Home Sceneggiature La Battaglia. 2003 - Sceneggiatura de 'La Vigilia' - in lingua spagnola e italiana
La Battaglia. 2003 - Sceneggiatura de 'La Vigilia' - in lingua spagnola e italiana PDF Stampa E-mail
Indice
La Battaglia. 2003
Il testo di parole
Sceneggiatura de 'La Battaglia' quando si chiamava 'L'Incertezza'
Sceneggiatura de 'La Battaglia' per la recitazione
Sceneggiatura de 'La Battaglia' per il montaggio
Sceneggiatura de 'La Vigilia' quando si chiamava 'Un crepitar de alas enloquesidas'
Sceneggiatura de 'La Vigilia' - in lingua spagnola e italiana
Sceneggiatura de 'La Relazione'
Tutte le pagine

 

(Titoli di testa)



LA VIGILIA



LA VIGILIA


es una obra audiovideo de Pasquale Misuraca


e’ un’opera audiovideo di Pasquale Misuraca


representada por Gayle Li Maxwell Ilabaca


recitata da Gayle Li Maxwell Ilabaca


Scena Prima


(Una giovane donna prende la telecamera del padre, vvi inserisce una cassetta video in parte gia’ registrata, la accende, si pone di fronte ad essa, e seduta sul proprio letto, in mezzo primo piano, lascia al padre, e alla madre, un messaggio d’addio: ha deciso di uccidersi.)


***


Chao, papá... Preferí tu video y un casette viejo para despedirme...

Arrivederci, papa’… Ho preferito la tua telecamera e una cassetta usata per congedarmi…

Oye... ahora que me estás viendo y escuchando, yo ya no voy a estar.

Senti… ora che mi stai vedendo e ascoltando, io non ci saro’ piu’.

Pero-nos-volveremos-a-ver, seguro... seguro como yo que siempre fui segura incluso cuando me equivocaba...

Ma ci rivedremo, stanne sicuro… sicuro come me che ero sicura persino quando mi sbagliavo…

Nos volveremos a ver, y tu no me vas a reprochar por esto, ¿verdad?

Ci rivedremo, e tu non mi rimprovererai per questo, vero?

Dejo ordenada mi pieza... la mamá va a estar contenta al menos de esto...

Lascio ordinata la mia camera… la mamma sara’ contenta almeno di questo…

No, tranquilo. ¿Te acuerdas de lo que me decías cuando era chica?

No, stai calmo. Ti ricordi cosa mi dicevi quand’ero piccola?

Cuando me veas enojado, para calmarme bastará que tú me digas, en voz baja, mirándome fijo a los ojos, “calma, papá...”

Quando mi vedrai arrabbiato, per calmarmi bastera’ che tu mi dica, a voce bassa, fissandomi negli occhi: “calma, papa’”

Bueno, ahora te lo digo, “calma, papá...calma...”

Ecco, te lo dico ora: “calma, papa’, calma…”

No me la pude... ¡no-me-la-pu-de!

Non ce l’ho fatta… Non-ce-l’ho-fatta!

Cuántas veces lo intenté? Tampoco esta última vez logré aprobar el examen de admisión en la Escuela de Teatro...

Quante volte ci ho provato? Nemmeno questa ultima volta sono riuscita a superare l’esame di ammissione alla Scuola di Teatro…

No me crees? Es así...

Non mi credi? E’ cosi…

Representé esa escena de Hamlet en que Ofelia, loca de dolor por la muerte de su padre y porque su novio la desfloró sin gracia y sin hacerla feliz, le da a entender al Rey que va a matarse...

Ho recitato quella scena dell’Amleto in cui Ofelia, pazza di dolore per la morte di suo padre e perche’ il suo fidanzato l’ha deflorata senza grazia e senza farla felice, fa capire al Re che sta per uccidersi…

Ironía del destino!

Ironia del destino!

No sé donde fallé... ¿En-qué-me-equivoqué?

Non so dove ho mancato… Dove ho sbagliato?

¡Yo te tenía convencido de que me la podía, y tu te has sacrificado tanto por mí, creyendo en mí!..

Io ti avevo convinto che ce l’avrei fatta, e tu ti sei sacrificato tanto per me, credendo in me!..

Con tu bolsón, siempre a la carrera... Pobre papá... ¿Dónde?

Con la tua valigetta, sempre di corsa… Povero papa’… Dove?

¿Dónde está Su Majestad hermosa de Dinamarca?

Dov’e’ la splendida maesta’ di Danimarca?

Reina: - Ofelia, ¿cómo estás?

Regina: - Ofelia, come stai?

Mi amor, ¿cómo será

tu aparición futura?

¿Penitente vendrás

a rogar mi hendidura?

¿O guerrero a ensartar

tu espolón sin ternura?

Amore mio, come sara’

la tua apparizione futura?

Penitente verrai

a mendicare la mia fessura?

O guerriero a infilarmi

senza tenerezza e premura?

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

INIZIO DEL PRIMO BRANO

Reina: - ¡Ofelia! ¿qué dices?!

