Home Essays Fulmini e Saette. - Chiacchiere
Fulmini e Saette. - Chiacchiere PDF Stampa E-mail
Indice
Fulmini e Saette.
Alexandra
Amore
Angeli
Antimafia
Ateismo
Chiacchiere
Chiesa
Cineasta
Coerenza
Colori
Complessità
Complicità
Comunismo
Conformismo
Crisi
Deità
Continuità
Democrazia
Dignità
Disparità
Economia
Emulazione
Epigoni
Esperienza
Evoluzione
Famiglia
Fariseismo
Fede
Figlio dell'uomo
Filologia
Fine del mondo
Fulmini e Saette
Gesù di Nazaret
Gramsci di Ales
Indebitamento
Indifferenza
Intellettuali
Ipertrofia
Irresponsabilità
Irriverenza
Kavafis
La Vita Nuova
Linguaggio
Lucrezio
'Ndrangheta
Necessità
Novecento
Ovvero
Partigianeria
Pasolini
Pesaro
Pianta
Poesia
Poesie omeriche
Poeta
Positivismo
Possibilità
Potere
Previsione
Professionisti
Proiezione
Raffreddore
Realismo
Relativismo
Religione
Ridere di chi?
Riforma
Sacrificio
Scienza
Sessantotto
Silenzio
Sindrome
Solidarietà
Sofferenza
Solitudine
Sospetto
Stato
Stronzate
Suicidio
Superbia
Suscettibilità
Televisione
Tolleranza
Torto
Uomo
Vecchia
Verità
Vero e Falso
viacrucis
Volgarizzazione
Tutte le pagine

 

 

Lasciamo stare i sordi e i ciechi, quelli che possiedono la certezza (religiosa) o la certificazione (ideologica) delle proprie credenze e idee, e quelli che erano incerti ma ora non ne sono più tanto sicuri. Con coloro che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere, potremmo discutere (scuoterci reciprocamente le radici) e conversare (cambiare verso l’uno con l’altro), cioè svolgere quelle pratiche espressive-comunicative-trasformative che rendono la vita umana plastica e leggera.

 

Potremmo ascoltare e parlare. Di che cosa? Calma. Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Non è questione “di che cosa” discutere e conversare. Così come non ci sono forme più nobili di altre in natura – come spiegava Galilei e mostrava Caravaggio - non ci sono argomenti più vitali di altri in cultura. “Con chi”, questo è il problema. Infatti le persone che amano discutere e conversare sono poche e sparse, e non da oggi: “Oh! Non c’è sventura più grande di questa antipatia per ogni discussione.” (Socrate secondo Platone).

 

Ma perché sono pochi questi orgogliosi di scuotere e trasformare le proprie credenze e idee, e molti quelli che le recintano e se ne vantano? Per superbia, per modestia, per viltà, per temerità. La maggioranza degli esseri umani preferisce chiacchierare (parlare in modo futile e inconcludente) e discorrere (correre qui e là). E così, nella nostra rigida e greve vita, rare avventure con rare persone. Il resto, il più, è un orrendo ammasso di preghiere, esibizioni, pettegolezzi, abiure: insomma chiacchiere.

 

(Alias, 27 maggio 2006)