel poetare politeisti, e in morale monoteisti. (Goethe)

 

Paradiso e Romanico

Il Paradiso (l’ho visto) è fatto di esseri tutti diversi fra loro, persone erette e svettanti, gonfie, magre, pesanti, robuste, tonde e scanalate, e le teste tutte diversamente colorate e coronate, variamente traforate come un fogliame o vaporose come un cuscino, coniche o cubiche o smozzate, insomma il Paradiso è come l’interno (il Paradiso è fresco) del San Nicola di Bari, un tempio di pietre romaniche. (venerdì 8 aprile 2005)

 

Pari

Un amico conosciuto come Il Maestro (sebbene privo di discepoli) mi racconta che un’amica comune nota come La Santa Donna (sebbene sposata ad un solo marito – ma voi capite che le basta questo), alla sua domanda su quale stagione preferisse, abbia risposto (appena uscita dal tunnel di una ingiusta malattia): “Una volta era la primavera, ora amo alla pari tutte le stagioni.”

 

Parlare e Masticare

E nel parlare mi sono allenato a masticare. (Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie)

 

Parola e Cosa

Nel nome di Làbdaco si dissimula un segnale infausto, in quanto esso deriva da labda o lambda, la lettera dell'alfabeto greco caratterizzata dall'asimmetria fra le due 'gambe' del segno grafico. Làbdaco è lo 'Storpio', come suo figlio Laio è il 'Sinistro', e suo nipote Edipo lo 'Zoppo' - alla lettera, il 'Piede Gonfio'. (Dario Del Corno, Nella terra del mito)

 

Parola e Immagine

Il brusìo che si sente in un locale grande e affollato è come se non provenisse dalla gente. Tutti si muovono e gesticolano muti. Il brusio è una colonna sonora a sé, spesso neppure aderente all’immagine. (Michelangelo Antonioni, A volte si guarda un punto)

 

Parola e Scrittore

Io amavo la sua parola semplice, io, che come aprivo la bocca svisavo cose o persone perché altrimenti mi sarebbe sembrato inutile di parlare. Senz’essere un oratore, avevo la malattia della parola. La parola doveva essere un avvenimento a sé per me e perciò non poteva essere imprigionata da nessun altro avvenimento. (Italo Svevo, La coscienza di Zeno)

 

Parole di libro e Parole di cinema

A quel punto fra di noi è iniziata una di quelle conversazioni che sulla carta non hanno senso, che non si possono ripetere e nemmeno si possono ricordare: il significato degli accenti sostituisce e completa il significato delle parole, come nell'opera italiana. (Michail Jur’evic Lermontov, Un eroe del nostro tempo)

 

Partecipazione elaborativa

Gesù parla in una forma enigmatica che lascia all’ascoltatore l’ultimo passo per la comprensione. (Joseph Ratzinger)

 

Partecipazione elaborativa dello spettatore e Roberto Rossellini

Di solito, senza dubbio, il cineasta non mostra tutto - del resto è impossibile - ma la sua scelta e le sue omissioni tendono tuttavia a ricostruire un processo logico nel quale lo spirito passa senza fatica dalle cause agli effetti. La tecnica di Rossellini conserva sicuramente una certa intellegibilità nella successione dei fatti, ma questi non ingranano uno sull’altro come una catena su un pignone. Lo spirito deve saltare da un fatto all’altro, come si salta da una pietra all’altra per attraversare un corso d’acqua. (Andrè Bazin)

 

Partecipazione e Risposta

Bisogna ‘tenersi aggiornati’, naturale, ma con tutto il vasto mondo, non solo con i film. Dobbiamo scoprire tutto il possibile su questo posto in cui ci tocca vivere - su questo posto nel tempo - ma dobbiamo stare attentissimi, secondo me, a non diventargli troppo omogenei. Essere alla moda è segno certo che si è di second’ordine. C’è una corrente principale della nostra cultura, uno spirito del tempo a cui apparteniamo, certo; alla fine, però, non saremo giudicati in base al grado della nostra partecipazione, ma in base alla qualità della nostra risposta individuale. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Pasquale Misuraca bisnonno

L’antenato con cui divido nome e cognome (lui padre del padre di mio padre, io secondogenito) segnava nel taccuino di medico, fra note delle malattie altrui e appunti economici di famiglia, pensieri per sé.

“Venti maggio 1864, ore tre meno un quarto di notte.

Cielo sereno, luna limpida, pochi stracci nuvolosi vaganti per l’atmosfera, aria un po’ fresca inumidita, mare che batte il lido con strepito. I mortali dormono; tutto è silenzio.

La civiltà umana consiste nel differenziarsi sempre più gli uni dagli altri, fuggendo la doppia prigione del mondo in cui devi vivere e del carattere col quale ti tocca convivere, ma sicuro come la rupe tra il lottar del nembo e della marea.”


Passato reale

L'essenziale di una candela non è la cera che lascia come traccia, ma la luce. (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella)

 

Passione e Società

La passione, pur essendo sempre antisociale, riceve dalla stessa società - e da essa sola per un magnifico paradosso - i suoi oggetti, diversi secondo i costumi vigenti. (Denis de Rougemont, Comme toi-mème)

 

Patrimonio culturale e Documento di barbarie

Tutto il patrimonio culturale deve la propria esistenza non solo alla fatica dei grandi geni che lo hanno creato, ma anche alla schiavitù senza nome dei loro contemporanei. Non è mai documento di cultura senza essere, nello stesso tempo, documento di barbarie. (Walter Benjamin)

 

Pazienza e Ingiurie

Comparazione della pazienza. La pazienzia fa contro alle ‘ngiurie non altrimenti che si faccino i panni contra del freddo; imperocchè se ti multiplicherai di panni secondo la multiplicazione del freddo, esso freddo nocere non ti potrà. (Leonardo da Vinci, Pensieri)

 

Peccato

Non è sempre peccato dire bugie, è sempre peccato costringere a dire bugie.

 

Peccato originale

E qual è il peccato originale degli animali? Perché gli animali subiscono la morte? (Elias Canetti)

 

Pensare con gli occhi

Io penso assai di rado con parole, prima ho un pensiero, e solo in seguito posso cercare di esprimerlo con parole. Naturalmente è molto difficile esprimere a parole questa sensazione, ma decisamente le cose stanno così. L’impressione di procedere in un determinato senso in me è sempre sotto forma di una specie di sguardo generale in un certo senso in modo visivo. (Albert Einstein intervistato da Max Wertheimer nel 1916)

 

Pensiero e Azione

Si è globali soltanto nel pensiero. L'azione, nonostante le crociere e le roulotte, è localistica. (James Hillman, La forza del carattere)

 

Pensiero e Batuffolo

Un pensiero va pesato come un batuffolo va filato. ‘Pensiero’ viene dal latino ‘pensum’, che indicava la quantità di lana pesata per il compito delle schiave filatrici (ancellae pensiles), da cui ‘quantità da pesare’, ‘tema da trattare’, ‘batuffolo da filare’.

 

Pensiero e Salvezza

Solo un pensiero profondo può portare salvezza:

come un pescatore di spugne, occorre che si cali

nell'abisso uno sguardo che tutto vede, senza errore,

in modo che questo caso abbia buon esito

per la città - e anche per me stesso.

 

(Eschilo, Supplici, vv. 407 - 411)

 

Pentimento

Barcolla, trema, una bottiglia di birra stretta in una mano, una sigaretta fra le dita dell’altra, la testa ammantata da un giaccone, va incontro a un passante, s’impunta, torce il viso verso l’alto, lo ripiega sul petto, mi scopre, sgrana gli occhi e grida: “NUN ME GUARDÀ !” Striscio lo sguardo sul selciato e lungo il muro e in alto fino a incontrare il cielo, dipinto a festa d’azzurro “Strano…” - mi passa per la testa - “sembra che lui, il cielo, non abbia sentito gridare…” quando: “NUN ME GUARDÀ !” mi risuona dentro, e spero sia la voce di un dio pentito.

 

Perfezione (1)

“La perfezione non esiste su questa terra…” sento ripetere. Discordo. Ecco un primo elenco di perfezioni: l’incisione “Tre alberi” di Rembrandt, il tram n. 5 a Roma (il modello vecchio intendo, progettato e realizzato negli Anni Trenta), il racconto “Desiderio di diventare un indiano” di Kafka, un flauto di canna del poeta greco-cipriota Charalampos Dimosthenous, il quadro Opera aperta - acrilico su tela, legno, cuoio, corda, rame, mandibola - cm 55 x cm 88

dell’artista turco-cipriota Ümit Inatçi, il fregio del Partenone di Fidia…

 

Perfezione (2)

L’Adagio del Concerto per Piano K488 di Mozart, un movimento perfetto. Tre esecuzioni perfette (mi suggerisce la pulce musicale annidata nel mio orecchio).
Zoltán Kocsis
Maria Yudina
Alon Goldstein

 

Personalità depressiva

Una personalità è definita depressiva quando la tristezza si isola dal contesto delle altre emozioni e si fa dominante e persistente nel tempo. (Eugenio Borgna, Noi siamo un colloquio)

 

Persona e Personaggio

Dice Peter Brook (in 'Avec Shakespeare', 1998): "sono le parole che il personaggio usa a indicarci chi è". Vero. Ciò vale anche per la persona, per te, per me. Due parole ancora, per... indicare chi sono. Sono le parole che pronuncia, le parole che tace, le parole che dice senza pensare, le parole che pensa e non dice. E non aggiungo altro.

 

Persone e Tempo

Quando persone certe si allontanano da me (per un giorno o più) penso: "tutto tempo perduto". Quando allontano certe persone (per sempre) penso: "tutto tempo guadagnato".

 

Personalità e Dedizione

Essere una personalità è qualcosa che non si può volere di proposito e c’è soltanto una via per diventarlo - la dedizione incessante ad un “compito”. (Max Weber, Il metodo delle scienze storico-sociali)

 

Personalità e Identità

Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso: è una morale da stato civile; regna nei nostri documenti. Ci lasci almeno liberi quando si tratta di scrivere. (Michel Foucault)

 

Piacere e Dire

Può non piacermi nulla. Ma se lo dico: “nulla voglio, nulla desidero, nulla mi piace”, c’è già qualcosa che è un piacere per me, che mi piace e per il cui gusto resto nell’esistenza: dirlo. (Macedonio Fernandez, Di tutto e di nulla)

 

Pietà e Ferite

La pietà io la nego alle ferite ostentate che straziano il cuore delle donne. E ne conosco il perché.

Vi fu un periodo della mia giovinezza in cui avevo pietà dei mendicanti e delle loro piaghe. Ingaggiavo per essi guaritori e comperavo balsami. Ho agito in tal modo fino al giorno in cui ho capito che essi ci tenevano al loro putridume come fosse un raro lusso, avendoli sorpresi a grattarsi e a cospargersi di sterco come chi concima un terreno, per cavarne un fiore prezioso. (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella)

 

Pittura e Realtà

Sazio di dipingere la realtà, volle respirarla, toccarla, mangiarla. Morì giovane, avvelenato. Si chiamava Tommaso, ma grande e trascurato delle cure del mondo com’era lo chiamavano Masaccio.

 

Platano

Il platano è un fratello albero grande fino all’imponenza. E’ arrivato in Italia dall’Asia - non ci fosse stata l’Asia, in quali condizioni verserebbero questi famosi occidentali? persino un romano cosmopolìta come Plinio non finiva di stupirsi che un tale albero fosse stato importato “da un paese diverso solo per la sua ombra”! Omni modo, il platano sopporta bene gli enciclopedici naturalisti e l’inquinamento atmosferico, per merito del suo proprio scortecciamento. E’ per omologia dunque – penso - che Marsia finì appeso a un platano. Secondo i mitografi, quel deforme sileno sfidò con il suo flauto Apollo e la sua cetra, ponendo come sola condizione che il vincitore avesse mano libera sul vinto, ma restò sconfitto e venne scuoiato dal dio della bellezza. Torno a rivedere il ‘Marsia’ dei Musei Capitolini a Roma: ammiro un uomo alle soglie della vecchiaia eppure alto, longilineo, proporzionato, elegante, bellissimo - e mi domando dove sia il sileno selvatico gonfio come un otre, provvisto di naso camuso, orecchie e coda di cavallo. ¿E se l’essere scuoiato appeso all’albero scortecciato – mi domando ancora - fosse invece Apollo, divino conoscitore del futuro e per ciò suicida alle soglie del crepuscolo degli Dèi?

