Home Essays Fulmini e Saette. - Poeta
Fulmini e Saette. - Poeta PDF Stampa E-mail
Indice
Fulmini e Saette.
Alexandra
Amore
Angeli
Antimafia
Ateismo
Chiacchiere
Chiesa
Cineasta
Coerenza
Colori
Complessità
Complicità
Comunismo
Conformismo
Crisi
Deità
Continuità
Democrazia
Dignità
Disparità
Economia
Emulazione
Epigoni
Esperienza
Evoluzione
Famiglia
Fariseismo
Fede
Figlio dell'uomo
Filologia
Fine del mondo
Fulmini e Saette
Gesù di Nazaret
Gramsci di Ales
Indebitamento
Indifferenza
Intellettuali
Ipertrofia
Irresponsabilità
Irriverenza
Kavafis
La Vita Nuova
Linguaggio
Lucrezio
'Ndrangheta
Necessità
Novecento
Ovvero
Partigianeria
Pasolini
Pesaro
Pianta
Poesia
Poesie omeriche
Poeta
Positivismo
Possibilità
Potere
Previsione
Professionisti
Proiezione
Raffreddore
Realismo
Relativismo
Religione
Ridere di chi?
Riforma
Sacrificio
Scienza
Sessantotto
Silenzio
Sindrome
Solidarietà
Sofferenza
Solitudine
Sospetto
Stato
Stronzate
Suicidio
Superbia
Suscettibilità
Televisione
Tolleranza
Torto
Uomo
Vecchia
Verità
Vero e Falso
viacrucis
Volgarizzazione
Tutte le pagine

 

 

Ieri sabato 1 luglio 2017 è uscita su 'Alias', settimanale culturale del quotidiano 'il manifesto', una mia saetta su Sotirios Pastakas poeta, nella rubrica Fulmini e Saette che vi tengo da dieci anni. (I Fulmini sono distruttivi - richiamano i fulmini di Zeus, sono stroncature; le Saette sono curative - ricordano le saette di Apollo, sono apologie.)


Sotirios Pastakas poeta

L’altra notte ho inveito sugli ‘Amici Facebook’ con queste parole: “Facebook è devastato da persone che pensano di essere poeti per il fatto che vanno a capo prima della fine della riga. Che Zeus li fulmini! Negli ultimi tempi ho conosciuto tre poeti veri, Guido Oldani, Lino Angiuli, Sotirios Pastakas. Guido e Lino li ho recensiti, mostrando in cosa consiste la vera poesia, Sotirios lo recensirò a luglio - il mese intitolato a Cesare, un vero scrittore.”

Oldani l’ho recensito in questa rubrica il 7 maggio 2016, Angiuli il 4 giugno 2016, veniamo a Pastakas. Tanto per cominciare, questo greco che ha studiato medicina a Napoli e Roma, e poi l’ha praticata come psichiatra ad Atene, e infine ha abbandonato baracca e burattini e si è dato anima e corpo alla letteratura con risultati memorabili, è l’ennesima prova di questa idea che mi frulla in testa da anni, e cioè che la crisi greca è una crisi dell’economia e della politica, e quindi una crisi di conoscenza e di azione degli economisti e dei politici, e non della letteratura e non della poesia.

E per continuare, ecco una poesia di Sotirios, che traggo dal suo libro Corpo a corpo, edito da Multimedia Edizioni nel 2016 (nella sua traduzione italiana):

BANCHETTO DI PARTITO

“Con un semplice gesto impone il silenzio
ai convenuti e attira la loro attenzione
su una canzonetta che trasmettono gli altoparlanti:
‘Udite, cari amici, questa ninnananna’.
A mezz’aria le posate, sospesa
ogni parola in gola, volo radente
da un angolo all’altro del salone e quelli che
non hanno notato nulla volgono
lo sguardo su di lui: la sua estasi è anche la loro.

Beati gli accoliti invaghiti
della musica del futuro in lontananza,
anche se non hanno udito il frastuono
della tromba, il crescendo, la ninnananna.”

Capite? Comprendete? Sentite di cosa e come parla il poeta?

Devo aggiungere che Sotirios, come Lino, come Guido, non sono uomini a metà, poeti e basta, ma uomini interi, poeti e organizzatori culturali, che ideano e dirigono riviste, Sotirios anche una radio, e soprattutto dirigono se stessi nella vita e nella morte? Platone sognava da giovane i filosofi alla guida delle società umane. E se noi oggi sostituissimo gli economisti ed i politici con i letterati e i poeti?