Regina: - Ofelia! Che dici?!

¿Hablabais? ¡Escuchad ésta entonces!

Parlavate? Ascoltate questa allora!

Se murió mi padre, señora,

se murió y se fue;

la tierra cubre su cuerpo,

hay una piedra a sus pies.

E’ morto mio padre, signora,

e’ morto ed e’ scomparso;

la terra copre il suo corpo,

ai suoi piedi c’e’ un sasso.

Reina: - ¡Pero Ofelia!...

Regina: - Ma Ofelia!

Oíd, oíd!

Udite, udite!

Blanco cual la nieve pura...

Bianco come la neve pura…

(Entra el Rey.)

(Entra il Re.)

... un sudario lo envolvió,

cubrieron su sepultura

flores que el llanto regó.

…un sudario lo avvolse,

coprirono la sua sepoltura

fiori che il pianto innaffio’.

Rey: -¿Te sientes bien, jovencita?

Re: - Ti senti bene, graziosa fanciulla?

Bien, muy bien. ¡Dios os lo premie, señor! Sabemos lo que somos, pero no lo que seremos. Dios os bendiga.

Bene, molto bene. Che Dio vi ricompensi! Sappiamo cio’ che siamo, ma non cio’ che possiamo essere. Dio vi benedica.

Rey: - Ella desvaría por su padre...

Re: - Delira per suo padre…

¡Por Dios! No hablemos de esto; cuando os pregunte, decidle:

Vi prego, non parliamo di questo. Ma quando vi domanderanno, risponderete cosi:

El día de San Valentín

a una hora muy temprana

pasé bajo a tu ventana

cual Julieta o Beatriz.

Como ave rapaz

de mi te adueñaste

y me desfloraste

sin gracia y solaz.

Il giorno di San Valentino

come Giulietta o Beatrice

passai sotto la tua finestra

di primissimo mattino.

Come un uccello rapace

di me ti sei impadronito

e mi hai deflorata

senza grazia e senza pace.

Rey: - ¡Ofelia!

Re: - Ofelia!

Espere, espere, quiero terminarla, sin maldecir.

Va bene, la faro’ finita senza un’imprecazione.

De ti, justo cielo,

reclamo consuelo

y la Virgen su amparo me dé.

Causó mi desgracia

tan sólo su audacia.

¡Qué ingenua, de ti me fié!

Cien veces dijiste

y aleve mentiste

que te ibas conmigo a casar.

Tu: “hubiéralo hecho

si incauta a mi lecho

no me hubieras venido a buscar”.

A te, giusto cielo

domando consolazione

e la Vergine m’ha dato la sua protezione.

Causa della mia disgrazia

e’ stata solo la sua audacia.

Che ingenua che sono stata!

Cento volte hai detto

mentendo perfidamente

che mi avresti sposata.

Ora dici: - Lo avrei fatto

se nel mio letto incautamente

non ti fossi infilata.

Rey: - ¿Desde cuándo está ella así?

Re: - Da quanto tempo e’ in questo stato?

FINE DEL PRIMO BRANO

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Todo será para bien: tened paciencia. ¡Muchas gracias por vuestros buenos consejos!

Tutto andra’ per il meglio. Abbiate un po’ di pazienza. Grazie infinite per i vostri buoni consigli!

¡Que venga mi carroza! Buenas noches, señores; buenas noches, amigos míos; buenas noches, buenas noches.

Avanti, la mia carrozza! Buona notte, signori; buona notte, amici miei; buona notte, buona notte.

Eso fue, papá. ¿Qué te parece? ¿No correspondía bien al personaje?

Questo ho fatto, papa’. Che te ne pare? Non ho interpretato bene il personaggio?

¿Y te diste cuenta de que cambié el texto de Shakespeare, para hacerlo más fuerte?

E ti sei reso conto che ho modificato il testo di Shakespeare, per farlo piu’ forte?

¿Tendré que buscar trabajo como secretaria, y como tu renunciar a lo que soy?

Dovrei cercare lavoro come segretaria, e come te rinunciare a cio’ che sono?

Tú lo hiciste por mí... pero yo voy ya para solterona.

Tu lo hai fatto per me… ma io ormai sono una zitella.

¿Qué mas podría hacer aquí en Santiago?... No aprendí nada en el colegio...

Che altro potrei fare qui a Santiago? Non ho imparato niente a scuola…

En clases, la única cosa que me gustaba era la literatura: el Quijote, Neruda, la Mistral…

Mi appassionava solo la letteratura: il Don Chisciotte, Neruda, la Mistral…

¡Pucha! Se prendió la lucecita roja... el casette se va a terminar...

Accidenti! S’e’ accesa la lucetta rossa… sta finendo la cassetta…

Mamá: las cosas que quedan..., las muñecas y los vestidos regálaselos a los niños de la población.

Mamma: le cose che restano, le bambole e i vestiti regalali alle bambine dei quartieri poveri.