 

Poesia e Critica

La poesia è più facile farla che riconoscerla. Fino a un certo basso livello, la si può giudicare in base ai precetti e al mestiere. Ma la buona, la somma, la divina, è al di sopra delle regole e della ragione. Chiunque ne discerna la bellezza con sguardo fermo e tranquillo, non la vede più di quanto veda lo splendore di un lampo. Essa non seduce il nostro giudizio; lo rapisce e lo devasta. (Michel de Montaigne, Saggi)

 

Poesia e Grasso

Uno che per far versi si nutrisse solamente di versi sarebbe come chi si cibasse di solo grasso per ingrassare, quando il grasso degli animali è la cosa meno atta a formare il nostro. (Giacomo Leopardi, Zibaldone)

 

Poesia e Poeta

In tedesco, poeta si dice Dichter e poesia Gedicht, Dichtung. Dicht significa ‘spesso’, ‘denso’, e quindi dichten vuol dire anche ‘ispessire’, ‘condensare’. Il linguaggio poetico intensifica raggruppando un gran numero di implicazioni e di riferimenti nel piccolo spazio di una parola o di una frase. (James Hillman, Forme del potere)

 

Poesia e Scienza

Tutta la mia attività si è mossa tra il polo poetico e quello scientifico perché credo nella complementarietà dei due linguaggi: tanto è necessario riconoscere il valore della razionalità quanto è importante l’esperienza dell’immediatezza. (Jean Starobinski)

 

Poeta ed Esagerazione e Abbellimento

Il poeta è portato a esagerare e abbellire. (Tucidide, Storie, I, 10)

(Un tempo. Oggi, all'opposto, il poeta è portato a minimizzare e imbruttire. Ogni tempo ha le sue mode e i suoi poeti.)

 

Poeta e Regole

Queneau diceva che il poeta, l'artista deve essere consapevole delle regole che è obbligato a rispettare, sennò scriverà legato da costrizioni che non conosce. Lo scrittore, il poeta che si crede ispirato e che crede in una pura espressione del proprio sentimento soggiace a delle determinazioni che lui stesso non sa, quindi tanto vale che egli stesso stabilisca consapevolmente delle regole, come facevano i poeti classici, e all'interno di questa specie d'impalcatura riuscirà a dire qualcosa di vero. (Italo Calvino, 1983)

 

Poeta e Romanziere

La poesia e il romanzo sono due forme di scrittura. Il poeta parla del mondo scrivendo di sé, il romanziere parla di sé scrivendo del mondo.

 

Poeta e Scrittura

Colui che nulla reputasse più degno d'onore delle cose che ha composto o scritto rivoltandole da tutte le parti nel volger del tempo, e incollando pezzi l'uno all'altro e togliendone via, non lo chiamerai, giustamente, poeta? (Socrate, nel Fedro di Platone)

 

Poeta e Uomo (1)

Il poeta deve ricordare che della triviale prosa della vita è colpevole la sua poesia, mentre l’uomo della vita deve sapere che della inanità dell’arte è colpevole la povertà delle sue esigenze interiori e la fatuità dei suoi problemi vitali. (Michail Bachtin)

 

Poeta e Uomo (2)

Un poeta è un essere umano come ognuno di noi, con una differenza. La differenza è che noi non abbiamo, in qualsiasi momento, accesso alla totalità della nostra vita. La capacità assoluta che rende tale il 'poeta' è la capacità di vedere le relazioni tra le cose là dove queste relazioni non sono evidenti. (Peter Brook)

In qualsiasi momento? Ma il poeta non ha accesso alla totalità della sua vita in qualsiasi momento. Capita. Una volta o mille volte nella vita. Quando capita, chi ha scritto quella poesia è un poeta. Ma si è sempre poeti di  una poesia, quella. Niente altro. Non si è poeti di professione. Quindi, tutti possono scrivere poesie - a costo di avere accesso alla totalità della propria vita, s'intende. (Attenzione: il costo è alto.)

 

Poliziotti e Lettori

Stefano Reggiani (marzo 1978): Come giudica i poliziotti del dopo Maigret? George Simenon: Non so, non li frequento. Mi pare, tuttavia, da quello che leggo, che sparino troppo in fretta. Tutto qui. Loro sparano troppo in fretta.

 

Positivismo

Bruno Nottin, un esperto francese crede di aver svelato “il mistero” del sorriso della Gioconda avendo rivelato (ai raggi X) il corpetto di garza indossato dalla modella di Leonardo (indumento a quel tempo usuale per le partorienti). Beata ingenuità dei positivisti! Non importa loro che il sorriso di Leonardo (riflesso nella Gioconda), il sorriso di Machiavelli (rifratto nel Principe), il sorriso di Ariosto (riverberato nell’Orlando Furioso), siano sorrisi di liberazione dal mondo di mezzo, dal mondo dei terrori teologici, di liberazione dal mondo moderno, dal mondo dei terrori tecnologici. Hanno ben altro da fare, i nipotini di Henri de Saint-Simon, che domandarsi cos’è un ritratto e chi è il soggetto del ritratto, cosa è un ritrattista e cosa ritrae ritraendo.

 

Possedere e Sapere

E lo stesso desiderio di possederla cedeva a qualcosa di più profondo, una dolorosa e sconfinata voglia di sapere. (Gustave Flaubert, L’educazione sentimentale)

 

Possibile e Probabile

È possibile e probabile rendere la vita della gente in generale degna di essere vissuta. (Albert Einstein)

 

Posterità e Volgarità

1...L’interesse per la posterità è volgare quanto l’interesse per i possessi mondani. O per il successo mondano. La posterità è un’altra forma di successo mondano. (Orson Welles, This is Orson Welles)

2...Le cose fatte oggi devono piacere al pubblico di oggi. Perché dobbiamo parlare ai posteri? Il cinema è una cosa che costa soldi e quindi è un prodotto che deve essere capito da una quantità enorme di spettatori, e oggi. Ci sono dei film che non invecchieranno mai, che hanno un valore, però non sono rivolti a tutti, stanno in cineteca. Se vogliamo la libertà di parlare per i posteri inventiamo la maniera di fare i film senza spendere denaro. (Pietro Germi)

 

Potere

Con il termine potere mi sembra si debba intendere innanzitutto la molteplicità dei rapporti di forza immanenti al campo in cui si esercitano e costituiti della loro organizzazione. (Michel Foucault, La volontà di sapere)

 

Potere e Amore

“Il potere vive solo per se stesso” leggo infine a pagina 448, l’ultima pagina di questo libro postumo di Anna Politkovskaja (Diario russo, 2003-2005, Adelphi 2007), la giornalista uccisa da un maggiordomo di Putin con un colpo di pistola alla testa il 7 ottobre 2006, nemmeno un anno fa. E mi domando come mai la maggioranza numerica degli esseri umani si diverte di più a dominare (ed essere dominati) che a conoscere (ed essere conosciuti). Forse perché la conoscenza, diversamente dal potere, non vive solo per se stessa (come ha dovuto capire ad un certo punto Edipo), bensì per corrodere le consuetudini e dissolvere i poteri, per scoprire le verità e costruire le realtà. Potere e conoscenza sono come l’acqua e l’olio, si toccano ma non si prendono. Il potere è l’esercizio del sì e del no, la conoscenza è l’arte delle sfumature. È più divertente, per la maggioranza numerica, esercitare il potere che fare l’amore – recita un proverbio meridionale. Eh già: amare, conoscere, è una questione di sfumature. Svaporare la propria identità, confondersi con l’altro. Mentre sovrastare, sottomettersi, è una questione di pallottole. Sparare in testa, spararsi nel cuore.

 

Potatura

Se provi a fiutarne meglio l’odore dolceagro il naso ti finisce tra mille minuscoli fiori tremolanti, e ne esce allegramente infarinato di giallo e stordito di meridione marino e montano. Lungo i fossi, fra i ruderi, ai lati delle strade, nelle siepi, ai margini dei boschi, a primavera inoltrata fiorisce in grappoli orizzontali l’alberetto di nome sambuco. Il legno è impiegato nella fabbricazione di strumenti musicali, il midollo nella tecnica microscopica, la corteccia è diuretica, le radici curano l’artrite reumatoide, i frutti grappoli verticali sono buoni anche per il ‘vino di sambuco’. Io preferisco sopra tutto i suoi fiori, alla vista, all’olfatto, al tatto, e desidero persino mangiarli in forma di frittelle: so che si fa, ma chi me li farà? Quanto al fogliame (e qui entriamo nel regno della metafora) per ottenerlo più appariscente in autunno-inverno occorre potare il fusto a pochi centimetri dal terreno.

 

Poveri e Ricchi

I ricchi e i poveri sono diversamente ossessionati. I ricchi cercano di distinguersi a tutti i costi dai poveri, i poveri cercano di somigliare in tutti i modi ai ricchi.

 

Predisposizione

Alice pensò che sarebbe stato assurdo continuare a portarsi in braccio quella bestiola e la mise a terra. Allora il Porcellino trotterellò con sicurezza verso il bosco e Alice si sentì tranquilla. “Se fosse stato un bambino”, si disse “col tempo si sarebbe fatto un orribile ragazzo. Invece credo che diventerà un magnifico maiale.” (Louis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie)

 

Preghiera

Do ut des è la norma costante. Questo carattere è proprio della religiosità quotidiana di massa di tutti i tempi, di tutti i popoli e di tutte le religioni. Il distacco dai mali esterni ‘di qua’ e l’ottenimento di vantaggi esterni sempre ‘di qua’, ecco il contenuto di ogni normale ‘preghiera’, anche nelle religioni ultraterrene. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Preghiera e Giornale

La lettura del giornale è la preghiera del mattino dell’uomo moderno. Essa ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico. (G. W. F. Hegel)

 

Presente e Facciata

Il presente, che è nel tempo ciò che la facciata è nello spazio, impedisce di vedere le cose in profondità. (Alberto Savinio)

 

Presunzione

Egli non riusciva a capacitarsi che gli si potesse resistergli. (Nikolaj Vasil’evic Gogol’, La prospettiva Nevskij)

 

Prima di cominciare (inteso come film)

“Et via vix tandem voci laxata dolore est.” In italiano: “E infine, a gran fatica, il dolore lasciò passare la voce.” (Virgilio, Eneide)

 

Primi e Secondi

Solo i primi sanno fare i secondi.

 

Primo e Secondo

In realtà mi è sempre piaciuto moltissimo essere il secondo. Capii il perché di ciò andando a cavallo: chi è primo apre tutti i cancelli. Se sei secondo, non fai altro che passare attraverso. Loro, i primi, buttano giù tutti i muri, si prendono tutte le ortiche, tutta la merda, e chi è secondo, che è maledettamente vicino al primo, ci passa attraverso che è un piacere e ha la vita facile. (Paul McCartney, Many Years from now)

 

Professione

Tutte le professioni sono cospirazioni contro i profani. (George Bernard Show)

 

Professione cinematografica

Io non avevo niente a che vedere con la professione cinematografica così com’é. Se si vuole arrivare a quello che si è convenuto chiamare successo in questa vita, non bisogna lanciarsi da soli nella mischia. Bisogna appartenere a un gruppo. Guai agli isolati! I miei gusti e le mie idee erano e sono ancora opposte ai gusti e alle idee di quelli che dettano legge in questa professione. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Profeta e Sacerdote

Il profeta è di regola un demagogo laico indipendente, che tende a sostituire la grazia sacerdotale ritualistica con una sistemazione etica interiore. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Profeta disarmato

Ogni individuo che prescinda da una volontà collettiva e non cerchi di crearla, suscitarla, estenderla, rafforzarla, organizzarla, è semplicemente una mosca cocchiera, un ‘profeta disarmato’, un fuoco fatuo. (Antonio GRamsci, Q 1663)

 

Profondità e Superficialità

1...La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie. (Hugo von Hofmannsthal, Il libro degli amici)

2...Oh questi Greci! Loro sì sapevano vivere; per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie, all’increspatura, alla scorza, adorare l’apparenza, credere a forme, suoni, parole, all’intero olimpo dell’apparenza. Questi Greci erano superficiali – per profondità! (Friedrich Nietzsche, La gaia scienza)

 

Programma personale

Il mio programma personale non è interessante che per me: conoscere, vedere, vivere. E il vostro programma? (Ennio Flaiano, Un marziano a Roma)

 

Proiezione

Abbiamo finalmente l’edizione critica di un altro dei tanti vangeli apocrifi (i vangeli “tenuti nascosti” dalle prime comunità cristiane), “Il vangelo di Giuda”. Qui Giuda non è il discepolo traditore di Gesù per un pugno di denari, come è scritto nei vangeli canonici (i quattro “conformi a un canone prestabilito” dalla Chiesa cristiana), bensì il suo discepolo migliore, quello che lo asseconda nel suo disegno spirituale. Cosa ha pontificato in fretta e furia Joseph Ratzinger? “Non è vero.” Giuda è “bugiardo e avido”, “per lui solo potere e successo e denaro sono realtà”, e di conseguenza “si indurisce”. È una proiezione psicologica: nel petto di Ratzinger batte infatti il cuore indurito degli adoratori di libri sacri. Vivendo di risposte prestabilite, Ratzinger non ha il coraggio delle domande irrisolte. Perché Gesù adolescente, letti i libri sacri del suo tempo, non perciò li adorava, e anzi li metteva in discussione con i Dottori del Tempio? Perché Gesù adulto non ha scritto di sua mano libri adorabili? In quel che è rimasto delle parole da lui effettivamente dette (filologicamente discernibile nel conglomerato di costruzioni ideologiche, invenzioni letterarie, riflessioni teologiche che compongono tutti i vangeli), i libri sacri non sono feticci da adorare esclusivamente ma punti di partenza da superare criticamente. “È scritto… Ma io vi dico…” grida settanta volte sette, inutilmente, Gesù attraverso Matteo (5, 20-48), quello che vide mentre contava i denari.

