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Fulmini e Saette. - Proiezione PDF Stampa E-mail
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Fulmini e Saette.
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Abbiamo finalmente l’edizione critica di un altro dei tanti vangeli apocrifi (i vangeli “tenuti nascosti” dalle prime comunità cristiane), “Il vangelo di Giuda”. Qui Giuda non è il discepolo traditore di Gesù per un pugno di denari, come è scritto nei vangeli canonici (i quattro “conformi a un canone prestabilito” dalla Chiesa cristiana), bensì il suo discepolo migliore, quello che lo asseconda nel suo disegno spirituale.

Cosa ha pontificato in fretta e furia Joseph Ratzinger? “Non è vero.” Giuda è “bugiardo e avido”, “per lui solo potere e successo e denaro sono realtà”, e di conseguenza “si indurisce”. È una proiezione psicologica: nel petto di Ratzinger batte infatti il cuore indurito degli adoratori di libri sacri.

Vivendo di risposte prestabilite, Ratzinger non ha il coraggio delle domande irrisolte. Perché Gesù adolescente, letti i libri sacri del suo tempo, non perciò li adorava, e anzi li metteva in discussione con i Dottori del Tempio? Perché Gesù adulto non ha scritto di sua mano libri adorabili? In quel che è rimasto delle parole da lui effettivamente dette (filologicamente discernibile nel conglomerato di costruzioni ideologiche, invenzioni letterarie, riflessioni teologiche che compongono tutti i vangeli), i libri sacri non sono feticci da adorare esclusivamente ma punti di partenza da superare criticamente. “È scritto… Ma io vi dico…” grida settanta volte sette, inutilmente, Gesù attraverso Matteo (5, 20-48), quello che vide mentre contava i denari.

 

(Alias, 27 maggio 2006)