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Fulmini e Saette.
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Vacca, Gerratana, Gramsci e la crisi.

 

Argomento in questa rubrica [la rubrica 'Fulmini e Saette' che tengo su 'Alias', supplemento culturale de 'il manifesto'], da sei anni e in cento salse, che Gramsci con i Quaderni ha avviato una nuova scienza: la scienza della storia e della politica. E che questa scienza è andata oltre tutti i marxismi compreso il marxismo di Marx, producendo (con il concorso di Luis Razeto e mio) una serie di teorie scientifiche, prima fra le quali la ‘Teoria della crisi organica’.

Questa teoria mostra che al tempo in cui Gramsci scriveva i Quaderni era in atto la fase iniziale di una ‘crisi di civiltà’, la fase terminale della quale stiamo vivendo oggi.

Ecco perché Gramsci è attuale e ci serve come il pane.

Giuseppe Vacca pensa invece (in Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Einaudi 2012) che Gramsci ha elaborato nei Quaderni una ‘teoria delle crisi’ – al plurale e in generale, e che la crisi contemporanea al Gramsci del carcere fu superata dall’‘americanismo’.

Superata? No, Giuseppe: solo prolungata - prima dal keynesismo, poi dalla Seconda Guerra Mondiale, infine dal neoliberismo. E ora non si sa più cosa fare.

Trovate la ‘Teoria della crisi organica’ nel libro La Traversata, all’indirizzo internet http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/50-la-traversata.html#Capitulo6

Un libro (edito nel 1978 da De Donato col titolo Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci) che Vacca conosce, e nel quale Razeto e io dimostriamo che ciò Gramsci, scrivendo i Quaderni, ha fatto (ha cominciato a fare).

E lo conosce bene, avendolo letto ancora dattiloscritto. Lo impressionò al punto da darlo in lettura a Valentino Gerratana, il quale rimase basito, particolarmente dalla radicale critica del marxismo di Marx, convocò me e Razeto in via del Conservatorio, e ci disse: “La vostra critica di Marx non mi piace. Ho cercato di smontarla criticamente. Non ci sono riuscito, ve la farò pubblicare.” (Il libro si concludeva non a caso con il confronto fra la teoria gramsciana ‘della crisi organica’ e la teoria marxiana ‘delle crisi del capitalismo’.)

Grazie a Vacca e a Gerratana, in somma, il libro fu pubblicato. Ma. Non lo recensirono, Giuseppe e Valentino. Come mai, se lo avevano caldeggiato?

Cari lettori, questo è un ennesimo capitolo della silenziosa lotta contro gli eretici.

A Gramsci è toccato essere curato criticamente (Gerratana è stato il curatore della edizione critica dei Quaderni) e fondativamente (Vacca è stato prima direttore poi presidente della Fondazione Gramsci) da due togliattiani. E il togliattismo è una specie di cattolicesimo controriformistico. “La Controriforma elaborò un tipo di predicatore che si trova descritto nel Predicatore Verbi Dei, Parigi, 1585. Alcuni canoni: (…) 4°. non riferisca gli argomenti degli eretici dinanzi alla moltitudine inesperta (…) Il punto 4°. è specialmente interessante: l’eresia è lasciata senza obiezione, perché si ritiene minor male lasciarla circolare in un dato ambiente piuttosto che, combattendola, farla conoscere dagli ambienti non ancora infetti.” (pagine 7 e 7bis del Quaderno 8)

 

(Alias, sabato 2 giugno 2012)