 

Proposito

Federico Fellini aveva appiccicato sotto l’occhio della macchina da presa di 8 e ½, per vederlo prima di ogni inquadratura: “Ricordati che è un film comico.”

 

Prospettiva

La prospettiva rende il mondo più soggettivo (il punto di vista dell'uomo agente) e più astratto (il punto di vista scientifico).

 

Psicoterapia junghiana

Rispetto a una psicoterapia essenzialmente rivolta a un individuo adulto (perché è così che nasce l’approccio junghiano alla psicoterapia), il fine perseguito può essere così descritto: a) l’appoggio o il sostegno, e cioè il supporto di tipo emotivo nell’attraversamento delle difficoltà dell’esistenza, attraverso un intervento attivo e quindi fondamentalmente direttivo che fa uso di consigli e suggerimenti; b) la rieducazione, e cioè il riadattamento dell’individuo attraverso il chiarimento dei conflitti inconsci; c) la ricostruzione, e cioè la ricostruzione della personalità attraverso istanze inconsce e la progressiva maturazione emotiva che si dà insieme alla conoscenza di sé; d) il dialogo. (P.F.Pieri, Dizionario junghiano)

 

Pubblicità e Verità

‘La ricerca della felicità’ di Gabriele Muccino è un film “tratto da una storia vera” – assicura la sua pubblicità, reiterando una formula solleticante “questo meraviglioso pubblico” di narrazioni cinematografiche, televisive, radiofoniche, letterarie e capolavori d’arte varia. Ma per le opere d’arte poco importa se siano tratte da una storia vera, o falsa, o vera e falsa - e molto da chi è come. Graziosi esempi: da storie vere sono tratti ‘La passione di Giovanna d’Arco’ di Dreyer e l’‘Iliade’ di Omero, da storie false ‘Il flauto magico’ di Mozart e ‘Edipo tiranno’ di Sofocle, da storie vere e false il ‘Fregio del Partenone’ di Fidia e ‘La metamorfosi’ di Kafka.

 

Punto di vista giusto e Paesaggio storico reale

Il punto di vista più giusto per osservare e comprendere questa modifica del paesaggio storico reale, è quello che si trova sulla sommità delle proprie esperienze storiche, anche se ormai superate, o rivissute a rovescia come delusione. (Pier Paolo Pasolini, Nuove questioni linguistiche)

 

(I) Racconti di Canterbury secondo Pier Paolo Pasolini

Il film appare mal recitato, ricco di costumi (accurata ricostruzione scenografica e ambientale).

Sesso e dolore sempre uniti, violenza e amore sempre uniti, giovinezza e morte sempre uniti: questo sembra essere il tema dominante.

(Appunto del 10 gennaio 1980)

 

Racconto a memoria e Videodiario di un Re prigioniero

Giungo allora ai campi e ai vasti quartieri della memoria, dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta di cose, introdotte dalle percezioni; dove sono pure depositati tutti i prodotti del nostro pensiero, ottenuti amplificando o riducendo o comunque alterando le percezioni dei sensi, e tutto ciò che vi fu messo al riparo e in disparte e che l’oblio non ha ancora inghiottito e sepolto…

Quando sono là dentro, evoco tutte le immagini che voglio. Alcune si presentano all’istante, altre si fanno desiderare più a lungo, quasi vengano estratte da ripostigli più segreti. Alcune si precipitano a ondate e, mentre ne cerco e desidero altre, balzano in mezzo con l’aria di dire: ‘Non siamo noi per caso?’, e io le scaccio con la mano dello spirito dal volto del ricordo, finché quella che cerco si snebbia e avanza dalle segrete al mio sguardo; altre sopravvengono docili, in gruppi ordinati, via via che le cerco, le prime che si ritirano davanti alle seconde e ritirandosi vanno a riporsi dove staranno, pronte a uscire di nuovo quando vorrò. Tutto ciò avviene, quando faccio un racconto a memoria. (Agostino, Confessioni)

 

Ragione reale e Ragione storica

L’ideale di una ragione assoluta non costituisce una possibilità per l’umanità storica. La ragione esiste per noi solo come ragione reale e storica; il che significa che essa non è padrona di sé stessa, ma resta sempre subordinata alle situazioni date entro le quali agisce. (Georg Gadamer, Verità e Metodo)

 

Ragione e Abdicazione

Si può, in tutto o in parte, abdicare alla propria ragione, anche quando non si crede in nulla di soprannaturale. (Gaetano Mosca, Teorica dei governi)

 

Ragione e Superstizione

Universo, Via Lattea, Terra, Europa, Italia, Firenze, Palazzo Strozzi. L’Istituto e Museo di Storia della Scienza ha allestito una mostra in occasione del quarto centenario della prima osservazione galileiana dell’Universo. I suoi visitatori possono osservare, fino al 30 agosto di quest’anno (avete tempo ma segnatevelo sul taccuino), un dito mummificato dello scienziato pisano, strappato nell’Età dei Lumi al suo cadavere, conservato ed esibito – affermano tutti insieme gli autori di questo piano sequenza di atti superstiziosi - per testimoniare un’idea di società in cui la ragione prevale sulla superstizione. (16 maggio 2009)

 

Reale e Fantastico

Ciò che vi è di più ammirevole nel fantastico è che il fantastico non esiste, tutto è reale. (Andrè Breton)

 

Realismo

Erich von Stroheim ha tratto “Greed” (1924) dal romanzo “McTeague” di Frank Norris, girando le scene del film nei luoghi descritti nel romanzo. Perché? Per amore di realismo. Secondo la sua concezione del realismo nel cinema “La vita non si ricostruisce, si capta. Sono veramente realisti soltanto i film girati sul luogo dell’azione.”

Perché ho girato le scene di “Angelus Novus” (1987) – quando è stato possibile in questo film in economia – nei luoghi reali della vita e della morte di Pasolini (un esempio per tutti: l’Idroscalo di Ostia, luogo reale della sua morte)?

Non perché credo nella “captazione” della vita (alla von Stroheim), o alla sua “ricostruzione” (alla Visconti). Per me il realismo è sempre soggettivo. Come per Caravaggio: fotografia e teatro, casualità e inquadratura, i Pellegrini in posa distratta e la Maddalena distrattamente in posa.  (12 gennaio 2006)

 

Realismo e Manierismo

Il giudizio di realismo non può essere usato che in termini relativi, e ciò fu visto bene già da Delacroix nel 1857: “Il realismo è la grande risorsa dei novatori, in tempi nei quali le scuole illanguidite e volte alla maniera si riducono, per risvegliare i gusti viziati del pubblico, a girare nella cerchia delle medesime invenzioni.” Da questo punto di vista non è dubbio che Masaccio sia “realista” rispetto ai pittori tardogotici, così come lo è Caravaggio rispetto ai manieristi tardocinquecenteschi. (Ferdinando Bologna)

 

Realismo e Neorealismo

Questo faceva Rossellini: viveva la vita di un film come un’avventura meravigliosa da vivere e simultaneamente raccontare. Il suo abbandono nei confronti della realtà, sempre attento, limpido, fervido, quel suo situarsi naturalmente in un punto impalpabile e inconfondibile tra l’indifferenza del distacco e la goffagine dell’adesione, gli permetteva di catturare, di fissare la realtà in tutti i suoi spazi, di guardare le cose dentro e fuori contemporaneamente, di fotografare l’aria intorno alle cose, di svelare ciò che di inafferrabile, di arcano, di magico, la vita. Il neorealismo non è forse tutto questo? Perciò, quandi si parla di neorealismo, ci si può riferire solo a Rossellini. Gli altri hanno fatto del realismo, del verismo. O hanno tentato di tradurre un talento, una vocazione, in una formula, in una ricetta. (Federico Fellini, Fare un film)

 

Realismo e Ostinazione

Il momentaneo successo riscosso da “Roma città aperta”, “Paisà” e, in misura minore, “Germania anno zero” si basava su di un malinteso. Si è fatto un gran parlare del neorealismo, di cui ero il padre putativo, cercando di vedervi una scuola, un sistema e persino una nuova estetica; ecco come la società dello spettacolo recupera chi la disturba o la commuove oltre i limiti convenuti. In realtà, “Roma città aperta” doveva la sua novità al fatto che le strutture tradizionali erano inutilizzabili e ho dovuto quindi inventare una nuova tecnica che permettesse di fare del cinema senza utilizzare gli studi. Questo realismo nasceva semplicemente dalle condizioni di lavoro. Forse anche dall’ostinazione, dalla volontà di andare fino in fondo, nonostante le spaventose condizioni di lavoro. Io vado sempre fino in fondo. (Roberto Rossellini, Quasi un’autobiografia)

 

Realismo e Realtà

Il genere umano / non può sopportare troppa realtà. (Thomas Stearns Eliot, Quattro Quartetti)

 

Realismo e Soggettivismo (in un senso certo Realismo soggettivo)

Una volta, in una cittadina di provincia, un mio amico cadde mentre era ubriaco. Non si stupì di vedere la città sconvolta e sottosopra: ma il fatto era che la città era sottosopra perchè in quell’istante era scoppiato il terremoto. (Viktor Sklovskij)

 

Realtà e Occhio

Un amico ottico per vocazione e professione, mi racconta di una donna che si fa gli occhiali nuovi, li ritira, li usa per qualche giorno, poi torna da lui e gli dice che rivuole gli occhiali vecchi: vede troppo ora, non sopporta tutta questa novità, tutta questa nitidezza, tutta questa realtà.

 

Realtà e Sole

Solo la mattina e la sera possiamo guardare il Sole a occhio nudo. Il resto del giorno (della vita) dobbiamo guardarlo attraverso le nuvole.

 

Recitazione e Tragedia

I punti culminanti del dramma sono spesso momenti di silenzio. Gli uomini nascondono le emozioni e cercano di impedire che il volto tradisca le tempeste che infuriano nel loro animo. La tensione nascosta si rivela solo nel momento in cui accade la catastrofe. Alcuni potranno pensare che il soggetto [di Dies irae] richiedesse un più violento sviluppo dell’azione. Ma guardatevi intorno e osservate come comuni, come poco drammatiche sono le più grandi tragedie della vita reale. Questo è forse l’aspetto più tragico della tragedia. (Carl Theodor Dreyer)

 

Regia

Vado, vedo e sento “Sizwe Barzi est mort”, una messinsena di Peter Brook da un testo di autori sudafricani (Athol Fugard, con John Kani e Winston Ntshona), nel contesto di un quartiere periferico. Prima della rappresentazione, osservo gli spettatori. Molti giovani – abitanti del centro di Roma, e niente abitanti di Tor Bella Monaca. Il decentramento non riesce ancora a portare al teatro di periferia gli abitanti della periferia, ma già gli abitanti del centro in periferia: è già qualcosa (conoscere in anticipo l’inferno). Tanti, scroscianti, crepitanti, calorosi applausi, alla fine. Più di quanti e quali la rappresentazione meritasse. Mi domando perché e da dove questa dismisura, questa commozione. Il testo è poco più che mediocre, trattando prevedibilmente la questione della povertà proletaria nel Sudafrica. Meglio i due attori, Habib Dembelé e Pitcho Womba Konga, grillo parlante e danzante l’uno, buona spalla matta l’altro. Piccolo e grande, veloce e lento, una coppia ben assortita, ma insomma. La scenografia è disadorna senza essere essenziale, agile ma approssimativa. Le luci descrivono senza lampi di immaginazione. La regia… Ecco, è la regia che commuove e trascina. Naturalmente semplice e leggermente inventiva come una spremuta di limone col sale, fatta come sanno fare certi vecchi quando è finalmente finita l’ansia dell’affermazione a tutti i costi, della dimostrazione della bravura con tutti gli effetti, e sei morto (perché sei diventato un monumento o niente) e dopo morto, in questo anticipo di paradiso, mostri senza dimostrare. Quei giovani e quelle giovani non sapevano per ciò se stavano a teatro o ascoltavano in piazza, volevano piangere ed hanno applaudito.

