Home Film Vissi d’Arte - Email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte'
Vissi d’Arte - Email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte' PDF Stampa E-mail
Indice
Vissi d’Arte
PER UN CINEMA AUTOBIOGRAFICO
VISIONI DI UNO SPETTATORE
Appunti sull'audiovideo
Dialoghi sull'audiovideo
Author statement
Nota di montaggio de 'La Battaglia'
Sinossi de 'La Vigilia'
Synopsis of 'The Vigil'
Su 'La Vigilia'
Lista dei dialoghi in inglese de 'La Vigilia'
Email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte'
Seconda email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte'
Note di regia su 'La Relazione'
Note di pre-montaggio de 'La Relazione'
La Relazione - limatura del testo parlato
Vissi d'Arte - sinossi per Pesaro 2005
Vissi d'Arte - dialoghi per Pesaro 2005
Tutte le pagine

 

 

Sei sulla buona strada, Lorenzo, quando pensi che "Edipo Re" di Sofocle è una tragedia sul potere. Ti stai avvicinando. Vogliamo avvicinarci ancora di più al testo di Sofocle fino a pensarlo con la sua testa fino al punto che la "sua testa" e il "suo testo" coincidano?

Cominciamo dal titolo. "Edipo Re" - è un titolo impreciso: Sofocle avrebbe dovuto scrivere "Edipo Tiranno". Infatti il Re è un potente che eredita il potere, mentre il Tiranno è un uomo che conquista il potere, con l'intelligenza. Edipo di fatto conquista il potere risolvendo con l'intelligenza un problema, e precisamente un enigma, l'Enigma della Sfinge.

Ma c'è un titolo ancora migliore di "Edipo Tiranno", ed è "Il Bivio". "Edipo Re" racconta infatti la tragedia della incompatibilità tra potere e conoscenza: potere e conoscenza non si possono avere insieme: o l'uno o l'altro, e se vuoi averli insieme, ecco la tragedia. (Questa tragedia nel mondo antico l'hanno raccontata prima Sofocle e poi Gesù, nel mondo moderno prima Shakespeare - con "Amleto" - e poi Gogol' - con "Diario di un pazzo").

Parliamo soltanto di Sofocle, oggi. Edipo conquista il Potere con la Conoscenza, e tutto va bene fino a quando non pretende di avere insieme Potere e Conoscenza: l'esercizio del potere ostacola la conoscenza della verità, e quando la verità salta fuori (prima o poi la verità salta sempre fuori, fuori del potere) Edipo perde il potere. Edipo dice infatti dal principio alla fine che vuole conoscere la verità, a tutti i costi, ma poi,

ogni volta che la verità fa capolino, lui la rifiuta, sente puzza di complotto per rubargli il potere. Alla fine ha la verità ed ha perso il potere.

Questo dovrebbero capire gli intellettuali (antichi e moderni e futuri, come te): la conoscenza dissolve il potere, il potere ostacola la conoscenza. Certo, Edipo è un "eroe": alla fine sceglie la verità. Amleto è un "uomo a metà", e non riesce a scegliere. Poproscin (il protagonista del "Diario di un pazzo") è un "antieroe" e impazzisce: è un uomo senza potere (un Impotente) che s'immagina d'essere un Re - il Re di Spagna (un Potente). Questo era nella testa di Sofocle, questo è nel suo testo.

Per rispondere, infine, alla tua domanda su quello che sto facendo, poche parole. Sto affrontando lo stesso problema di Sofocle, oggi, nel mondo moderno. Una prova? Il secondo AudioVideo della trilogia "Vissi d'arte" (un "lungo" composto di tre "corti") ha come protagonista una specie di Amleto moderno, e s'intitola "La Battaglia". Un'altra prova? Il film digitale che sto registrando (un "lungo" composto di quarantadue "cortissimi") è uno sviluppo del "Diario di un pazzo" di Gogol'. Perchè quarantadue? Chiedilo a Guido, facendogli precisamente questa domanda: "Papà, perchè per ammorbidire il polpo (dopo averlo catturato e ammazzato), bisogna batterlo quarantadue volte sulla dura pietra?"