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Fulmini e Saette.
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Joseph Ratzinger ha pubblicato un libro dal titolo La rivoluzione di Dio. Dio è un rivoluzionario? L’opinione dell’attuale pontefice tedesco è autorevole, ma noi continuiamo a preferire quella del cantautore emiliano Francesco Guccini.

 

Ricordate la sua “Genesi”? Nella canzone sacra della nostra giovinezza Dio sbotta: “Ma cosa vuol dire di sinistra? Non sono un socialdemocratico anch' io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi!” Dio è cioè un riformista: Guccini l’ha cantato – ispirato direttamente da Gesù di Nazareth, noi lo dimostreremo – con rispetto parlando.

 

Il Dio rivoluzionario, Dio secondo Ratzinger di Marktl am Inn, vuole la dedizione totale di tutti e la crocifissione del Figlio, insomma una variante delle religioni del Sacrificio. Lo dice Ratzinger, lo faceva Wojtila, ostentando la sua malattia.

 

Il Dio riformista, invece, Dio secondo Gesù di Nazareth, desidera che gli esseri umani amino gli uni gli altri, desidera una religione dell’Amore – non una religione del sacrificio. E questo disegno Gesù persegue, non per via di una rivoluzione militare e politica, ma di una riforma intellettuale e morale. Il Dio di Gesù e di Guccini non vuole il sacrificio e la crocifissione come il Dio di Ratzinger e di Wojtila, bensì desidera l’amore e la resurrezione, insomma la continua riforma di se stessi, persino dopo la morte.

 

(Alias, 22 ottobre 2005)