 

Regista

Per dirigere un film ci vuole una struttura mentale fatta di pazienza infinita, decisione implacabile e resistenza fisica. (Tullio Kezich, Fellini)

 

Regista e Attore

PBogdanovich: Come provi con gli attori? OWelles: Dipende dagli attori. Secondo me, un regista non dovrebbe avere un metodo da imporre agli attori. Sono gli attori che impongono il loro metodo con la loro personalità, le loro caratteristiche e tutto il resto. Certi attori si sentono infelicissimi e insicuri se tu non ti mostri molto forte e molto fermo, e gli dai una enorme quantità di informazioni. Ce ne sono altri che hanno bisogno di una mezza parola lasciata cadere lì come per caso, quando nessuno se ne accorge. PB: E tu questo lo senti? OW: Be’, ci si prova. Secondo me, è da questo che si capisce se un regista è un uomo o un ragazzino. Ci sono, certo, dei bravi registi che sono talmente fedeli a se stessi che gli attori devono stare al passo, ubbidire e basta. Però io ho sempre pensato che il lavoro del regista è un po’ troppo sopravvalutato, inflazionato, e secondo me il regista dovrebbe vedersi come una figura al servizio degli attori e della storia, anche se la storia l’ha scritta lui. Sul serio: la cosa importante è cosa faranno gli attori, non se gli attori faranno quello che vuoi tu. E bisogna sentirlo sinceramente, questo, non fare finta di pensarlo e basta. Bisogna crederci. Bi sogna fare in modo che l’attore creda di essere migliore di quel che è. E’ la cosa più importante, questa. PB: Infondergli sicurezza? OW: Di più. L’arroganza. Deve sentirsi grande: deve pensare che sta superando quelli che credeva i suoi limiti. Ci sono moltissimi modi di farlo, e te li suggeriscono sia l’attore sia il materiale. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Regista e Critico

Immaginate una linea tracciata a terra col gesso. Da una parte un regista. Dall’altra un critico. Entrambi fanno numeri per il pubblico. (Ingmar Bergman, Lanterna magica)

 

Regista e Montatore

PBogdanovich: Molti registi tengono sempre un montatore sul set. OWelles: La maggior parte dei registi dei film ad alto costo e con lunghi piani di lavorazione. E il montatore dice sempre, ‘stiamo nel sicuro, facciamo delle riprese di copertura’. Naturalmente la copertura serve a lui. Ma se qualcuno può dire a un regista qual è il raccordo migliore, o è un impostore o dovrebbe fare il regista anche lui. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Regista e Tecnica

OWelles: Porgi uno specchio alla natura, questo è il messaggio di Shakespeare all’attore. Quanto è più adatto e più vero, per il creatore di un film! Se non conosci qualcosa della natura alla quale porgi il tuo specchio, quanto sarà limitata la tua opera! Più la gente di cinema si tributa reciproci omaggi, più s’inchina ai film invece che alla realtà, e più si approssima all’ultima scena della Signora di Shangai: una serie di specchi che si rimandano i riflessi. Un film è il riflesso dell’intera cultura dell’uomo che lo fa; la sua educazione, la sua conoscenza degli uomini, il respiro più o meno ampio della sua comprensione, tutto questo informa il film. PBogdanovich: Allora, un regista crea il suo mondo... OW: Sicuro, e il grado della riuscita dipende dalla conoscenza di sè che riesce ad acquistare attraverso i materiali grezzi. Il regista cinematografico deve restare una figura lievemente ambigua, dopo tutto, perchè tanta parte di quel che firma col suo nome viene da altri, e tante delle sue cose migliori da puri incidenti ai quali presiede. O dalla fortuna che ha. O dalla grazia. PB: E la tecnica cinematografica? OW: Si insegna nello spazio di un week-end, a una persona intelligente. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Regola e Eccezione

Bisogna forse domandarsi se ogni eccezione non illumini la regola, se non sia, all’insaputa della regola, la regola stessa. Giacché, infatti, non siamo forse sempre nell’eccezione? (Louis Althusser, Pour Marx)

Direi che questa è una anticipazione del futuro - essere nell'eccezione essendo nella regola stessa. Giordano Bruno dice che esistono uomini che seguono le regole, e uomini che le fanno. Aggiungerei: e uomini che fanno regole di sole eccezioni. Sono queste le regole del mondo futuro - del Paradiso.

 

Regola e Espressione

So soltanto che faccio quel che posso per esprimere ciò che provo davanti alla natura e che assai spesso, per arrivare a renderlo, mi trovo a dimenticare totalmente le regole più elementari della pittura, ammesso che ve ne siano. (Claude Monet)

 

Religare e Rilegare

Le chiese non tendono a religare il genere umano, ma a rilegare le sue divisioni.

 

Religione e Strutture religiose

Non basta dire Dio non esiste, se invece tutti abbiamo bisogno di consolazioni, di speranze, di rassicurazioni. Il bisogno di religione è un bisogno psicologico che non si può affatto sottovalutare, negare, sradicare, perché nasce dal dolore, dai lutti, dalla paura della morte, dal desiderio di dare un senso all’esistenza. Altra cosa però sono le istituzioni religiose, le strutture di fede che chiedono obbedienza, rinunciando allo spirito critico. Gli sviluppi delle scienze moderne portano ad analizzare la realtà secondo criteri sempre più incompatibili con le tradizioni spiritualistiche e religiose. C’è un divario crescente tra il discorso scientifico che parte dal basso, dall’esame della realtà, dalla vita quotidiana e i concetti religiosi che calano dall’alto, da principi indiscutibili, dati una volta per tutte.(Giovanni Jervis)

 

Religione e Politica

La separazione tra religione e politica scocca molto prima della modernità. Arriva nell’era antica, quando il cristianesimo darà vita alla Chiesa. E’ a quel punto che ha origine la separazione. (Rémi Brague)

 

Religione e Serenità

C’è un passo di Benedetto Croce dai Frammenti di etica, “Religione e serenità”, in cui Croce dice che noi non abbiamo bisogno di Dio e della trascendenza, perché desideriamo soltanto le cose che abbiamo conosciuto in vita. Quindi, se subiamo qualche grave lutto e proviamo un dolore pungente, ad esempio, per un bambino o la sposa che abbiamo perduto, in realtà non desideriamo ritrovare il bambino angelicato, o baciare labbra che non baciano. Noi vogliamo il bambino in carne ed ossa, che faceva il birichino con noi; vogliamo la donna che abbiamo amato, ma non la vogliamo trasfigurata. Per questo, secondo Croce, la religione ci dà una serenità di cui non abbiamo affatto bisogno. La vera serenità viene dall’accettare questa vita come catena di affetti, che può rompersi ma che continua a vivere attraverso le nostre opere. La nostra immortalità è costituita dalle opere, dal lasciare agli altri qualcosa di noi che continua a vivere. L’avere vissuto una volta, dice Croce, è vivere sempre. (Remo Bodei, I senza Dio)

 

Ricercare

Nacque già in un luogo assai solitario un uomo dotato da natura d'uno ingegno perspicacissimo e d'una curiosità straordinaria; e per suo trastullo allevandosi diversi uccelli, gustava molto del lor canto, e con grandissima meraviglia andava osservando con che bell'artificio, colla stess'aria con la quale respiravano, ad arbitrio loro formavano canti diversi, e tutti soavissimi.
Accadde che una notte vicino a casa sua sentì un delicato suono, né potendosi immaginar che fusse altro che qualche uccelletto, si mosse per prenderlo; e venuto nella strada, trovò un pastorello, che soffiando in certo legno forato e movendo le dita sopra il legno, ora serrando ed ora aprendo certi fori che vi erano, ne traeva quelle diverse voci, simili a quelle d'un uccello, ma con maniera diversissima. Stupefatto e mosso dalla sua natural curiosità, donò al pastore un vitello per aver quel zufolo; e ritiratosi in se stesso, e conoscendo che se non s'abbatteva a passar colui, egli non avrebbe mai imparato che ci erano in natura due modi da formar voci e canti soavi, volle allontanarsi da casa, stimando di potere incontrar qualche altra avventura.
Ed occorse il giorno seguente, che passando presso a un piccol tugurio, sentì risonarvi dentro una simil voce; e per certificarsi se era un zufolo o pure un merlo, entrò dentro, e trovò un fanciullo che andava con un archetto, ch'ei teneva nella man destra, segando alcuni nervi tesi sopra certo legno concavo, e con la sinistra sosteneva lo strumento e vi andava sopra movendo le dita, e senz'altro fiato ne traeva voci diverse e molto soavi. Or qual fusse il suo stupore, giudichilo chi participa dell'ingegno e della curiosità che aveva colui; il qual, vedendosi sopraggiunto da due nuovi modi di formar la voce ed il canto tanto inopinati, cominciò a creder ch'altri ancora ve ne potessero essere in natura.
Ma qual fu la sua meraviglia, quando entrando in certo tempio si mise a guardar dietro alla porta per veder chi aveva sonato, e s'accorse che il suono era uscito dagli arpioni e dalle bandelle nell'aprir la porta?
Un'altra volta, spinto dalla curiosità, entrò in un'osteria, e credendo d'aver a veder uno che coll'archetto toccasse leggiermente le corde d'un violino, vide uno che fregando il polpastrello d'un dito sopra l'orlo d'un bicchiero, ne cavava soavissimo suono.
Ma quando poi gli venne osservato che le vespe, le zanzare e i mosconi, non, come i suoi primi uccelli, col respirare formavano voci interrotte, ma col velocissimo batter dell'ali rendevano un suono perpetuo, quanto crebbe in esso lo stupore, tanto si scemò l'opinione ch'egli aveva circa il sapere come si generi il suono; né tutte l'esperienze già vedute sarebbono state bastanti a fargli comprendere o credere che i grilli, già che non volavano, potessero, non col fiato, ma collo scuoter l'ali, cacciar sibili così dolci e sonori.
Ma quando ei si credeva non potere esser quasi possibile che vi fussero altre maniere di formar voci, dopo l'avere, oltre a i modi narrati, osservato ancora tanti organi, trombe, pifferi, strumenti da corde, di tante e tante sorte, e sino a quella linguetta di ferro che, sospesa fra i denti, si serve con modo strano della cavità della bocca per corpo della risonanza e del fiato per veicolo del suono; quando, dico, ei credeva d'aver veduto il tutto, trovossi più che mai rinvolto nell'ignoranza e nello stupore nel capitargli in mano una cicala, e che né per serrarle la bocca né per fermarle l'ali poteva né pur diminuire il suo altissimo stridore, né le vedeva muovere squamme né altra parte, e che finalmente, alzandole il casso del petto e vedendovi sotto alcune cartilagini dure ma sottili, e credendo che lo strepito derivasse dallo scuoter di quelle, si ridusse a romperle per farla chetare, e che tutto fu in vano, sin che, spingendo l'ago più a dentro, non le tolse, trafiggendola, colla voce la vita, sì che né anco poté accertarsi se il canto derivava da quelle: onde si ridusse a tanta diffidenza del suo sapere, che domandato come si generavano i suoni, generosamente rispondeva di sapere alcuni modi, ma che teneva per fermo potervene essere cento altri incogniti ed inopinabili.

(Galileo Galilei, Saggiatore, capitolo XXI)

 

Riconoscenza e Lavoro

Non ambiva a ottenere riconoscimenti, voleva solo continuare a fare il suo lavoro. (Lindsay Anderson, About John Ford)

 

Riconoscenza e Rivelazione

Una stazione di métro può diventare misteriosa quanto un castello abitato dagli spiriti. Adesso mi pare di capire meglio la natura dei rapporti tra autore e pubblico. Quest’ultimo è riconoscente al primo per avergli rivelato che le scale di casa possono qualche volta portare al castello della Bella addormentata nel bosco. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Ricordi

I ricordi dei figli ricadono sui padri.

 

Ricordi e Immaginazioni

Recenti studi hanno dimostrato che i circuiti della mente che permettono di veleggiare tra i ricordi sono gli stessi che dipingono gli scenari del domani. (Andrea Carandini, Il primo giorno)

 

Rispettare

Rispettare, ri-spettare, vuol dire 'guardare ancora'. Chi manca di rispetto non ri-guarda, non guarda ancora dopo aver visto, non protegge ciò che ha avuto (doppio significato del verbo 'guardare').

 

Risposta e Domanda

Ogni risposta, per essere tale, deve ovviamente andare oltre la domanda, introdurre cioè nuovi elementi di conoscenza, ampliando quelli già insiti nell’interrogazione. (Remo Cacitti, Inchiesta sul Cristianesimo)

Ricordare per i dialoghi, le discussioni, le conversazioni... le interviste...

 

Ritmo

Ho rivisto ‘Ceiling zero’, un film diretto da Howard Hawks nel 1936, e mi sono divertito fino alle lacrime. Cosa mi ha portato agli estremi di questo piccolo film del grande Hawks? Il ritmo. (Nell’arte audiovisiva “ritmo” vuol dire “successione articolata nel tempo di rumori, parole, musiche, ambienti, situazioni, movimenti di attori e di cineprese, di piani di ripresa, di durate di inquadrature...). Se immaginiamo – semplificando – il film diviso in quattro movimenti, il primo ha un ritmo veloce, incalzante, serrato. Il secondo inizia a zoppicare, e si spezza. Il terzo è lento, trascinato, disperato. Il quarto torna a correre, allegro solo perché in vista del traguardo. Questi ritmi filmici corrispondono perfettamente ai suoi contenuti drammatici (no, non ve la rivelo la trama di quest’opera: procuratevela e poi mi saprete dire - il titolo italiano del film è ‘Brume’). Il ritmo mi diverte, “la compiuta astrazione del contenuto”- scriveva Sergej M. Ejzenštejn.

