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Indice
VideoDiario di un Re prigioniero
Auto-critica
Appunti sull'audiovideo
Dialoghi sull'audiovideo
Appunti di regia
Agostino e Gogol'
Shakespeare e Gogol'
Email a Gabriele Parrillo
Email a Francesco F
L'idea del dormiveglia
Dichiarazione del regista
Presentazione del critico
Sinossi / Synopsis
Domande utili / Useful questions
Titoli di testa
Titoli di coda
Appunti per l'intervista a Roberto
Email a Umit
Email a Luis
Tutte le pagine

 

 

DIARIO DI UN PAZZO


 

Il racconto di Gogol’, pagina di diario dopo pagina di diario, il diario realizzato da un pazzo con videocamera. E tra una pagina e l'altra registrate, il pazzo che fa? Vive, lavora, mangia, dorme, sogna, cammina in casa, osserva una foto, rivede dei disegni, guarda la televisione, cammina in città. Qualcosa di tutto questo, lo registra, con la videocamera. Ecco, il film.

 

“Misura per Misura” è il dramma del potere infinito, “Diario di un pazzo” è il dramma della mancanza senza rimedio del potere. Il dramma della mancanza di potere, della mediocrità insoddisfatta. Un uomo mediocre impazzisce perché non si rassegna alla sua mancanza di potere, non si rassegna alla sua mediocrità. “Io non odio nessuno, odio soltanto la mediocrità soddisfatta.” (Ennio Flaiano)


 

SCENA DI SOFIA E MARCO


 

Roma. Piazza Mattei. Fontana delle Tartarughe. Pomeriggio.

Da una delle strade che sfociano nella Piazza, appiattito contro il muro (ripresa furtiva), riprendere Sofia, poggiata alla Fontana (Sofia, la Fontana), mentre parla al cellulare, concentrata, distratta. Pochi secondi dopo entra in campo Marco, si danno i bacetti come se li danno i giovani oggi, si dicono qualcosa e, complottando, si allontanano.


 

SCENA DI GABRIELLA


 

Roma. Il Colosseo. Gabriella e il Colosseo. Dall’alto del Colle di San Gregorio, guardando il Colosseo? Dal Colle di San Gregorio di fronte all’Albero? Da Colle Oppio?


 

MATERIALI


 

Cosa può riprendere con la propria videocamera un uomo e farne il proprio diario?

1…Se stesso che parla, raccontando i propri pensieri, desideri, avventure, sentimenti (cioè quello che sta dentro, nel cervello, e non si vede, e quello che sta dietro, nel passato, e non si può vedere).

2…Ciò che accade davanti a lui quando è all’esterno della propria casa con la videocamera e lo colpisce, mentre cammina, sosta, viaggia in autobus, in treno.

3…Ciò che può registrare all’interno della propria casa, escluso se stesso che parla:

a…Se stesso che agisce

b…La Fotografia sottratta involontariamente insieme alle lettere dalla casa di Fidèle (foto di Alexandra) e i Disegni sottratti volontariamente dalla casa di Celeste (Eftimios)

c…La televisione

d…Il computer

e…Pagine di libri

f…Le cose della casa (oggetti)

g…Ciò che si vede dalla casa: dalle finestre: il cortile, la strada

h…Spettacoli di strada!


 

SCONVOLGIMENTO DEL TEMPO


 

1…Fino ad un certo punto (la scoperta d’essere il Re di Spagna? l’ultimo incontro con la Figlia del Direttore?) il tempo scorre 'normalmente', la natura procede secondo le stagioni (prima i fiori poi le foglie sull’Albero, prima le foglioline dell’edera rampicante poi le foglie grandi che riempiono il muro e soffocano il Balcone…), poi il tempo diventa anacronistico, surreale (il viaggio in treno…)


 

SCONVOLGIMENTO DELLO SPAZIO


 

Dalle vie della città al viaggio in treno in… Spagna (Ospedale Psichiatrico a Napoli)


 

IL COLOSSEO COME PERNO


 

Il Colosseo non come semplice scenografia, ma come perno simbolico: il Colosseo come simbolo del potere.


 

RIPRESE DA FARSI


 

1...Gli alberi che si abbracciano, si respingono, si cercano...

3...Zapping delle reti televisive porno

4...Coppiette di umani

5...Riprese notturne di Roma: dai tram, specialmente: una lunga ripresa, di tre minuti almeno, da associare, in montaggio, con una canzone romana cantata da una donna, una canzone in controcanto, spiritosa, allegra, spensierata…

6...Una sequenza complessa composta da diverse scene, girate in luoghi distinti e montate invisibilmente:

a…L’USIGNOLO. Dall’interno della casa, accendere la videocamera e registrare uscendo sul balcone, di notte, all’alba, mentre l’usignolo canta, si sente l’usignolo cantare, cercarlo con lente panoramiche a zigzag, dopo un po’ : panoramica a schiaffo

b…LA FINESTRA. Una finestra distante, zoom, una donna dietro i vetri, si intravede questa donna, nuda, seminuda, si sistema i capelli, si muove, esce di campo e dopo qualche secondo rientra in campo, riesce, qualche secondo: panoramica a schiaffo

c…rientriamo in casa e andiamo a sistemare la videocamera davanti al televisore, entra in campo Gabriele, accende il televisore, seleziona una rete televisiva porno e mentre la videocamera continua a registrare Gabriele fa evidentemente zapping su altre reti televisive porno

d…la videocamera viene ripresa in mano, lenta panoramica ed ecco, nella stanza in penombra, si intravede una donna, seduta su un divano, che guarda fisso l’operatore e pronuncia una frase in spagnolo (la scena fa il paio con la scena nella galleria antiquaria, col ritratto che parla in spagnolo)

