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Fulmini e Saette.
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Heidegger fu affascinato dal nazismo per pochi mesi, e dalle donne per tutta la vita. Cose note. Ignoto era fino a ieri ciò che risulta oggi dalla pubblicazione (in Germania) delle sue mille lettere alla moglie Elfride, e cioè il notevole numero delle donne amate dal filosofo: “Quando la mia esistenza è priva di passione, ammutolisco e la fonte non zampilla.” – scrive il 23.VI.1956. Secondo un progetto (passionale) dunque agiva Heidegger, dispiegato il quale alla moglie ogni volta inevitabilmente ritornava.

 

Cosa muoveva quest’uomo a vivere avanti-indietro, appassionandosi ad un’altra donna-amante e ritornando alla donna-moglie di sempre? La filosofia. Martin Heidegger era un uomo guidato dalla propria filosofia.

 

Sento crepitare sulla mia testa fulmini e saette: “Heidegger è un grande filosofo, Martin è un gran maiale.” “Il filosofo era ossessionato dalla ricerca dell’autenticità, l’uomo dalla ricerca del piacere.”

 

Macchè. Questo essere umano era coerente, e intero: pensava teoricamente e agiva praticamente guidato dal suo esistenzialismo negativo. Lo riassumo con le parole di Nicola Abbagnano, “L’esistenza è un essere possibile, cioè un progettarsi in avanti; ma questo progettarsi in avanti non fa che cadere all’indietro, su ciò che l’esistenza è di fatto. (…) L’esistenza è trascendenza: procede continuamente al di là della realtà esistente, progettando. Ma trascendere e progettare fanno ricadere l’uomo nella realtà di fatto, e lo rinsaldano in essa.”

 

(Alias, 21 gennaio 2006)