 

Ritmo e Contenuto

Il ritmo è la compiuta astrazione del contenuto. (Sergej M. Ejzenštejn)

 

Riverbero

Danilo è un architetto di professione che ama i colori a tal punto da fare anche il pittore per vocazione. I committenti non sempre condividono una passione che è fatta di sfumature. - “A quale colore pensa per questo ambiente?” - domanda Danilo al committente. “Bianco.” – risponde quello. “Bene. E quale in particolare, tra i bianchi possibili?” “Bianco.” Per allontanare il ricordo doloroso di una tale ottusità mi racconta che anni addietro, scelto col committente un bianco particolarmente luminoso, lo fa stendere in prova su diverse pareti dell’ambiente e il giorno dopo, guardandolo e riguardandolo in momenti successivi e in variate condizioni di luce, non gli appare identico al bianco prescelto. Riprova, confronta – no, non ci siamo – insiste, si arrovella - niente ancora. Finché la passione lo trascina al cospetto di un anziano maestro decoratore, il quale lo ascolta e gli fa: - ‘Cosa c’è di fronte all’appartamento, in faccia alle sue finestre?’ - “Un edificio di mattoni rossi.” - ‘Ecco, è il riverbero di quei rossi che ottunde la luminosità del tuo bianco.’

 

Robinia

Perdo le foglie, ma non è autunno fuori. Non vedo cadere foglie dalle altre robinie dintorno, se sono robinie quelle che vedo. O forse… (Là, un uccello?) Divento sempre più insicura della mia vista, man mano che perdo le foglie. (Ecco, un’altra si è lasciata andare?) Noi robinie vediamo con le foglie. Ogni autunno le perdiamo – di giorno una ad una, di sera in coppia, a scrosci se piove, a stormi quando tira vento – finché, senza occhi, ci addormentiamo. (Era un’ombra?) È primavera fuori, e dove sono i miei grappoli gonfi di fiori bianchi?… A pensarci bene, se fossero violetti, nel rosa non li distinguerei: ero robinia e sono glicine? (Qualcosa si sfianca, si stacca… Da dove?) Dentro è notte, e non ho sonno… è notte fuori?”

 

Rumori

Tutti i rumori che ci circondano fanno meno strepito di noi stessi. (Madeleine Delbrêl)


Rustico e Nobile

Dond’è che il rustico e il nobile in tante cose, e non solamente filologiche, si combaciano? Questo dà molto a pensare. (Niccolò Tommaseo, Dizionario dei sinonimi)

 

Sacerdote e Stregone

‘Sacerdote’ è un funzionario professionale che influenza gli ‘dei’ per mezzo della venerazione, in antitesi allo ‘stregone’ che costringe i ‘demoni’ con mezzi magici. (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Sacrificio

Finché i rivali [gli esseri umani], si contendono per molto tempo degli oggetti, non possono scendere a patti. Distrutti gli oggetti, o messi da parte, o dimenticati, i rivali si trovano faccia a faccia, e tutto sembra perduto, perché la violenza si raddoppia. Invece, al contrario, tutto è salvato. Ciò che il desiderio di uno stesso oggetto non fa mai – riconciliare gli avversari – paradossalmente lo fa l’odio per uno stesso nemico. Due, poi tre, poi quattro antagonisti si alleeranno contro un quinto, e progressivamente il mimetismo diventerà una valanga che si potrà scaricare su un nemico qualunque. Dunque l’intero sistema finirà per confluire nell’unanimità contro un avversario unico, un capro espiatorio… polarizzando tutta una comunità contro un solo individuo, un ultimo nemico che appare subito come il solo responsabile della catastrofe e che si lascia immediatamente linciare. La comunità si trova improvvisamente priva di nemici e la tranquillità si ristabilisce. Universalmente odiata in principio, la vittima, in ragione della sua forza riconciliatrice, assumerà presto le sembianze di un salvatore.

Il miracolo del sacrificio è la formidabile ‘economia’ della violenza che realizza. Esso polarizza contro una sola vittima tutta la violenza che, un istante prima, minacciava l’intera comunità… Ogni volta che una comunità è salvata mediante un meccanismo di capro espiatorio, essa si ricompone ma, molto presto, constata angosciosamente che gli effetti dell’assassinio fondatore sono temporanei e che la comunità rischia di ricadere nella rivalità da cui è appena fuggita.

Incalzate dalla paura, tutte le comunità umane si comportano allo stesso modo. Esse cercano di riprodurre il miracolo che le ha salvate immolando una nuova vittima in luogo della prima, nella speranza che la stessa causa provochi gli stessi effetti…

Nei Vangeli come nei miti, al parossismo della crisi, si scatena un dramma che in senso lato può essere qualificato come ‘sacrificale’, ovvero la messa a morte di Gesù, accusato come Edipo e come tutti gli eroi mitici, di un crimine imperdonabile: credersi Dio. Sarà pertanto crocifisso e infine divinizzato…

Tutti i miti considerano le loro vittime uniche, i loro capri espiatori come realmente colpevoli…

I racconti biblici sono la rappresentazione autentica di ciò che nei miti appare in una forma menzognera dominata dall’illusione dei linciatori. Storicamente, il sorgere di questa verità inizia molto prima dei Vangeli, nella Bibbia ebraica che riabilita già un buon numero di capri espiatori ingiustamente perseguitati…

Ecco la vera differenza tra il mitico e il biblico. Il mitico rimane sin dall’inizio alla mercé dei fenomeni di capro espiatorio. Il biblico rivela la loro menzogna rivelando l’innocenza delle vittime…

Laddove i Vangeli si radicano, i sacrifici si indeboliscono e spariscono, nessuna nuova religione arcaica può sorgere.

(René Girard, Il sacrificio)

 

Saggi e Insensati

Invita a pranzo un saggio: romperà le tasche con problemini fastidiosi o perché se ne sta zitto e ingrugnato. Chiamalo per una danza e dirai che balla come un orso. Portalo ad uno spettacolo: la sua faccia basterà a disturbare il divertimento popolare e il saggio Catone sarà costretto a lasciare il teatro, non potendo deporre il suo cipiglio. Se si intromette in una conversazione, fa subito l'effetto del lupo. Se bisogna far acquisti, stipulare contratti, insomma pensare a qualcuna di quelle faccende che non possono mancare nella vita quotidiana, il nostro saggio lo diresti di coccio, del tutto inutile a sé, alla patria e ai suoi, perché non è esperto di problemi pratici ed è in totale disaccordo con le opinioni vulgate e i comportamenti in uso. Per forza ne deriva odio, certo a causa di tanta diversità nel modo di vita e nell'atteggiamento psicologico. Quale attività si svolge tra i mortali, infatti, che non sia dominata dall'irrazionalità, compiuta da insensati per degli altri insensati? (Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia)

 

Sbagliare e Imparare

Non 'sbagliando s'impara' ma 'riconoscendo il giusto nell'errore compiuto s'impara'.

Come nacque il pacemaker, ad opera di Wilson Greatbatch (1919 - 2011): un giorno installò un resistore con una resistenza sbagliata. E si accorse che le pulsazioni da quella create erano identiche al normale battito del cuore. E si rese conto che questo nuovo circuito si sarebbe potuto utilizzare per controllare il battito dell'uomo. Da qui l'idea del pacemaker.

 

Sceneggiatura e Improvvisazione

PBogdanovich: Non progetti mai. OWelles: Io faccio i progetti più maledettamente dettagliati che tu abbia mai visto, e poi li butto via. Non faccio progetti per realizzarli, li faccio per prepararmi a improvvisare. Così, ho già alle spalle tantissime riflessioni, e sono pronto per le sorprese che mi fanno gli attori. E’ la macchina da presa che dev’essere al servizio degli attori, e non il contrario. Nella mia testa, mi immagino quattro o cinque film interi, e quando arrivo sul set non ci provo neanche, a girarli. E’ come fare gli esercizi... un attore allunga la mano, c’è il sole, passa una nuvola, e cambia tutta la storia. (Orson Welles, This is Orson Welles)

 

Sceneggiatura e Regia

Prima sequenza di Sfida infernale. I quattro fratelli Earp, che stanno portando il loro bestiame in California, hanno appena consumato la cena al campo. Tre di loro montano a cavallo per andare a passare la serata a Tombstone, lasciando il più giovane di guardia. Il ragazzo li osserva mentre si allontanano, chiamandoli per nome: “Buonanotte Wyatt - Buonanotte Morg - Buonanotte Virge”. I tre scompaiono, e lui rimane immobile, la macchina da presa fissa sul suo volto. Questa inquadratura non è prevista dalla sceneggiatura.

Il ragazzo è ucciso quella stessa notte. Il suo saluto è dunque un addìo: saluta i tre fratelli singolarmente, pronunciando il nome di ciascuno, mentre lo fissiamo a lungo per l’ultima volta, e ripete tre volte “buonanotte”, “notte”, “notte”, “notte”... (Lindsay Anderson, About John Ford)

 

Sceneggiatura e Valigia

La sceneggiatura è come la valigia che ti porti appresso, ma molta roba la comperi per strada. (Federico Fellini)

 

Scienza ed Epistéme

Il nome della scienza in greco, epistéme, significa far fronte. (Giorgio de Santillana)

 

Scienza e Pratica

La scienza è il capitano e la pratica sono i soldati. (Leonardo da Vinci)

 

Scienza e Utopia (pura scienza = pura utopia)

L’utopismo “era presente ai maggiori scienziati della politica e del diritto in quanto si ponevano nel terreno della pura scienza (= pura utopia, in quanto basata sul presupposto che tutti gli uomini son realmente uguali e quindi ugualmente ragionevoli e morali, cioè passibili di accettare la legge spontaneamente, liberamente e non per coercizione, come imposta da altra classe, come cosa esterna alla coscienza).” (Antonio Gramsci, Q 764)

 

Scienza e Vita quotidiana

La scienza è una cosa meravigliosa quando non serve a guadagnarsi il pane quotidiano. Solo quando non bisogna rendere conto delle nostre attività a nessuno, si può provare vero piacere e soddisfazione nella ricerca scientifica. (Albert Einstein / faccio notare che ein stein vuol dire letteralmente una pietra)

 

Scienza nuova e Ideologia diffusa

Sul fronte ideologico la sconfitta degli ausiliari e dei minori seguaci ha importanza quasi trascurabile; in esso occorre battere contro i più eminenti. Altrimenti si confonde il giornale col libro, la piccola polemica quotidiana col lavoro scientifico; i minori devono essere abbandonati alla infinita casistica della polemica da giornali. Una scienza nuova raggiunge la prova della sua efficienza e vitalità feconda quando mostra di saper affrontare i grandi campioni delle tendenze opposte, quando risolve coi propri mezzi le quistioni vitali che essi hanno posto o dimostra perentoriamente che tali quistioni sono falsi problemi. È vero che un’epoca storica e una data società sono piuttosto rappresentate dalla media degli intellettuali e quindi dai mediocri, ma l’ideologia diffusa, di massa, deve essere distinta dalle opere scientifiche, dalle grandi sintesi filosofiche che ne sono poi le reali chiavi di volta e queste devono essere nettamente superate o negativamente, dimostrandone l’infondatezza, o positivamente, contrapponendo sintesi filosofiche di maggiore importanza e significato.” (Antonio Gramsci, Q 1423)

 

Scienza nuova e Mondo nuovo

A un mondo del tutto nuovo occorre una nuova scienza politica. (Alexis de Tocqueville, 1828)

 

Scrittori e Lettori

Il numero degli scrittori ha superato il numero dei lettori.

 

Scrivere e Dimenticare

La ricerca delle frasi ci fa dimenticare il rimpianto delle cose e, a poco a poco, la vita passa. (Gustave Flaubert)

 

Scrivere e Parlare

Non ricordo chi ha detto che scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti. Io per me – balbuziente come sono sempre stato - direi che scrivere è un modo di parlare senza interrompermi.

 

Scrivere, Scegliere, Lasciare perdere

Scrivere sceneggiature perfette, di ferro (e realizzarle sul set secondo la teoria delle intrusioni).

Scegliere bene i collaboratori, gli attori.

Lasciare perdere con gli altri il perchè, concentrarsi sul come.

 

Scusare e Giustificare

Scusare gli altri - giustificare invece è tutt’altra cosa, perchè ciò che si può scusare negli altri, non lo si ritiene permesso a se stessi, laddove ciò che si può giustificare è giusto per tutti, anche per noi. (G. W. F. Hegel, Lettera dell’estate 1811 - Hegel ha 41 anni)

 

e Comunità

Il concetto di Sé deve essere ridefinito. La definizione della terapia deriva dalla tradizione protestante e orientale: il Sé è l’interiorizzazione del dio invisibile che sta al di là. Il divino interiore. Anche se questo divino interiore è mascherato da meccanismo di autogoverno, omeostatico, equilibratore, o anche se il divino è mascherato da profonda intenzione integrante dell’intera personalità, è ancora una concezione trascendente, con implicazioni, se non proprio radici, teologiche. Io preferirei definire il Sé come l’interiorizzazione della comunità. Se il Sé fosse definito come l’interiorizzazione della comunità, allora i confini fra me e l’altro sarebbero molto meno definiti. Sarei con me stesso quando sono con gli altri. Non sarei con me stesso quando sto passeggiando da solo, o quando sto meditando, oppure quando, nella mia stanza, mi dedico all’immaginazione o al lavoro sui miei sogni. In realtà sarei estraniato da me stesso. E ‘gli altri’ non comprende soltanto altra gente, perché la comunità, per come la vedo io, è qualcosa di più ecologico, o per lo meno di più animistico. Un campo psichico. E se io non sono in campo psichico con gli altri – con la gente, con gli edifici, gli animali, le piante – io non sono. Non dovremmo più dire: ‘Sono perché penso’ (Cogito ergo sum, come sosteneva Cartesio), ma: “Sono perché partecipo’, Convivo ergo sum. (James Hillman, Cent’anni di psicanalisi)

 

Semplice

Figlio di un maniscalco, autodidatta, scoprì il benzolo, liquefece il cloro (primo esempio di liquefazione di un gas), mise in evidenza gli effetti meccanici dei magneti sui conduttori, scoprì il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, dimostrò che le correnti elettriche indotte potevano essere prodotte da magneti in movimento e da correnti elettriche variabili, postulò l’esistenza delle linee di forza di un campo magnetico e riuscì a visualizzarle, dando inizio alla teoria dei campi e alla teoria elettromagnetica, estese il concetto di forza alla gravitazione, intuì la moderna concezione della luce come perturbazione in un campo, scopri l’Effetto, la Costante, le Leggi che portano il suo nome, rifiutò di essere accolto nell’aristocrazia, declinò - due volte - la nomina a Presidente della Royal Society e morì soddisfatto di essere rimasto plain Michael Faraday to the last, un uomo semplice fino all’ultimo.

