Home Film VideoDiario di un Re prigioniero - Appunti per l'intervista a Roberto
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Indice
VideoDiario di un Re prigioniero
Auto-critica
Appunti sull'audiovideo
Dialoghi sull'audiovideo
Appunti di regia
Agostino e Gogol'
Shakespeare e Gogol'
Email a Gabriele Parrillo
Email a Francesco F
L'idea del dormiveglia
Dichiarazione del regista
Presentazione del critico
Sinossi / Synopsis
Domande utili / Useful questions
Titoli di testa
Titoli di coda
Appunti per l'intervista a Roberto
Email a Umit
Email a Luis
Tutte le pagine

 

Da dove è nato questo film?

 

Da un dolore. Non un dolore improvviso, breve, ma un dolore antico, ripetuto, lungo, un lungo dolore. Fin da ragazzo mi ha colpito il fatto che la stragrande maggioranza degli esseri umani sono dominati non dall’amore della giustizia, della bellezza, della libertà, ma dall’ansia di potere, dal desiderio di sottomettere e di sottomettersi. Gli esseri umani non cercano di elevarsi e di mettersi in comune, ma di sottomettere e di sottomettersi.

Il film racconta la storia tragicomica di un uomo privo di potere in un mondo fatto della materia di cui è fatto il potere.

 

La maggioranza?

 

Sì, la maggioranza. E questo getta un’ombra sulla democrazia, così come è intesa e praticata oggi, la democrazia demagogica, basata sulla costruzione pubblicitaria del consenso passivo e, appunto, la dittatura della maggioranza.

La democrazia in quanto migliore dei governi possibili è un’altra cosa, può essere un’altra cosa: isonomia, cioè uguaglianza di fronte alla legge, e di conseguenza formazione di tutti e selezione dei migliori.

 

Torniamo al film.

 

In un mondo fatto di rapporti di potere, questo film è stato realizzato in spirito di amicizia. Un gruppo di amici, un gruppo di autori. Alexandra, alla produzione e scenografia e costumi, la complice storica, quella con cui faccio tutto: film e figli. Nefeli, la figlia grande, al montaggio e all’edizione – una parola speciale su Nefeli: ho lavorato con ottimi montatori, da Perpignani a Benedetti a Di Chiara, ma come stavolta mai il montatore come coautore è stato così profondo e leggero e inventivo nel suo lavoro. Credo che ci siano vere novità linguistiche nel montaggio di Videodiario di un Re prigioniero. Alexandra, Nefeli, i due Gabriele: Parrillo, l’amico attore, Zuchtriegel, l’amico archelogo-musicista. Naturalmente Sofia, la figlia più giovane che appare in tutti i miei film lunghi e corti da quando è nata, due amichette di Sofia e un amico del protagonista, Marco delle Foglie, danzatore.

E come nel mondo si respira lo smog della lotta per il potere, spero che in questo film si respiri l’aria leggera della festa per l’amicizia.