7…Copia in scala della Fontana delle Tartarughe


 

TESTI CRITICI


 

1..."Arabeschi" riunisce saggi critici e tre racconti: La prospettiva Nevskij, Diario di un pazzo, e la prima redazione de Il ritratto. Essi saranno poi riuniti dopo la morte di Gogol’ sotto il titolo comune di 'racconti di Pietroburgo'. Gogol’ arriva alla radice vera del male, della corruzione, dell'infelicità umana. E' la città con la sua ambiguità , le sue apparenze pompose e le sue realtà disperate. I piccoli impiegati pietroburghesi si scontrano con una macchina spietata che li stritola: la burocrazia, il grado, a cui tutto viene sacrificato e da cui tutto dipende: felicità, salute, ricchezza. L'unico modo per sottrarsi a questo scontro intollerabile è la morte ("Il ritratto") o la follia ("Diario di un pazzo"): solo così si può rivendicare il proprio diritto di esseri umani.

2...Sullo stile di Gogol’ esiste una vastissima bibliografia, con contributi spesso di eccezionale valore (*Mandel'stam 1904, *Vinogradov 1926, *Belyj 1934 ecc.). Gogol’ è assolutamente originale nella descrizione realistica: da una congerie di particolari affastellati e apparentemente neutri, ne balzano fuori alcuni ingigantiti, deformati, che gettano sul brano una luce grottesca inattesa. Gogol’ usa neologismi, una ricchissima aggettivazione, usa frequentemente ucrainismi, mescola vari strati linguistici, iperboli, ripetizioni, fa germogliare immagine da immagine: i suoi procedimenti retorici sono scomponibili, ma la loro fusione nella narrazione porta a qualcosa di nuovo, originale, inedito.

3..."Quanto più un oggetto è comune, tanto più in alto su di esso deve stare l'artista per trarne il non-comune, affinché questo non-comune diventi completa realtà." Gogol’

"Non è colpa dello specchio, o signori, se le vostre facce sono storte." Proverbio russo premesso da Gogol’ all'Ispettore Generale.


 

IMPAGINAZIONE DEL DIARIO


 

1...Bisogna inventare un modo chiaro e divertente di indicare i giorni (e mesi) del Diario: il classico calendario con le paginette colorate di rosso? parte della prima pagina di un giornale? (riprendere anche parte della pagina con evento pubblico o privato memorabile?)

2...Includere nel Diario riprese già realizzate in questi anni? Per esempio, il matrimonio greco-cipriota? (In questo caso, un cartello che indica la meta del viaggio) Per esempio, il mercato Vittorio nel giorno precedente la chiusura? (In questo caso, un cartello che indica la natura dell'evento) Tenere presente che si tratta di includere, tra un brano e l'altro del "Diario di un pazzo" di Gogol’ un certo numero di riprese (quante sono? quindici? venti?)

3…Mentre le riprese parlate sono appunto parlate, le riprese mute sono appunto mute: al posto delle parole dette, le parole lette.

Traduco in italiano: Finisce di parlare e si prepara ad uscire con la videocamera: Lo vediamo, in secondo e terzo piano, indossare un gilet pieno di tasche, provvedersi una penna ed un quaderno, aprire questo quaderno e scrivere qualcosa, lasciandolo aperto su un tavolo o un letto o un pavimento o poggiato all’imposta della finestra o dove diavolo sarà secondo un piano rigorosamente predisposto e una improvvisazione assolutamente momentanea, e poi, uscire di campo dietro la videocamera, evidentemente (lo si intuisce dai movimenti oscillanti) afferrarla, dirigersi verso il quaderno aperto e riprendere la scritta ancora calda di scrittura.

Dunque, da questo momento, ogni volta che riprendiamo qualcosa, in interni o esterni, ogniqualvolta riprendiamo una scritta sul quaderno, questo vorrà dire anzi questo dirà che il nostro annota, prima di fare o dopo aver fatto, l’intenzione, il progetto, il soggetto o quello che gli passa per la mente facendo costruendo realizzando questo diario audiovisivo di un pazzo.


 

RIPRESE DEL PARADISO, O DELL’INFERNO


 

1…Nel parco vede e riprende Gabriella, lei lo invita… allo spettacolo >

2…Allo spettacolo registra Gabriella (CANTA E BALLA) e vede Corinna (BALLA LA MUSICA ISPANICA) >

3…Rivede Corinna che fa le prove (BALLA) con Tizia: la medesima musica ispanica che poi sentiremo alla manifestazione >

4…Tizia incontra Sofia, si dividono, Sofia incontra Marco >

5…In palestra registra Marco e le Quattro (DANZA)

 

IPOTESI DI MONTAGGIO PARTICOLARE

 

1...EDERA (entra nell'edera, penetra l'edera, fino al fondo scuro, al buio, alla piega), ora (dissolvenza incrociata) esci dall'EDERA, sfila, indietreggia, e trovi, di lato, un GLICINE BIANCO (guardalo un attimo, e subito tuffati nel GLICINE, fino a confonderti gli occhi, e altri occhi ti guardano da dentro il GLICINE, tu resisti e poi - panoramica a schiaffo - introdurre l'astratto nelle immagini!

1bis...Sì, ma l'EDERA, dov'era? bisogna contestualizzare l'EDERA come EDERA di città, edera di Piazza Mattei che diventa Edera di Via Mecenate!