 

Senso e Mondo

Se il mondo nel suo insieme, e la vita in particolare, deve avere un ‘senso’ – quale può essere e come deve apparire il mondo perché possa corrispondere ad esso? (Max Weber, Sociologia della religione)

 

Sensi

Suono e visione, le due forme percettive privilegiate dalla percezione greca (probabilmente perché, diversamente dall’odore e dal sapore, sono riconducibili a misure e ordini numerici). La bellezza greca viene espressa dai sensi che lasciano mantenere la distanza tra l’oggetto e l’osservatore: vista e udito piuttosto che tatto, gusto, olfatto. Al contrario, una scultura giapponese si tocca, con un mandala tibetano di sabbia si interagisce. (Umberto Eco, Storia della bellezza.)

 

Senso della possibilità

Il senso della possibilità consiste nella capacità di pensare tutto quello che potrebbe ugualmente essere, e di non dar maggiore importanza a quello che è, che a quello che non è. (Robert Musil, L’uomo senza qualità)

 

Senso di responsabilità

Senso di responsabilità verso l'universo. Siamo anello di una catena che parte a scala subatomica o pregalattica: dare ai nostri gesti, ai nostri pensieri, la continuità del prima di noi e dopo di noi, è una cosa in cui credo. (Italo Calvino, 1978)

 

Sessantotto e Revival

Quei giovani [del Sessantotto] che volevano cambiare il mondo partecipavano in realtà al revival di un mondo defunto o moribondo, la società di classe, l’operaismo, le rivoluzioni ottocentesche. (Giorgio Bocca, Il provinciale)

 

Sguardo

Orlando e Luisella (che si sono amati a prima vista e non si perdono d’occhio dopo quarant’anni di matrimonio) raccontano la visita di New York e del salto “Luisella-Orlando”. Dopo molti faticosi tentativi (le biglietterie automatiche nordamericane preferiscono la moneta minuta e negano il resto dovuto) riescono a fare due biglietti… in uno. Orlando infila una prima volta il biglietto nella vidimatrice, la barra s’alza, Luisella passa, l’infila una seconda, la barra niente. Arriva il metrò, Luisella gli intima di saltare, Orlando esegue il volteggio, s’infilano allegri nella carrozza, si guardano ancora una volta.

 

Signoria

Non si po' aver maggior, né minor signoria che quella di se medesimo. (Leonardo da Vinci, Pensieri)

 

Signoria e Socialità

Io non sono del tutto padrone di me stesso e dei miei impulsi. Il caso vi ha più potere di me. L’occasione, la compagnia, il tono stesso della mia voce traggono dal mio spirito più di quello che vi trovo quando lo sondo e lo uso per conto mio. (Michel de Montaigne, Saggi)

 

Silenzio

Il silenzio è stupido se siamo saggi, ma saggio se siamo stupidi. (Charles Caleb Colton)

 

Silenzio e Amici

Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici. (Martin Luther King)

 

Silenzio e Conversazione

Il silenzio è una delle grandi arti della conversazione. (William Hazlitt)

 

Silenzio e Loquacità

Il silenzio è un atto retorico. E’ pazienza, che può caricarsi di minacce. Lo scriveva Malvezzi, nel Romulo (1629); tradotto in spagnolo da Quevedo. “Sono poco da temersi coloro ‘a quali la lingua serva per ispada. E’ più grande il pericolo che ne minaccia il silenzio, dell’offesa che si riceve dalla loquacità”. (Salvatore Silvano Nigro, Usi della pazienza)

 

Silenzio e Salvezza

Le sirene hanno un’arma ancora più terribile del loro canto, ed è il loro silenzio. Non è mai accaduto, ma forse non è del tutto inconcepibile, che qualcuno si possa salvare dal loro canto ma dal loro silenzio certo no. (Franz Kafka)

 

Simbolo

Marco Politi: “Cos’è il simbolo?” Julien Ries: “Symbolon in greco è una tessera spezzata in due parti. Rimettendole insieme, due persone si riconoscevano. Quindi significa un oggetto visibile che al tempo stesso rimanda ad una realtà che non si vede.”

 

Situazione

E' vero - gli altri, perloppiù, non sono all'altezza della situazione Ma c'è di peggio: molti fra i molti sono 'la situazione'.

 

Sofocle e Fellini

Pare che Sofocle sia morto soffocato da un chicco d’uva acerba. Fellini (che s’era montato la testa) pare sia morto soffocato da una ovolina – in ospedale, mentre medici e infermieri guardavano alla televisione una partita di calcio.

 

Soggetti e Pittori

I soggetti visti al naturale risultano piuttosto deludenti, rispetto ai quadri. Ben poche cose a questo mondo, ho potuto notare, sirivelano all'altezza dei dipinti che le rappresentano. (Jerome Klapka Jerome, Tre uomini in barca)

 

Soggettiva

Ed ecco che anche il bosco s’allontanò, rimase indietro, da qualche parte, e il fiume se ne andò anch’esso chissà dove, da parte, incontro al camion si riversarono cose d’ogni tipo: palizzate con posti di guardia per sentinelle e cataste di legna, pilastri altissimi e piloni, e sui piloni erano infilate delle bobine, mucchi di pietrisco, terra striata di canali… (Michaìl Bulgakov, Il Maestro e Margherita)

 

Sogni

I sogni non sono fatti per essere interpretati, tantomeno per essere realizzati. Sono fatti per scombussolare le interpretazioni e le realizzazioni.

 

Solidarietà e Opportunità

Grazie a tutti per questa grande opportunità di condividere le mie conoscenze con gli altri. (Francesco Borromini)

 

Solitudine e Creatività

Io sono vissuto in solitudine nella campagna e ho notato come la monotonia di una vita tranquilla stimoli la mente a creare. (Albert Einstein, Pensieri degli anni difficili)

 

Soprannaturale e Quotidiano

Joseph Conrad ha scritto che escludeva dalla sua opera il soprannaturale perché ammetterlo equivaleva a negare che il quotidiano fosse meraviglioso. (Jorge Luis Borges, Altre inquisizioni)

 

Sottigliezza

Noi siamo scientifici per mancanza di sottigliezza. (Roland Barthes, Il piacere del testo)

 

Specializzazione

Oggi il cretino è specializzato. (Ennio Flaiano)

 

Spia

Gennaro è dolente, e un po’ sperduto, quando racconta che i suoi compagni di lavoro “portano spia”. Viaggiamo in treno, Alexandra ed io. L’uno di fronte all’altra parliamo a voce bassa, e in gergo. Dopo un certo tempo il giovane seduto al mio fianco – Gennaro lo chiamerò - ci domanda che lavoro facciamo – i contenuti e le forme del nostro dialogo l’hanno colpito e spinto verso di noi. Va “a fare un concorso” per 190 posti: “siamo 20.000 candidati”. Se lo vince diventerà maresciallo, ora è caporale, e quando è di pattuglia, deve stare sempre attento, a quello che fa e a quello che dice, perché gli altri aspiranti effettivi potrebbero, e lo fanno, “portare spia”. Che vuol dire? “Denunciare uno ad un superiore per farsi bello, per avere un vantaggio”. E i superiori? “Ci trattano come cani.” Quanti anni hai? “Ventiquattro a settembre.” Nel posto accanto ad Alexandra ha viaggiato con noi un coetaneo di Gennaro. Senza guardare, senza parlare, dormendo poggiato al finestrino. Alexandra s’allunga per abbassare il parasole, il dormiente scatta e pigia lui il bottone. Gennaro nota il gesto e ci lancia uno sguardo ancora più dolente, ancora più sperduto: sembra domandarsi e domandarci se anche quello è uno che porta spia.

 

Spiegare e Dispiegare

‘Spiegare’ (un comportamento umano, un fenomeno naturale, un libro di scienza, un’opera d’arte) non vuol dire ridurre, caricaturare, insomma ‘semplificare’, bensì, come accenna la parola stessa, ‘dispiegare’: cioè aprire, srotolare, allargare, svolgere - per meglio osservare, sentire, comprendere, capire l’oggetto piegato o il soggetto arrotolato.

È qualche settimana che mi gira in testa un saggio di Pinco Palla che pretende di spiegare un quadro di Antonello da Messina attraverso una sua semplificazione. E’ il Ritratto d’ignoto marinaio (Cefalù, Fondazione Culturale Mandralisca), vagamente sorridente, ironicamente enigmatico, beffardamente misterioso. Quel sorriso, quella distanza, quella piega Pinco Palla li spiega riconducendoli, riducendoli a ciò che gli sembra il disegno sulla camicia dell’ignoto dell’organo sessuale femminile.

L’illusione del trovamento di una chiave semplice che apra semplicemente i comportamenti, i fenomeni, i libri, i quadri è un apparente “entrare in gioco” (questo vuol dire ‘illudere’) che realmente è un “uscire dal gioco” (questo vuol dire ‘deludere’). Per aprire portoni complessi non serve infilare chiavi semplici, bisogna bussare in modo complesso. Lo mostra (senza ‘spiegare’ – l’arte non serve a spiegare, né a piegare) Franz Kafka nel suo racconto Un colpo contro il portone, che inizia così: ‘Era d’estate, una giornata cocente. Ritornando a casa passai con mia sorella davanti al portone d’un cortile. Non so se lei abbia battuto di proposito un colpo contro il portone o per distrazione o se fece soltanto l’atto col pugno e non abbia picchiato affatto…”

 

Spiegare e Valutare

Riflessione derivata da tanti e diversi anni di partecipazione a proiezioni/discussioni di opere audiovisive, in forma di spettatore, e di (co)autore.
Un autore può spiegare (nel senso di stendere, svolgere, aprire ciò che è involto, piegato, chiuso - insomma dispiegare) le intenzioni che stanno dietro l’opera (l’idea, l’ideologia, il progetto, il fine) e il processo artigianale della sua costruzione (la scelta e l’uso dei mezzi tecnici e organizzativi). Quanto al valore artistico dell’opera, il suo autore, i suoi autori non possiedono nessuna interpretazione autentica: sono spettatori come gli altri. Hanno diritto di parola - niente di meno, niente di più.

 

Spirito funzionario

Dio, quali magnifici impieghi e incarichi esistono! (Nikolaj Vasil’evic Gogol’, I racconti di Pietroburgo)

 

Spirito della narrazione

Suonar di campane, tripudiar di campane supra urbem, sopra l’intera città, nell’aria tutta traboccante di suoni... chi suona le campane? Non i campanari. E’ lo spirito della narrazione. (Thomas Mann, L’eletto)

 

Spirito e Abitudine

L’abitudine è nonostante tutto gradita perchè senz’essa, coi suoi soli mezzi, lo spirito sarebbe impotente a renderci abitabile un appartamento. (Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

 

Spirito e Macchine

Chi si serve di macchine, usa dei meccanismi e il suo spirito si meccanizza. (Zhuang-Zi)

 

Spirito e Società e Ambiente

La società umana e l’ambiente naturale non sono il punto di partenza della attività dello spirito, e non sono il suo punto di arrivo. L’ambiente sono le ”pietre” resistenti affioranti dal trascinante conformismo del “fiume” - della società, e ci consentono di portare in salvo il nostro spirito sull’altra riva.

 

Stile

Lo stile non è qualcosa che si costruisce a tavolino - è il modo di stare seduti al tavolino.

 

Stile e Dolore

La perla è una malattia dell’ostrica e lo stile, forse, è la manifestazione di un dolore più profondo. (Gustave Flaubert)

 

Stile e Genericità

L’espressione generica consente all’ascoltatore d’intendere quel che preferisce e che pensa già per conto suo. (Theodor W. Adorno, Morale e stile)

 

Stomaco e Televisione

Ogni sabato non riesco a digerire la prima parte del pranzo, sono deliziato però dalla seconda. Le prime portate le assumo vedendo-e-sentendo su RaiTre i servizietti di “Bellitalia”, esteriore e conformista fin dal titolo. L’intento dichiarato di questa rubrica televisiva è mostrare “con un linguaggio accessibile a tutti ”le “meraviglie del nostro paese”, ma il risultato è inginocchiato, con la bella statuina curatrice, i giornalisti fuorusciti dal ‘Dizionario dei luoghi comuni’ di Flaubert, gli esperti sussiegosi, le riprese dozzinali. Ma di seguito (l’accostamento ossimorico mi delizia e strazia ogni volta) fluiscono sul medesimo canale RaiTre i documentari-inchiesta della rubrica “Mediterraneo”, e si comprende a cosa e a chi serve la televisione fatta in piedi: a coloro che hanno occhi e orecchie e vogliono vedere e sentire. Digerisco, dunque, infine. Voi direte che la televisione, la conoscenza, l’arte, non sono fatte per digerire. Dipende dallo stomaco che tenete, “cari amici vicini e lontani”.

