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Fulmini e Saette. - Volgarizzazione PDF Stampa E-mail
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Fulmini e Saette.
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Quali parole ha detto, e quali non ha detto, Gesù di Nazareth? La questione, in apparenza, è facilmente risolvibile e, presi in mano i Vangeli canonici, facilmente la risolve Corrado Augias nella prima pagina della Prefazione alla sua (e di Remo Cacitti) ultima fatica libraria: Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione, Mondadori 2008.

 

“Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una Chiesa, che portassero il suo nome” – e questo prova (secondo Augias) che non era cristiano. “Ha invece detto ‘Non pensiate che io sia venuto ad abolire la Legge o i profeti; non sono venuto per abolire ma per dare compimento’ Mt 5,17 e anche, sul punto ormai di spirare, ripetendo l’attacco straziante del Salmo 22, ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’ Mt 27,46” – e questo prova (secondo Augias) che era un ebreo, “e lo è rimasto per sempre”.

 

Ora, se Gesù sia stato fin dall’inizio cristiano o fino alla fine ebreo non è una (semplice) questione filologica, bensì una (complessa) questione scientifica, e filosofica, dal momento che, come ha scritto Gramsci una volta per tutte, “ogni filologia contiene una filosofia” (Quaderni del carcere).


Ebbene, la filosofia di Augias polimorfo e polifemo comunicatore di massa (giornali, televisioni, libri) consiste nella teoria-e-pratica secondo la quale diffondere (espandere) = divulgare (volgarizzare), vale a dire che comunicare ad un vasto numero di persone un pensiero rigoroso, un’opera complessa, un autore difficile, comporta necessariamente volgarizzarli – semplificarli fino a renderli superficiali, ridurli fino a renderli digeribili, strapparli all’universo della precisione e interrarli nel mondo del pressappoco.

 

Detto fatto: Gesù e Giovanni Battista? “Sappiamo che Gesù cominciò come discepolo di un eccentrico profeta di nome Giovanni.” La cacciata dei mercanti? “Non c’è dubbio che la cacciata di Gesù dei mercanti dal Tempio in sé e per sé non abbia molto senso.”

 

Ma le cose non stanno così. Quanto a Giovanni Battista, Gesù lo ha incontrato non come suo “discepolo”: si è recato da lui per confrontarsi pubblicamente col maggiore profeta del suo tempo nella sua regione, è stato da lui riconosciuto come il solo capace di affrontare in grande stile la crisi intellettuale e morale del tempo loro (come “maestro” e non come “discepolo”, dunque) e, a seguito di questo incontro e a conferma del suo esito, alcuni discepoli di Giovanni Battista lo abbandonarono e seguirono Gesù. Quanto alla cacciata di Gesù dei mercanti dal Tempio ha molto senso “in sè e per sè”, in quanto critica pratica di una religione fondata sul sacrificio (l’ebraismo) – i mercanti essendo cambiavalute in funzione dell’acquisto degli animali da sacrificare o venditori degli animali stessi.

 

Ma - potrebbero chiedersi un lettore, una lettrice - è così importante stabilire se Gesù sia stato “discepolo” o “maestro” di Giovanni e il senso “in sé e per sé” della cacciata dei mercanti? Sì, perchè il fatto che Gesù discepolo di Giovanni non lo sia stato prova che non era già più ebreo, e la cacciata dei mercanti dal Tempio prova che non è stato mai cristiano (il cristianesimo essendo una religione del sacrificio.)

 

(Alias, 10 gennaio 2009)