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Indice
Fulmini e Saette.
Alexandra
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Cineasta
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Fulmini e Saette
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Gramsci di Ales
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Stato
Stronzate
Suicidio
Superbia
Suscettibilità
Televisione
Tolleranza
Torto
Uomo
Vecchia
Verità
Vero e Falso
viacrucis
Volgarizzazione
Tutte le pagine

 

 

C’era una volta “il socialismo in un paese solo”. Ricordate? Poi il socialismo è esploso allargandosi a mezzo mondo, infine è imploso restringendosi… Fino a che punto, direte voi?

 

Leggendo il libro di Aldo Garzia: Cuba, dove vai?, un panpepato pieno di bontà (buona memoria), ricco (di informazioni), onesto (domande pesanti), leggero (ammirate il montaggio) ciascun “fraterno ipocrita lettore” potrà farsi un’idea con la propria autonoma capoccetta.

 

Noi che siamo “sarcasticamente appassionati” – Antonio Gramsci prigioniero del carcere fascista docet – un’idea ce la siamo fatta sul socialismo prossimo venturo, riflettendo su Fidel Castro, in principio dai suoi compagni di rivoluzione chiamato affettuosamente “il cavallo” e oggi timorosamente “il Capo” (“quando parlano di lui (…) si guardano intorno con fare circospetto” – p. 141).

 

Sopravvissuto a 637 tentativi di assassinio, provvisto di una elefantiaca memoria (“Fa colazione con non meno di 200 pagine di notizie” - Garcìa Marquez), Fidel che ha detto sì nel 1968 all’invasione di Praga e no alla perestrojka nel 1988, il recordman mondiale del più lungo discorso politico (7 ore e 15 minuti nel febbraio 1998), che nel 2003 ha mandato in carcere 75 dissidenti e a morte 3 dirottatori, l’ottantenne guarito in meno di due mesi nel 2004 di una frattura al ginocchio, “più entusiasta e rivoluzionario che mai”, sta ormai esibendo icasticamente il socialismo in un uomo solo.

 

(Alias, 5 novembre 2005)