 

Storie e Scorie

Ci sono storie che sono finite prima di cominciare e storie che continuano quando sono già finite, storie storielle e storie storioni, storie che devono essere raccontate e storie che devono essere taciute, storie passate alla storia e storie passate alla memoria, storie 'non fare tante storie' e storie 'hai fatto troppe storie', storie vere e vere storie, storie che non ci sono ancora e storie che non ci saranno più, storie che sono preistorie e storie che saranno preistorie, ci sono storie e ci sono scorie.

 

Studenti e Professori

I professori sognano un mondo di studenti e professori. Gli studenti sognano un altro mondo.

 

Studio

 

Stronzate

Roma centro, quartiere Celio. L’omone fruttivendolo di via dei Santi Quattro a Roma (che sta come un mercoledì tra il Celio e San Clemente) vende e parla a fiume, racconta generosamente di sé e dei suoi familiari. Ieri mi ha regalato la concezione dell’essere umano secondo sua nonna, romana de Roma. “L’omo è fatto da due parti, metà è la parte bbona, metà la cattiva. La prova provata? Se fai na stronzata, la parte cattiva te giustifica: “non l’hai fatto pe’ cattiveria, l’hai fatto pe’ distrazione, pe’ confusione.” “None! L’hai fatto perché sei cattivo, pe’ metà s’intende, e non di' stronzate!”

 

Strutturalismo

Anche la più bella ragazza del mondo ha uno scheletro. (Eric Weil)

 

Stupidità

La stupidità è una cicatrice. [...] Ogni stupidità parziale di un uomo segna un punto dove il gioco dei muscoli al risveglio è stato impedito anziché favorito. [...] Queste cicatrici danno luogo a deformazioni. Possono creare "caratteri", duri e capaci, possono renderli stupidi - nel senso della deficienza patologica, della cecità e dell'impotenza, quando si limitano a stagnare; nel senso della malvagità, dell'ostinazione e del fanatismo, quando sviluppano il cancro verso l'interno. (Sulla genesi della stupidità di M. Horkheimer e T.W. Adorno)

 

Sublime

Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione. (Giambattista Vico)

 

Suicidio e Morte

Se gli dèi non ci sono, il suicidio è impossibile: esiste solo la morte. Il suicidio non muta il destino umano, si limita semplicemente ad affrettarlo. Cessa di essere una protesta, per diventare l’accettazione della massima crudeltà del mondo: la morte. Significa arrendersi. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Suono e Spazio

I pregiudizi impediscono di cogliere la diversità profonda di ogni esecuzione perchè lo spazio rende unica l’esecuzione. Il suono non appartiene allo strumento. Quello che io cerco non è il do del violino o del pianoforte. Cerco un suono. E il suono va cercato, inseguito sullo strumento: non è mai predeterminato. Il suono si forma nello spazio, perchè è lo spazio che lo produce. Voglio dire che il suono non viene soltanto emesso, ma si trasmette e vibra attraverso gli oggetti e lo spazio. Lo spazio, poi, lo compone, lo lavora e lo diffonde. Per questo io dico che non è l’orchestra a suonare in uno spazio ma che è lo spazio che suona l’orchestra. (Luigi Nono)

 

Superiorità ed Egualitarismo

Einstein mi ha fatto enorme impressione soprattutto perchè mi parlava come ad un suo eguale, e ciò mi sembra un chiaro segno di un uomo superiore. (Alfred Jules Ayer)

 

Suscettibilità

Le specie animali sono opera di Dio – come credono i creazionisti, o hanno avuto origine dalla selezione naturale – come pensano gli evoluzionisti. La questione è incerta. Certo è che le specie divine sono il prodotto della selezione culturale – come hanno imparato a loro spese Zarathustra e Zeus, adorati ormai soltanto dai lettori di Nietzsche e Omero.

C’è stato un primo tempo in cui non c’erano ancora gli esseri umani e verrà un secondo tempo in cui non ci saranno più. Tra quel prima e quel poi - nell’intervallo - gli umani hanno inventato e inventeranno diverse divinità, le quali si sono succedute e forse si succederanno fino all’inizio del secondo tempo. Forse. Speriamo, verso la fine, di saper fare a meno di queste invenzioni. Certa è comunque la suscettibilità degli dèi nei confronti degli evoluzionisti, fin dal principio.

“A 25 anni fui molto colpito da alcuni fatti che sembravano gettare un po’ di luce sull’origine delle specie” - annota Darwin all’inizio di ‘Sull’origine delle specie per selezione naturale’ - il libro col quale aveva iniziato a distruggere le “prove” dell’esistenza di Dio basate su un “disegno” nella natura. E alla fine della vita, ricapitola: "Dai 25 anni forti e spasmodiche flatulenze notturne e diurne, conati di vomito preceduti da attacchi febbrili, pianti isterici, sensazioni di morire. Prima di ogni conato e di ogni attacco di flatulenze, ronzii auricolari, capogiri, disturbi alla vista e punti neri davanti agli occhi."

 

Superbia come virtù

1...Bisogna rendersi simili a Dio secondo le proprie possibilità; e rendersi simili a Dio significa diventare giusti e santi, e insieme sapienti. (Platone, Teeteto)

2...Siate perfetti come è perfetto il Padre nostro celeste. (Gesù, Vangeli canonici)

 

Talento e Ignoranza

Un uomo dotto non è dotto in tutto; ma un uomo di talento ha del talento in ogni cosa, perfino nell’ignorare. (Michel de Montagne, Essais)

 

Teatranti di massa

Emma Dante e Rodolfo Di Giammarco

 

Televisione

La televisione era una finestra sul mondo, è diventata un mondo alla finestra.

 

Televisione e Cinema

La televisione ha assorbito le funzioni di informazione e di rappresentanza del potere che erano del cinema. Il cinema è oggi dunque più libero di realizzarsi come arte. (Non ho parole, 1993-4.)

 

Tendenza a diminuire l'avversario

La tendenza a diminuire l’avversario: è di per se stessa un documento della inferiorità di chi ne è posseduto. Si tende infatti a diminuire rabbiosamente l’avversario per poter credere di esserne sicuramente vittoriosi. In questa tendenza è perciò insito oscuramente un giudizio sulla propria incapacità e debolezza (che si vuol far coraggio), e si potrebbe anche riconoscervi un inizio di autocritica (che si vergogna di se stessa, che ha paura di manifestarsi esplicitamente e con coerenza sistematica). Non si riflette che se l’avversario ti domina e tu lo diminuisci, riconosci di essere dominato da uno che consideri inferiore; ma allora come sarà riuscito a dominarti? Come mai ti ha vinto ed è stato superiore a te proprio in quell’attimo decisivo che doveva dare la misura della tua superiorità e della sua inferiorità? (Antonio Gramsci, Q 1885-6)

 

Tentare e Capire

Il calabrone entra nella stanza illuminata, va a battere velocemente contro la lampada, le pareti, i mobili. Rumore secco delle sue zuccate. Dopo un po’ si acquatta per riprendere forze. Ricomincia contro la lampada, le pareti, i vetri, e daccapo la lampada. Infine cade sul tavolo, zampe all’aria, la mattina dopo è secco, leggero, morto. Non ha capito niente, ma non si può dire che non abbia tentato. (Ennio Flaiano, Frasario essenziale)

 

Teoria e Ostinazione

La teoria freudiana del complesso di Edipo implicava la convinzione che l’Amleto fosse stato scritto da Shakespeare dopo la morte di suo padre. Freud, scoperto che non era stato così, allora o la sua teoria era sbagliata, o non era Shakespeare l’autore di quei drammi. Freud optò per la seconda ipotesi, e sostenne l’attribuzione delle opere al conte di Oxford. (James Shapiro, Contested Will. Who Wrote Shakespeare?)

 

Teoria e Prassi

Leggo in una introduzione alla Retorica di Aristotele che l’Encomio di Elena di Gorgia realizza una perfetta coincidenza tra teoria e prassi (coincidenza di teoria retorica e prassi retorica in un esempio e in un modello) e penso che questa mia passione per gli esseri umani “esempio” e “modello” - in generale, e per Gesù di Nazareth e Antonio Gramsci - in particolare, nasca dal bisogno di unire fino alla coincidenza queste due cose tra le quali comunemente sta il mare. Gesù e Gramsci hanno teorizzato e praticato questa coincidenza, e sono per questo “esempi” e “modelli”. Ci sono anche esempi e modelli a me contemporanei. Eftimios.

 

Teoria e Pratica

Se il problema di identificare teoria e pratica si pone, si pone in questo senso: di costruire, su una determinata pratica, una teoria che coincidendo e identificandosi con gli elementi decisivi della pratica stessa, acceleri il processo storico in atto, rendendo la pratica più omogenea, coerente, efficiente in tutti i suoi elementi, cioè potenziandola al massimo; oppure, data una certa posizione teorica, di organizzare l’elemento pratico indispensabile per la sua messa in opera. L’ identificazione di teoria e pratica è un atto critico, per cui la pratica viene dimostrata razionale e necessaria o la teoria realistica e razionale. Ecco perché il problema dell’identità di teoria e pratica si pone specialmente in certi momenti così detti di transizione, cioè di più rapido movimento trasformativo, quando realmente le forze pratiche scatenate domandano di essere giustificate per essere più efficienti ed espansive, o si moltiplicano i programmi teorici che domandano di essere anch’essi giustificati realisticamente in quanto dimostrano di essere assimilabili dai movimenti pratici che solo così diventano più pratici e reali. (Antonio Gramsci, Q 1780)

 

Teoria e Unità

Le questioni teoriche producono l’unità del genere umano.

 

Terra e Sole

Intristito dalla situazione politica italiana ieri ho pensato che il Sole, nato cinque miliardi di anni fa, tra quattro miliardi di anni inizierà a raffreddarsi, e alla fine di un altro miliardo di anni diventerà rosso, si gonfierà centinaia di volte e riassorbirà la Terra. (29 gennaio 2008)

 

Terrorismo e Complessità

“C’era un denominatore comune fra i terroristi delle BR. Credo che il movente primo per molti di loro fosse psicologico più che politico: il terrorismo come una difesa contro la complessità e il peso della vita normale. (Giorgio Bocca, Il provinciale)

 

Tesi-Antitesi-Sintesi

L’errore filosofico (di origine pratica!) di tale concezione {quella propria della ‘rivoluzione passiva’} consiste in ciò che nel processo dialettico si presuppone ‘meccanicamente’ che la tesi debba essere ‘conservata’ dall’antitesi per non distruggere il processo stesso. La concezione hegeliana, pur nella sua forma speculativa, non consente tali addomesticamenti. Nella storia reale l’antitesi tende a distruggere la tesi, la sintesi sarà un superamento. (Antonio Gramsci, Q 1220-1)

 

Testa e Corpo

La testa, dove tutto succede, e niente nel corpo. (Louis Althusser, L’avenir dure longtemps)

 

Tiberio (Tiberio Giulio Cesare Augusto)

Ecco un uomo che gli uomini (e le donne) sono riusciti ad intristire.

 

Tirannia e Coscienza

La proiezione della tirannia su temibili tiranni ci difende da un’intuizione che ci riguarda: che l’assolutismo può governare la nostra stessa vita. Un unico punto di vista, un’unica fede, un unico modo stabilito di fare le cose può espandersi e sfruttare tutti gli altri che sono nella nostra natura finché non siamo assoggettati a regole assolute, che ben presto agiscono in modo autonomo. Molti sono i sintomi che esprimono la tirannia di queste regole fisse. Crampi, spasmi, dolori artritici, inibizioni circolatorie ed escretorie, si riferiscono spesso all’ostinatezza di abitudini croniche. Altri sintomi acuti quali eruzioni, incidenti, collassi, possono essere la dimostrazione del ribelle oppresso che improvvisamente si alza ad affrontare l’assolutismo della coscienza individuale.

