Home Film VideoDiario di un Re prigioniero - Email a Gabriele Parrillo
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Indice
VideoDiario di un Re prigioniero
Auto-critica
Appunti sull'audiovideo
Dialoghi sull'audiovideo
Appunti di regia
Agostino e Gogol'
Shakespeare e Gogol'
Email a Gabriele Parrillo
Email a Francesco F
L'idea del dormiveglia
Dichiarazione del regista
Presentazione del critico
Sinossi / Synopsis
Domande utili / Useful questions
Titoli di testa
Titoli di coda
Appunti per l'intervista a Roberto
Email a Umit
Email a Luis
Tutte le pagine

Tu mi hai domandato, Gabriele

 

"perché" le azioni del Duca di Misura per misura di Shakespeare somiglino molto a quelle di un pazzo. Ed io, via SMS, t'ho risposto "Chiedilo ad Angelo." Infatti, "le azioni del Duca, di fatto, somigliano molto a quelle di un pazzo" è un'affermazione di Angelo (Atto IV, Scena IV) E' la prima affermazione di Angelo, che apre il suo dire nella Scena (fatta tranquillamente: sta giocando in casa, e si trova a proprio agio come se fosse in casa propria: di fatto è nella Casa di Angelo), e l'ultima sua affermazione che chiude la Scena IV dell'Atto IV è: "E la nostra mente non è che un cumulo di contraddizioni." Explicit della Scena che riprende alla lettera l'Incipit della Scena (l'affermazione indirizzata da Escalus al Duca) allargandola a comprendere l'intero genere umano.

Dunque, il comune "cumulo di contraddizioni" che affolla la mente di ciascuno di noi, nelle azioni del Duca diventa qualcosa che "somiglia molto a quelle di un pazzo". "Perché?" - domandi tu. Perché il "cumulo" delle "contraddizioni" normalmente sopportato da una mente normale, produce nel caso del Duca "azioni" "di fatto" "somiglianti a quelle di un pazzo"?

Perché il Duca ha il potere, ed il potere tende ad essere assoluto, illegale, anarchico, arbitrario eccetera: in una sola parola ad "impazzire". Il Potente tende ad impazzire, tende ad impazzire se stesso, e tende ad impazzire l'altro, l'Impotente. Il Potente impazzisce perchè ha un briciolo di potere e tende estenderlo implacabilmente in misura infinita, e l'Impotente impazzisce perché non ha un briciolo di potere e tende a conquistarlo immediatamente in misura infinita. Misura per Misura.

Il Duca è un essere umano. Ma dietro a quest'essere umanamente potente c'è la figura di un altro essere assoluto, illegale, anarchico, arbitrario eccetera, divinamente potente: Dio in persona. Quello che "si comporta con noi come noi con le torce". Misura per Misura.

Ma Angelo, Angelo, domandi tu, chi è? Angelo è un virtuoso obbediente, l'esatto contrario dell'assassino dissoluto, Bernardino. Angelo si presenta infatti dicendo, rivolto al Duca: "Sempre obbediente alla volontà di vostra grazia." E tu mi hai domandato, iniziando questo nostro virtuso e virtuale dialogo, in cosa consiste la "grazia". Io ti rispondo: "Chiedilo al Duca." E il Duca ti e mi risponde, ha già risposto subito ad Angelo: "...la grazia di vita e di morte...", la grazia è insomma il potere assoluto di vita e di morte, il potere assoluto su tutto ciò che possiedono gli esseri umani.

Dunque, se veramente Dio avesse fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza, non avrebbe fatto Angelo, ma Bernardino: Dio e Bernardino si somigliano infatti maledettamente. Infatti Angelo non è un uomo, è un angelo. Dice infatti il Duca subito: "Angelo, c'è nella tua vita come una cifra che a chi guardi bene..."

Post Scriptum.
Gabriele, amico mio, avrai già capito che ti tocca fare prima, oggi, a maggio, a Bergamo, il Potente (il Duca) e poi, domani, a giugno, a Roma, l'Impotente (il Pazzo). Entrambi non sopportano la realtà, l'uno il suo rapporto con Vienna, l'altro il suo non rapporto con la Figlia del Direttore, e l'uno si traveste da Frate, e l'altro da Re di Spagna...

Un grande abbraccio. Pasquale