Home Essays Fulmini e Saette. - Angeli
Fulmini e Saette. - Angeli PDF Stampa E-mail
Indice
Fulmini e Saette.
Alexandra
Amore
Angeli
Antimafia
Ateismo
Chiacchiere
Chiesa
Cineasta
Coerenza
Colori
Complessità
Complicità
Comunismo
Conformismo
Crisi
Deità
Continuità
Democrazia
Dignità
Disparità
Economia
Emulazione
Epigoni
Esperienza
Evoluzione
Famiglia
Fariseismo
Fede
Figlio dell'uomo
Filologia
Fine del mondo
Fulmini e Saette
Gesù di Nazaret
Gramsci di Ales
Indebitamento
Indifferenza
Intellettuali
Ipertrofia
Irresponsabilità
Irriverenza
Kavafis
La Vita Nuova
Linguaggio
Lucrezio
'Ndrangheta
Necessità
Novecento
Ovvero
Partigianeria
Pasolini
Pesaro
Pianta
Poesia
Poesie omeriche
Poeta
Positivismo
Possibilità
Potere
Previsione
Professionisti
Proiezione
Raffreddore
Realismo
Relativismo
Religione
Ridere di chi?
Riforma
Sacrificio
Scienza
Sessantotto
Silenzio
Sindrome
Solidarietà
Sofferenza
Solitudine
Sospetto
Stato
Stronzate
Suicidio
Superbia
Suscettibilità
Televisione
Tolleranza
Torto
Uomo
Vecchia
Verità
Vero e Falso
viacrucis
Volgarizzazione
Tutte le pagine

 

 

Chi sono gli angeli?

 

Secondo i religiosi sono proiezioni, messaggeri di esseri divini. Secondo Caravaggio e Rembrandt sono proiezioni, messaggeri di esseri umani. La penso come i pittori.

 

Calma. Facciamo un passo indietro e studiamo gli angeli delle religioni del Libro. Giorgio Agamben (introducendo Angeli. Ebraismo Cristianesimo Islam, Neri Pozza editore, 2009), fa propria la linea conoscitiva Rousseau-Kafka-Schmitt-Foucault, e sostiene che gli angeli sono la burocrazia celeste – “i funzionari alati che eseguono sulla terra i decreti ‘storici’ della provvidenza”.

 

Concordo – questo sono gli angeli in quelle tradizioni. Dopodiché Agamben (“per sorprendere i benpensanti”) afferma: “La provvidenza, con i suoi angeli-burocrati, è il paradigma non del potere assoluto, ma di quello democratico.” Qui discordo, considerando gli esiti di una linea conoscitiva che Agamben ignora, quella Hegel-Marx-Weber-Gramsci, secondo la quale la burocrazia organizza tanto il potere assoluto quanto il potere democratico nel governo del mondo umano. “È certo che ogni forma sociale e statale ha avuto un suo problema dei funzionari, un suo modo di impostarlo e risolverlo, un suo sistema di selezione, un suo tipo di funzionario da educare.” (Gramsci, Quaderni) Laddove la provvidenza divina, il governo divino del mondo, a ben pensare, è sempre il paradigma del potere assoluto.

 

Veniamo alla terza linea conoscitiva intorno all’angelologia e la burocrazia, la linea Rembrandt – Caravaggio, la quale mostra che gli angeli sono una proiezione. Umana, non divina. Un grido dal basso, non un ordine dall’alto.

 

Apriamo l’Antico Testamento. Abramo stava per scannare il figlio Isacco secondo l’ordine ricevuto da Dio («Prendi tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio che ami, e offrilo in olocausto.») , quando intervenne “un angelo” che “lo chiamò dal cielo” e gli disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!” Chi è in verità questo “angelo”, di chi è messaggero? - si è chiesto Rembrandt dipingendo il Sacrificio di Isacco nel 1635. Ecco l’angelo – una rappresentazione speculare di Isacco! Infatti di Isacco non vediamo il volto le mani il petto le spalle le gambe – e dell'Angelo vediamo proprio il volto, le mani, il petto, le spalle, le gambe. Un padre sta per scannare suo figlio, blocca la sua mano un giovane che somiglia come una goccia d’acqua a suo figlio: ha il volto suo, le mani sue, il petto suo, le spalle sue, le gambe sue. È dunque la proiezione, con il linguaggio della pittura è la rappresentazione speculare, del figlio. È Isacco stesso che ha fermato col suo grido la mano di Abramo. È il figlio che ha fermato e disarmato il padre, contraddicendo Dio.

 

Questa intuizione, questa verità – l’angelo è una proiezione umana, non una manifestazione divina – è la chiave di lettura anche del Sacrificio di Isacco dipinto da Caravaggio nel 1603. Il modello che posò per la figura di Isacco fu Cecco Boneri, garzone di Caravaggio. E il modello per la figura dell’Angelo? Recenti analisi riflettografiche hanno mostrato e dimostrato che Caravaggio usò lo stesso Cecco come modello per l'Angelo

 

In somma: la ‘provvidenza’ è burocratica e assoluta, e gli angeli, se abbiamo fiato in corpo, siamo noi.

 

(Alias, sabato 3 aprile 2010)