 

Tradizione e Adorazione

Tradizione vuol dire conservare il fuoco, non adorare le ceneri. (Gustav Mahler)

 

Tragedia e Catarsi

La tragedia è un inganno in cui colui che inganna è più giusto di chi non inganna, e l’ingannato è più saggio del non ingannato. (Gorgia da Lentini)

 

Tragedia e Grottesco

La tragedia è una valutazione del destino umano, una misura dell’assoluto; il grottesco è la critica dell’assoluto in nome della fragile esperienza umana. Per questo la tragedia apporta la catarsi, mentre il grottesco non reca alcun sollievo. (Jan Kott, Shakespeare nostro contemporaneo)

 

Tranquilla arroganza del genio

Poco tempo fa mi sono detto che Cocteau aveva sicuramente ragione quando consigliava di fare sempre ciò che gli altri ci rimproverano, perchè in questo sta il nostro essere, anche se i moralisti duri e puri, i chierici - dei quali faccio parte - non vogliono sentir dire queste cose e la tranquilla arroganza del genio, la sua leggerezza, li fa star male, e non aspettano altro che il tempo in cui questa condizione si deteriori, volga al male e, di colpo, diventi più umana. (Serge Daney, Persévérance)

 

Trauma e Linguaggio

Il trauma è ciò che sospende il linguaggio e blocca la significazione. (Roland Barthes)

 

Tu

Possono esistere società senza ideologie, utopie, cerimonie? Secondo me no. Perciò possiamo-dobbiamo sempre costruire nuove ideologie, utopie, cerimonie. E quando scrivo “nuove” intendo “storicamente progressive” – capaci di farci vivere più simpatici e felici. Propongo quindi senz’altro di passare dalle cerimonie dell’io – che caratterizzano il vecchio mondo grande e terribile, dell’”io so’ io e voi non siete un cazzo” (Marchese Onofrio del Grillo) – alle cerimonie del tu – che svilupperanno il nuovo mondo globale e possibile, del “noi siamo un colloquio” (psichiatra Eugenio Borgna). Le cerimonie del tu potrebbero assumere come patrona la figura certa e dubbiosa di Madre Teresa di Calcutta. La quale sfortunatamente apparteneva ad una organizzazione ademocratica di una religione asimmetrica che non sa più dove andare, ma fortunatamente, prima di andarsene chissà dove, ad un giornalista che le domandava chi fosse per lei la persona più importante, ha risposto guardandolo negli occhi e toccandogli le mani: “La persona che il quel momento sto guardando, toccando, ascoltando.”

 

Tu e Io

Gli Alacalufes, gli ultimi indios del sud, vivevano sotto il Golfo di Pena, dalla parte del Pacifico. Quando s’incontravano, si salutavano dicendo: Mamilapatalla, che voleva dire “cosa vuoi tu da me” o “cosa voglio io da te”. (Francisco Coloane)

 

Ubiquità

Peccato non avere il dopo dell'ubiquità. (Refuso FB)

 

Ubriachezza e Tempo

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare." (Charles Baudelaire, Lo spleen di Parigi)

 

Uccidere e Mentire

Si comincia con l’uccidere, si passa a considerare senza orrore il furto, infine si finisce col dire le bugie. (Thomas de Quincey)

 

Uguaglianza

Era un uomo deplorevole e uno scienziato incantevole, meschino presidente della Royal Society e divertito bambino dinanzi all'Oceano della Verità. Come è stato possibile? Giovanissimo aveva compreso che la luna in cielo sottostà alla medesima forza e il suo moto è regolato dalle stesse leggi che trascinano a terra una mela (se non s’interpone una testa, s’intende), aveva cioè scoperto l’uguaglianza di Cielo e Terra. Se Terra e Cielo sono uguali, tutto è possibile.

 

Unione e Forma

L'unione fa la forma.

 

Uomini e Decisioni

Le cose degli uomini le decidono altri uomini. (Heinrich von Kleist)

 

Uomo

1...Un uomo è un mondo a sé, in preda alle passioni, alle speranze, alle abitudini. (Enzo Ferrari, Intervista a Enzo Biagi)

2...Consideriamo l’uomo solo, senza aiuti dal di fuori, armato soltanto delle proprie armi... Egli mi faccia capire con la forza del suo ragionamento su quali basi ha fondato quelle grandi superiorità che pensa di avere sulle altre creature. Chi lo ha convinto che questo meraviglioso movimento della volta celeste, la luce eterna di queste fiaccole rotanti così vivacemente sul suo capo, i movimenti spaventosi di questo mare infinito. siano predestinati e continuino per tanti secoli per la sua utilità e per il suo servizio? E’ possibile immaginare niente di così ridicolo che questa miserabile e debole creatura, la quale non è neppure padrona di sé, esposta alle ingiurie di tutte le cose, si dica padrona e dominatrice dell’universo, di cui non è in suo potere conoscere la minima parte, tanto meno comandarla? (Montaigne, Saggi)

 

Uomo e Albero

Come avviene per l'albero, non sai nulla dell'uomo se lo estendi nella sua durata e lo scomponi nei suoi diversi elementi. L'albero non è seme, poi stelo, poi tronco flessibile, poi legno secco. L'albero è quel potere che lentamente sposa il cielo. Tu sei colui che si effettua. E se saprai scoprirti ramo dondolante, attaccato saldamente all'olivo, nelle tue oscillazioni assaporerai l'eternità. Il tempo non è più una clessidra che consuma la sua sabbia, ma un mietitore che lega il suo covone. (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella)

 

Uomo e Gerarchia

Cosí avviene per l'uomo senza gerarchia, che invidia il vicino se questi gli è superiore in qualche cosa e che cerca con ogni mezzo di ridurlo allo stato in cui egli stesso di trova. Che soddisfazione trarranno in seguito dal pantano immobile che essi avranno formato? (Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella)

 

Uomo e Guerra

L'uomo giudica sempre più importante la guerra in cui si batte di volta in volta. (Tucidide, Storie - I, 21)

 

Uomo come Animale ideologico

L’uomo può vivere a-politicamente e a-socialmente (contraddicendo la definizione aristotelica) ma non a-ideologicamente. Il fatto che in determinate fasi storiche si manifesta una apparente ‘fine delle ideologie’ significa niente altro che il rapporto tra teoria e pratica è in crisi (volendo usare il linguaggio del Gramsci autore dei Quaderni), che l’ideologia è “impazzita” (volendo usare il linguaggio dell’Omero autore dell’Iliade: Achille dice ad Agamennone: sei pazzo perché non sai tenere insieme il prima e il poi).

 

Uomo e Donna e Figlio

L'uomo pensa che la donna sia la sua metà e il figlio il suo doppio.

 

Uomo comune e Conoscenza

L'uomo comune non è particolarmente curioso. Visto che ormai è al mondo, gli tocca arrangiarsi: ma meno fatica gli costa, meglio è. Conoscere il mondo richiede uno sforzo che assorbe tutte le facoltà dell'uomo. La maggior parte della gente sviluppa piuttosto le facoltà opposte: la capacità di guardare senza vedere e di sentire senza ascoltare. (Ryszard Kapuscinski, In viaggio con Erodoto)

 

Uovo e Gallina

La gallina è il modo in cui un uovo scopre se era un uovo riuscito. (Gregory Bateson, La sacra unità)

 

VanitàInsuccesso

Se un uomo non ha perduto del tutto la vanità, non si può dire che il suo insuccesso è stato completo. (Max Beerbohm, Enoch Soames)

 

Vantaggio e Comunanza

Prima desideriamo il vantaggio e poi i compagni. (Thomas Hobbes)

 

Vastità e Contraddizione

Allora [a dodici anni] non sapevo ancora che cosa è la vastità, eppure lo intuivo: il poter contenere in sé moltissime cose, anche tra loro contraddittorie, sapere che tutto ciò che sembra inconciliabile sussiste tuttavia in un suo ambito, e questo sentirlo senza perdersi nella paura, e anzi sapendo che bisogna chiamarlo col suo nome e meditarci sopra: ecco la cosa che proprio da mia madre ho imparato, ed è la vera gloria della natura umana. (Elias Canetti, La lingua salvata)

 

Vedere

Si vedono meno bene le cose quando si spalancano troppo gli occhi. (Italo Svevo, La coscienza di Zeno)

 

Vedette e Anitre

La ragione della mia diffidenza nei confronti delle vedette è che sono come le anitre, hanno piume impermeabili. Gli si possono gettare addosso gran secchiate d’acqua, escono dalla prova assolutamente asciutte. (Jean Renoir, Ma vie et mes films)

 

Vendetta e Perdono

La vendetta e il perdono sono entrambi da rifiutare, perché reazioni automatiche, perché atteggiamenti pregiudiziali, perché forme della coazione a ripetere. Invece, ogni volta che ricevi un’offesa, un torto, un danno, rifletti e decidi la risposta che merita l’ingiustizia, la cattiveria, il male. Decidi ogni volta per quella volta, non una volta per sempre. Sii ogni momento libero dal passato, dalle abitudini, dalle tentazioni. Sii libero. E poi, ascolta ancora. Chi è questo altro, per meritare una risposta paritaria, la vendetta? E chi sei questo tu, per dispensare una reazione dispari, il perdono?

 

Verità e Amore

Si viaggia non per arrivare ma per viaggiare. Per avviarsi verso la verità e l'amore bisogna sradicarsi, strapparsi da ogni legame e religio dell'origine. (Claudio Magris)

 

Verità e Formulazioni

La verità è unica, ma la sua formulazione è sempre molteplice, e fra l’unicità della verità e la molteplicità delle sue formulazioni non c’è contraddizione, perché in virtù dell’interpretazione, sempre insieme storica e rivelativa, l’unicità della verità si fa valere solo all’interno delle storiche e singole formulazioni che se ne danno. (Luigi Pareyson, Verità e interpretazione)

 

Verità e Letteratura

Lasciata, insomma, alla letteratura la verità, la verità - quando dura e tragica apparve nello spazio quotidiano e non fu più possibile ignorarla o travisarla - sembrò generata dalla letteratura. (Leonardo Sciascia, L’affaire Moro)

 

Verità e Matematica

La matematica è, credo, la principale origine della fede in una eterna ed esatta verità, nonché in un mondo intelligibile al di sopra dei sensi. (Bertrand Russell, Storia della filosofia occidentale)

 

Verità e Morte

Una nuova verità scientifica suole farsi strada non in quanto i suoi avversari vengono persuasi e si dichiarano convinti, ma piuttosto perché gli avversari muoiono a poco a poco e la nuova generazione fin dal principio cresce convinta della verità. (Max Planck, Ricordi personali del tempo antico)

 

Verità e Problema

Non mi piace l'affermazione che la verità stia nel mezzo. In mezzo sta il problema. (Ika Latynina)

 

Verità e Realtà

Un fatto vero e reale non solamente è accaduto veramente, ma è propriamente accaduto quale si narra, qual parve, quale è creduto. (Niccolò Tommaseo, Dizionario dei sinonimi)

 

Possibilità e Verità (3)

"Gli uomini hanno una sufficiente disposizione naturale per il vero" dice Aristotele. "Dai più è poco curata la ricerca della verità" dice Tucidide. Hanno ragione entrambi: i molti potrebbero, ma lasciano perdere.

 

Possibilità e Verità (2)

Dai più è poco curata la ricerca della verità, e di preferenza ci si volge agli argomenti bell'e pronti. (Tucidide, Storie - I, 20)

 

Possibilità e Verità (1)

Gli uomini hanno una sufficiente disposizione naturale per il vero e nella maggior parte dei casi colgono la verità. (Aristotele, Retorica)

 

Verità e Consenso

La maggioranza dei consensi non è una prova che valga per stabilire verità piuttosto ardue a scoprire, perché in tal caso è di gran lunga più probabile che sia stato un solo uomo a scoprirle che non un intero popolo.
René Descartes, Discorso sul metodo

 

Viaggiare ed Esistere

Per viaggiare basta esistere. (Fernando Pessoa)

 

Viaggiare e Scrivere

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli. (Emilio Salgari)

 

Virtù secondo Friedrich Nietzsche

Tutto ciò che è ricco e vuol dare, e vuol gratificare la vita, dorarla, eternizzarla e divinizzarla.

 

Vissi d'Arte e Interpretazione

 

Vita secondo William Shakespeare

La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e furore, che non significa nulla. (Macbeth)

 

Vita e Cinema

La vita è il cinema a cui sono stati restituiti i momenti lunghi.

 

Vivere e Non vivere

Niente di terribile c’è nel vivere per chi è convinto che non c’è niente di terribile nel non vivere. (Epicuro di Samo)

 

Vivere bene e Morire bene

L’esercizio del ben vivere e del ben morire è lo stesso. (Epicuro di Samo)

 

Volontà e Virtù

Successo secondario. Chi vuole seriamente diventare libero, durante questo processo perderà, senza alcuno sforzo, la tendenza a difetti e vizi; anche l'ira e il fastidio lo assaliranno sempre più di rado. La sua volontà nulla infatti desidera con più premura del conoscere e del mezzo a ciò necessario, vale a dire: la condizione durevole nella quale egli è più capace di conoscere. (Friedrich Nietzsche, Umano, troppo umano)

 

Zoom

Ci vuole sempre uno stimolo all’impiego dello zoom, se si adopera lo zoom quando uno si alza o quando fa un certo movimento, non si avverte, diventa un carrello fluido; lo zoom sulla immagine fissa, invece, diventa molto sensibile e poi può essere anche giusto, può essere un effetto insomma. (Pietro Germi, giugno 1966)

 

www.

E mentre l'interiorità si espande, noi ci muoviamo più agevolmente nelle minuscole stanze della casa finale, occupando sempre meno spazio nel mondo. (James Hillman, La forza del carattere, 1999)