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Quale differenza c’è tra un’opera di artigianato e un’opera d’arte? Osserviamo due opere di Bernini, esposte in una mostra in corso al centro del centro di Roma. Cominciamo con la scultura in terracotta “Cristo Ligato”.



Tecnicamente perfetta, piena di echi dalla scultura antica (passata), elegante, certo, ma prevedibile, e coronata da quella testa che dire convenzionale è poco, bisogna dire ‘artigianale’ per dirla tutta. Insomma non c’è invenzione in questa scultura, c’è ripetizione. Osserviamo ora la pittura ad olio “Cristo Deposto”.



Tecnicamente imperfetta, piena di echi della pittura moderna (futura) – goffa, certo, ma imprevedibile, la posizione del corpo è inconsueta, e i colori biancoverdemuffa e rosa accentuano la sorpresa, l’emozione, per finire improvvisamente nel gran capo arrovesciato, enorme sul corpo da ragazzo. Insomma, non c’è ripetizione, c’è invenzione in questa pittura. Ecco.


E dire che ero andato a vedere le opere esposte con in testa l’idea che Bernini fosse uno scultore infinito e un pittore così così. Ma sapete com’è, sapete come sono, quando qualcuno o qualcosa è capace di contraddirmi vittoriosamente e posso abbandonare le vecchie idee come una serpe la vecchia pelle, sono felice, non sto più nella pelle, appunto.

 

(14 maggio 2007)