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Inviato: venerdì 5 gennaio 2007 18.55

 

Caro Pasquale,

 

Grazie della tua risposta, e di aver preso seriamente i miei commenti. Il giudizio complessivo, anche se in corto, te l'avevo dato, e sono d'accordo che e' la cosa piu' importante. Forse dovevo scriverne di piu'. Anche se non mi ha commosso, e' sicuramente riuscito. Forse mi avrebbe commosso se il discorso dell'inquadrata fosse stato piu' appassionato e meno 'freddo': pero' e' una persona normale, come mi scrivi tu, e in un certo senso la connessione emotiva, anche se non teatralmente commovomente, lo e' nella sua semplicita'. Ma quest'idea mi giunge dopo il fatto. Come ti ho detto, l'opera ha raggiunto il suo scopo e, fatto anche piu' importante, e' riuscita. Se devo parlare della mia esperienza personale tutto quel discorso tecnico-artistico importa di meno, perche' riesco benissimo a sintonizzarmi con le tue intenzione artistiche. Credo che il tagliare fra 'l'intervista' e dei

pezzettini della sua vita personale funziona, anche se a volte quello che sceglieva di dire e il modo in cui sceglieva di comunicare non si prestava al 100% a questo trattamento.

 

Per quanto riguarda la tua risposta ai miei commenti, mi ha soddisfatto piu' di quanto ritenevo possibile. E' verissimo che gli esseri umani non vedono in carrellata o con il cavalletto, e anche se mantengo la mia opinione che se usassi un formato diverso da MiniDV la comunicazione di quest'idea riuscirebbe meglio, sono d'accordo con quello che dici, e non pensare neanche un'attimo che sono un fan dell'esaltazione...

 

Non sono invece tanto d'accordo sull'idea di non essere un maggiordomo o un tecnico. E' vero che non lo sei, e che sei un'artista, ma parte dell'arte sta nello scegliere i mezzi adeguati per quello che vuoi fare. Quest'opera e' su quanto e' essere umana Franca o su che cos'e' l'antropologia? La tua idea di non adeguarti, anche se di certo non devi 'servire', non mi sembra sia adatta se e' vero che il documentario e' un po del primo e un po' del secondo. Stai facendo un documentario, non un corto completamente astratto dedicato a esprimere la normalita' di Franca. Una delle funzioni dell'artista tecnico (E non mi dire che non lo sei almeno un po', perche' e' una funzione necessaria... come un'artista secondario di traduzione sonora, un regista e' un poeta ma uno consapevole della tecnica e sciolto nell'uso di questa tecnica per comunicare la sua poesia) e' di fare uscire i pensieri dalla testa sua o di qualcun'altro e comunicarla a un pubblico di qualche tipo.

 

Secondo me e' sbagliata la distinzione che fai fra la comunicazione dell'idea di umanita' che esprimi nella tua email e uso dei mezzi adeguati per comunicare meglio con il tuo pubblico. Tratti una come necessaria, positiva, e l'altra come una cosa negativa a cui si puo' scegliere o no di 'adeguarsi'. Sono la stessa cosa, comunicazione, una la scelta della tecnica e i mezzi per la comunicazione DI QUALCOSA, e l'altra la scelta della tecnica e i mezzi per la comunicazione CON QUALCUNO. Quindi scegli benissimo una combinazione tecnica/mezzi per l'idea, ma non pensi molto a scegliere una combinazione che comunichi con qualcuno... dici che e' una 'debolezza della strategia comunicativa' e ti accontenti di aver azzeccato l'idea ma non ti proccupi di questa debolezza. Secondo me puo' esistere una singola combinazione che va bene per tutte e due le cose.. una combinazione che non ti fa' sentire che devi 'adeguarti' e abbandonare la tua integrita' artistica, una combinazione che ti permette di dire: "Sono contento di come ho fatto il poeta, non mi sono adeguato a un bel niente, ma non c'e' neanche una debolezza di strategia comunicativa". Se trovare questa combinazione vuol dire cambiare mezzi (Formato, per esempio) o tecnica non ho idea, e francamente non ho abbastanza esperienza nel campo per dirlo, anche se possiedo opinioni - ammazza se ne possiedo!

 

Comunque le mie domande curiose sono state trasformate in opinioni (E anche accordi). Quindi la tua email ha anche lei assolto il suo scopo di dissetarmi. Aspetta pero' che veda l'altro lavoro e magari saro' di nuovo davanti a te con cento domande...

 

Ti ringrazio per aver risposto - son contento di aver riaperto questa rotta, e se e' vero che ti e' sempre piacuto dialogare con me, sarai contento che ora riesco veramente a capire quello che dici... avere qualche conflitto artistico e' normale quando c'e' comunicazione da tutte e due le parti invece che soltanto da una... e quello che posso imparare da questi conflitti e i discorsi che ne escono e' bellissimo e anche utile. Forse tu imparerai qualche cosa prima o poi... Quindi grazie di nuovo, e a presto.

 

Lorenzo Levrini