Home Film Non ho parole
Non ho parole PDF Stampa E-mail
Indice
Non ho parole
Scheda tecnico-artistica
Foto di scena
Tutte le pagine

Festival International du Nouveau Cinéma di Montreal 1994 / 35 mm, 72 minuti.

 

 

NON HO PAROLE

 

Il mio secondo film

 


 

 

Film: NON HO PAROLE

 

NON HO PAROLE è un lungometraggio fiction in 35 mm, a colori e bianco-e-nero, della durata di 72 minuti, realizzato in Italia nel 1992.

 

SINOSSI. Il film è composto da cinque storie di moderna solitudine. Solitudine per incapacità di vivere in pace con se stessi. Solitudine per assenza dell’altro, lontano e diviso nello spazio o nel tempo. Solitudine per la difficoltà di vivere con l’altro, compiendo l’amore.

La condizione di crisi politica, intellettuale e morale che sperimentiamo alla fine del millennio apre tuttavia inaudite possibilità di sviluppo di nuove forme della soggettività umana. Il film mette in immagine lo stupore attonito che ci assale, sradicati dal passato e lanciati verso l’ignoto: una condizione meravigliosa e terribile che in principio sospende il senso e lascia senza parole.

 

Soggetto, sceneggiatura, regia: Pasquale Misuraca

Assistente alla regia: Michele Salimbeni

Fotografia: Bruno Di Virgilio

Suono: Maurizio Argentieri

Montaggio: Luca Benedetti

Scenografia e costumi: Alexandra Zambà

Musica: Eric Satie

Interpreti: Attori non professionisti

Sviluppo e stampa: Cinecittà s.p.a.

Formato del fotogramma: 1 : 1, 66

 

Produzione: ALLA s.c.r.l.

 

FESTIVAL: Festival Cinema Giovani di Torino 1992, Rotterdam International Filmfestival 1993, Internationales forum des jungen films di Berlino 1993, Festival International du Nouveau Cinema di Montreal 1994, International Filmfestival di Pietroburgo 1994, Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 1994, etc.

 

 


 

 

 

Ottobre 1991 - set del film 'Non ho parole' - la mia seconda regia cinematografica (nella foto sono quasi invisibile - totalmente assorbito come sono dalla costruzione dell'inquadratura attraverso la cinepresa) - a sinistra, con le mani in tasca, Bruno di Virgilio, e dietro di lui, con gli occhiali, Michele Salimbeni.