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Vissi d’Arte
PER UN CINEMA AUTOBIOGRAFICO
VISIONI DI UNO SPETTATORE
Appunti sull'audiovideo
Dialoghi sull'audiovideo
Author statement
Nota di montaggio de 'La Battaglia'
Sinossi de 'La Vigilia'
Synopsis of 'The Vigil'
Su 'La Vigilia'
Lista dei dialoghi in inglese de 'La Vigilia'
Email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte'
Seconda email a Lorenzo su 'Vissi d'Arte'
Note di regia su 'La Relazione'
Note di pre-montaggio de 'La Relazione'
La Relazione - limatura del testo parlato
Vissi d'Arte - sinossi per Pesaro 2005
Vissi d'Arte - dialoghi per Pesaro 2005
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APPUNTI SULL’AUDIOVIDEO (6 luglio 2005)

 

La questione se il digitale produca (possa produrre) una rivoluzione linguistica, se esista (possa esistere) un linguaggio digitale è mal posta.

 

Bisogna dire (con le parole), mostrare praticamente (con le opere), dimostrare teoricamente (con i saggi) che esiste un nuovo linguaggio audiovideo.

 

Questo nuovo linguaggio audiovideo è nato nel momento in cui sono nate le videocamere (VHS, video8, etc.), cioè delle macchine di registrazione audiovideo che possono essere usate da un singolo film-maker, il montaggio attraverso due registratori in linea, e infine storie basate sul racconto delle esperienze del medesimo film-maker (diario, videolettera, investigazione, etc.)

 

Il fatto che un autore possa raccontarsi e raccontare senza ricorrere al circo-cinema, cioè al linguaggio audiovisivo che comporta la compresenza e l’azione concordata di diversi specialisti (sceneggiatore, operatore, fonico, scenografo, costumista, attore, montatore, musicista, etc.) – insomma il cinema, apre la strada alla costruzione di opere audiovisive di nuovo genere che sono caratterizzate dal fatto che:

 

1…la fiction e il documentario sono indistinguibili linguisticamente (“questo è un film-documentario”)

NOTA BENE: la indistinguibilità di fiction e documentario l’ho vista prima e realizzata prima della comparsa della videocamera, con “La bobina dell’occhio ferito”.

 

2…l’autore si racconta specchiandosi nella videocamera (la finestra aperta sul mondo interno) – dunque guardando in macchina, e racconta registrando la realtà fenomenologia specchiando il mondo (la finestra aperta sul mondo esterno)

 

3…si può realizzare per la prima volta una soggettiva assolutamente giustificata (le riprese della ex-scimmia diventata artista del teatro di varietà – riprese documentarie di Parigi, le riprese di Orlando Orlandi – riprese documentarie di Roma: riprese queste ultime che mostrano cosa si produce nel suo cervello mentre racconta – riprese oggettive montate soggettivamente

 

4…si può realizzare pienamente un’opera di genere realistico soggettivo, piena della realtà esterna così come si produce e si presenta indipendentemente dalla volontà e dall’azione dell’autore e della realtà interna dell’autore

 

5…dal cinema in quanto arte audiovisiva necessariamente collettiva si differenzia l’audiovideo in quanto arte audiovisiva necessariamente singolare (prima persona singolare)

 

6…si contribuisce allo sviluppo dell’arte audiovisiva atea, arte cioè nella quale non compare Dio (nel cinema compare: il narratore onnipotente, la voce fuori campo, etc.)