Home Film Prima di cominciare - Fax a Gianni Rondolino
Prima di cominciare - Fax a Gianni Rondolino PDF Stampa E-mail
Indice
Prima di cominciare
Domanda e Risposta
Scheda tecnica e artistica
Cast, Crew List, Identification Details
Fax ad Alberto Barbera
Fax a Gianni Rondolino
Email a Mario D. G.
Tutte le pagine

 

 

Caro Gianni [Rondolino - presidente nel settembre 1997 del Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino],

 

come forse sai, propongo alla XV edizione del Festival il mio ultimo film, Prima di cominciare.

 

Stefano [Della Casa] mi dice di averlo visionato, come Alberto [Barbera], e che tu stai per farlo in questi giorni precedenti la decisiva riunione dei primi di ottobre. Spero vivamente in un tuo giudizio critico positivo, affinché il film entri nella rosa dei film in concorso.

 

La lettera potrebbe finire qui, con un punto e i cordiali saluti, invece... metto una virgola e aggiungo due parole, partendo da quanto hai scritto (grazie) nella tua Storia del cinema sui miei primi due film.

 

Tu individui criticamente nel mio caso “un cinema libero dai condizionamenti della letteratura e, più in generale, della narratività” (Angelus Novus) e uno “stile sperimentale e poetico” (Non ho parole). Mi riconosco in questo giudizio e, sviluppando in questo terzo film quella che (benevolmente) chiami “attenta e rigorosa ricerca linguistica”, ho compiuto un passo ambizioso.

 

Convinto che il cinema tende oggi a dividersi da un lato in una pragmatica restaurazione delle convenzioni (generi consolidati) e dall’altro nell’ideologico rifiuto delle tradizioni (puro sperimentalismo), e che questa divisione lo indebolisce e in prospettiva lo sterilizza, ho tentato un film inclusivo di tradizione e sperimentazione (un accenno in questa direzione c’era già, credo, in due dei cinque racconti-movimenti di Non ho parole).

 

Per dirla in breve (quindi schematicamente): se nei primi due film ho cercato di intrecciare il cinema documentario e il cinema soggettivo, in questo ho cercato di intrecciare e fondere a queste due linee una terza, la linea narrativa, il cinema narrativo con attori. E’ possibile questa operazione? Vale la pena lavorare in questa direzione? Ci sono sufficientemente riuscito con Prima di cominciare?

 

Queste sono comunque le “buone intenzioni”. Lo so: corre voce che anche l’inferno (per non parlare dell’inverno, come annotava Flaiano) sia lastricato di buone intenzioni. Ma l’autore solo di questo può parlare. Ma, appunto, può parlare. E se ti scrivo queste righe, Gianni, è perchè so che tu, diversamente da altri storici e critici cinematografici, ritieni che l’autore oltre alle “viscere” possieda una “testa”.

 

Accanto a questo esperimento linguistico (fare apparentemente un passo indietro per compiere in realtà un balzo in avanti, o se vuoi reagire alla tendenza in atto di film esclusivamente sperimentali o esclusivamente tradizionali, tentare film inclusivi di tradizione e sperimentazione), ho realizzato anche un esperimento tecnico. Ho girato il film con mezzi di ripresa televisiva (Beta SP), e sono sul punto di vidigrafarlo in pellicola (35 mm). I provini già realizzati sono a mio parere eccellenti.

 

Se ti scrivo anche di questo è perchè ritengo che tale strategia tecnico-produttiva possa dare un piccolo contributo nella direzione di un allargamento del campo della produzione indipendente (dato il costo economico molto contenuto dell’opera finita), ma risulti producente di interessanti conseguenze ed effetti sul piano linguistico: l’agilità, la leggerezza, l’invisibilità della telecamera permettono infatti di mescolare e unificare attori e astanti inconsapevoli e attingere un livello di realtà oggettiva e verità soggettiva inusuale, inedito...

 

(Fax del 24 settembre 1997)