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Fulmini e Saette. - Irresponsabilità PDF Stampa E-mail
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Fulmini e Saette.
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“Di che segno sei?” – mi domanda ansiosa la compagna di viaggio. “Pesci” – mi tradisco. “Ah, ho capito… un segno doppio - sei doppio...”

 

Siamo pigri. Non abbiamo voglia, ogni mattina, ogni viaggio, di dare senso alla nostra vita producendo un po’ di cultura. “Cultura è una sezione finita dall’infinità priva di senso del divenire del mondo.” (Max Weber) Siamo irresponsabili. Vogliamo credere che un senso il mondo ce l’abbia “a prescindere” da ciò che facciamo e desideriamo.

 

Sennonché. Il mondo è fatto di corrispondenze matematiche e caotici terremoti, siderali geometrie e onde anomale: per ciò serve la meteorologia - non l’astrologia - a dargli senso. Siamo noi esseri umani, ragionevoli desideranti, distinguendo regolarità da ingiustizie, costruendo regole e giustizie - a dare senso alla vita mortale e al mondo universo. Non siamo registi della nostra giornata – come insinuano Marx e Freud? Ne siamo tuttavia attori-coautori: come Benigni, come Totò.

 

Gli astrofili italiani (amanti dell’astronomia) hanno recentemente lanciato gridando fulmini e saette verso i sacerdoti dell’astrologia, in quanto attenuano l’ansia coltivando la credulità. Io concordo epperò, considerata attentamente la questione (considerare vuol dire “osservare gli astri”) e desiderata intensamente la bella (desiderare vuol dire “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale”) sussurrerò rasserenante alla compagna di viaggio: “Mi innamorerò solo di te.”

 

(Alias, 21 gennaio 2006)