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Indice
Brevi cenni sull'Universo.
Anime grandi e piccole
Gramsci oltre Marx
Dialogo con Louis Althusser
Critica marxista
Ideologia
Il male e l'infelicità
Le tre etiche
L'idea vittoriosa
Un giorno
Tutte le pagine

 

 

Le anime grandi devono comportarsi aristocraticamente o democraticamente con le anime piccole?

Se si comportano democraticamente, facendo intendere alle anime piccole di essere uguali a loro, cosa accade?

Le anime piccole dapprima se ne compiacciono: “guarda quanto è buono!” “è veramente generosa!” Di seguito sono assalite da un complesso di parità: “se le cose stanno così, allora io non sono seconda/o a nessuno”. Infine, sapendo bene di essere anime piccole, concludono: “se lui è come me, se lei non è superiore a me, lui e lei non sono granché - ed io sto bene come sto”.

Per ciò, se desiderano che le anime piccole escano dal loro stato di minorità, le anime grandi (quelle anime che sono diventate grandi emulando altre anime grandi) devono comportarsi con le anime piccole (quelle anime che sono diventate piccole imitando altre anime piccole) aristocraticamente.

 

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Pubblicato sul sito-rivista il 12 marzo 2010, questo pensiero è stato di seguito così discusso:

 

Inviato: 14/3/2010 17:09

posso dirti carissimo pasquale che non sono d'accordo con il tuo ragionamento? una caratteristica tipica delle anime grandi è di non avere bisogno di sembrare mai diversi da ciò che sono davvero. quindi esse si comporteranno con gli altri così come viene loro naturale fare. punto. è QUESTA naturalezza nella grandezza che crea emulazione (ho visto ieri "Invictus", che mi sembra un esempio calzante). abbraccio, f.

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Inviato: 14/3/2010 22:45

@ f.
Alcune anime grandi si comportano "naturalmente" (per carattere, temperamento, personalità) secondo il pre-giudizio democratico, altre secondo il pre-giudizio aristocratico.
Leonardo verso la fine della vita lasciò scritto: "Dai la confidenza, ti manca la riverenza." Forse, l'avrai sperimentata anche tu l'irriverenza. E' pensando ad anime come le vostre che ho scritto l'amaro post.

Pasquale Misuraca

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Inviato: 19/3/2010 10:16

io sono assolutamente d'accordo con Pasquale... la società di oggi è afflitta da un morbo che sembra quasi incurabile: l'omologazione, l'appiattimento verso il basso... L'aristocrazia, la vera aristocrazia - secondo l'etimologia della parola che significa governo dei migliori - è l'unico stimolo al miglioramento della specie umana... In questo senso sono vicina al pensiero di Alexis de Tocqueville che in maniera assolutamente lungimirante aveva individuato i pericoli insiti nella democrazia ed in particolare nella tirannia della maggioranza il vero rischio dell'epoca moderna... Una tirannia ben più pericolosa di quella antica in quanto agisce sullo spirito e non sul corpo, non usa la forza fisica, ma l’emarginazione. Da quanto è scritto su "La Democrazia in America" si evince che il pericolo del dominio assoluto della maggioranza è insito nell’essenza stessa dei governi democratici, poiché nelle democrazie non vi può essere nulla che possa resistere fuori dalla maggioranza. Tocqueville diceva che: "… l’impero morale della maggioranza si fonda, in parte, sull’idea che vi sia più cultura e più saggezza in molti uomini riuniti che in uno solo, nel numero, più che nella qualità dei legislatori". Ciò che viviamo oggi secondo me rispecchia profondamente questo pensiero e non mi sembra affatto che la specie umana stia migliorando...

Bovary

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Inviato: 19/3/2010 14:09

Ritengo che le anime grandi debbano comportarsi sempre come anime grandi, mai abbassarsi per dar piacere alle anime piccole, comportandosi come queste. In tal senso, condivido quanto dice Misuraca. Ma questo non significa che debbano isolarsi e non condividere e interagire con le anime piccole, specialmente se vogliono servire ad innalzare queste al proprio livello. Anima grande fra le anime grandi, Gesù di Nazareth è un esempio. "Non si accende una luce per lasciarla nascosta..." Esaminate i comportamenti delle anime grandi attraverso la storia. Socrate ad esempio, e tanti altri.
Questione un po' diversa è quella che imposta Bovary. Sono d'accordo anche con lei quando pensa che la democrazia politica sia un sistema di governo assai difettoso, e che dobbiamo incominciare a pensare ad una nuova soluzione del problema politico, nella prospettiva della creazione di una nuova superiore civiltà. Ma la idea del 'governo dei migliori' ha un problema: chi decide quali individui siano i migliori? La questione è una delle più importanti che si pone la scienza della storia e della politica, e non serve una risposta affrettata.
Luis Razeto

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Inviato: 24/3/2010 9:50

@ Bovary
Trovo il tuo riferimento a Tocqueville perfetto. Non soltanto relativamente alla critica del presente, ma anche all’analisi del passato e alla progettazione del futuro.
Nei primi decenni dell’Ottocento, nel momento storico in cui la democrazia moderna andava costituendosi nel modello rappresentativo-burocratico, Tocqueville scrisse: “A un mondo del tutto nuovo occorre una nuova scienza politica.” E, conseguentemente, partecipò a questa costituzione teorico-scientifica con una originalità ed una acutezza notevolissime – che tu giustamente, sebbene parzialmente, richiami.
Oggi quel modello da un lato si è diffuso nel mondo, dall’altro è imploso: funziona soltanto esteriormente, demagogicamente, spettacolarmente.
Occorre elaborare un nuovo modello di governo delle società umane, attraverso una nuova scienza politica. Ma... il maggior numero degli scienziati economici, sociali, politici del nostro tempo non si occupano di questo – si preoccupano della situazione, è vero, ma non si occupano della sua soluzione storicamente progressiva.
Siamo in presenza, dopo due secoli, di una crisi strutturale, sistemica, di una crisi organica diciamo Luis Razeto ed io - ma gli intellettuali nel loro insieme, in Italia e non solo, pensano ‘a fare la boccuccia alle bambole’.
Pasquale Misuraca

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Inviato: 24/3/2010 12:35

@ Luis Razeto
Sulla questione posta da Bovary, siamo d’accordo: occorre elaborare “una nuova soluzione del problema politico, nella prospettiva della creazione di una nuova civiltà”.
Direi una forma di governo comprensiva, tale che formi tutti (democratica) e selezioni i migliori (aristocratica).
Un ostacolo in questa direzione mi pare sia costituito dai mezzi di comunicazione di massa in quanto tendenti a costruire uomini-massa. Storicamente, mano a mano che si è allargato il numero degli elettori all’interno delle società umane, i sistemi, le classi, i gruppi, i ceti dominanti-e-dirigenti hanno costruito sempre nuovi sistemi di conformazione dei dominati-e-diretti ai propri progetti e ai propri fini, facendone degli elettori eteronomi. Una soluzione progressiva del “problema politico” deve comprendere la formazione di elettori autonomi. E solidali. Uomini autonomi e solidali. Non uomini-massa. Una soluzione regressiva richiede invece insistere nell’opera di conformazione di uomini- massa, sempre più eteronomi e sempre più alienati, dissociati, infinocchiati – fino all’intontimento.
Pasquale Misuraca