Y todo lo demás, por favor, todo, los collares, los aros, los cuadernos, los lápices, ¡los perfumes!... ¡qué no quede nada de mí en la casa...

E tutto il resto, per favore, tutto, le collane, gli orecchini, i quaderni, le matite, i profumi… che non resti niente di mio in casa…

Claro, las fotografías son un problema... no querrás botar las fotografías/

Certo, le fotografie sono un problema… non vorrai buttare le fotografie…


**********************************************************


Scena Seconda


(La giovane donna riaccende la telecamera, inserendovi un’altra cassetta, per lasciare un addio all’amante. E’ inquadrata di spalle, in piano americano, davanti ad un grande specchio. La vediamo dunque anche di fronte, riflessa.

In silenzio si strucca, si spazzola i capelli, e continuando a prepararsi per la morte, infine parla all’amante, guardando nello specchio l’occhio della telecamera.)

*

Adolfo, mi amor, me voy. No nos volveremos a ver.

Adolfo, amore mio, me ne vado. Non ci rivedremo mai piu’.

Pero te dejo esto. Te dejo como recuerdo mi cuerpo, este cuerpo que tu creías amar tanto, que tuviste tantas veces, que te dio placer, pero que no conociste de verdad.

Ma ti lascio questo. Ti lascio come ricordo il mio corpo, questo corpo che tu credevi di amare tanto, che hai posseduto tante volte, che ti ha dato piacere, ma che non hai conosciuto veramente.

Claro; esta vez no me puedes tomar, así que, tranquilo!

Beh, questa volta non puoi prendermi, percio’ tranquillo!

Quiero regalarte mi cabellos, mis ojos, mi boca, mi cuello, mis manos, mis senos, mis caderas, mis piernas, los dedos de los pies...

Voglio regalarti i miei capelli, i miei occhi, la mia bocca, il mio collo, i miei seni, le mie braccia, le mie mani, la mia vita, i miei fianchi, le mie gambe, le dita dei piedi…

“…Con ellos distingo

dicha de quebranto,

los dos materiales

que forman mi canto”...

Con essi distinguo

la gioia dal pianto,

i due materiali

che formano il mio canto

Quiero dejarte TODO mi cuerpo... sensitivo... tembloroso... que tu tomabas sin ternura, siempre apurado por llegar a lo único que te interesaba...

Voglio lasciarti tutto il mio corpo… sensibile… trepidante… che possedevi senza tenerezza, sempre ansioso di arrivare all’unica cosa che ti interessava…

No, eres bueno en la cama, podrás jactarte de esto, Hamlet... quiero decir Adolfo...

No, eri buono a letto, potrai vantarti di questo, Amleto… voglio dire Adolfo…

Pero la inteligencia? La gracia? La ternura? El amor?

Ma la intelligenza? La grazia? La tenerezza? L‘amore?

Mi amor, ¿cómo será

tu aparición futura?

¿Penitente vendrás

a rogar mi hendidura?

¿O guerrero a ensartar

tu espolón sin ternura?

Amore mio, come sara’

la tua apparizione futura?

Penitente verrai

a mendicar la mia fessura?

O guerriero a infilarmi

senza tenerezza e premura?

Ternura rima con hermosura... Pero ¿soy hermosa?

Tenerezza rima con bellezza… Ma, sono bella?

No soy alta, no soy delgada, no soy rubia, no tengo los ojos azules...

Non sono alta, non sono delicata, non sono bionda, non ho gli occhi azzurri…

Una mujer común y corriente... como incluso los profesores me lo hicieron notar. Una mujer del montón que pretende destacarse!

Una donna qualsiasi… come anche i professori mi hanno fatto notare. Una donna del mucchio che pretende distaccarsi!

Pero ¿qué importa ya? No me sirve más, ni me sirvió para ser amada, ni para hacer el gran teatro del mundo. ¡El mundo lo rechazó!

Ma che importa ormai? Non mi serve piu’, non mi e’ servito per essere amata, ne’ per recitare nel gran teatro del mondo. Il mondo lo ha rifiutato!

¡Ya, basta!

Basta!

(Si avvicina alla telecamera e la spegne.)


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Scena Terza.


(La giovane da’ l’addio al mondo, e a Dio. In piedi, in un terzo ambiente, parla davanti alla telecamera, in primo piano. A conclusione, si allontana dalla telecamera e prova nella stanza alle sue spalle passi di danza: un uccello che vola, viene colpito, cade, riprende il volo.)

*

Y ahora te digo adiós, ¡mundo! Dime, ¿por qué me marginaste? ¿Por qué no me aceptaste como soy?

E ora ti dico addio, mondo! Dimmi, perche’ mi hai emarginato? Perche’ non mi hai accettato come sono?

Yo quería sólo ser yo misma, sacar de mí lo mejor de mí, y ofrecérselo a todos, transformada en arte vivo.

Io volevo solo essere me stessa, estrarre da me il meglio, e offrirlo a tutti, trasformato in arte viva.

Yo quería agrandar la felicidad del mundo, o tan sólo hacer reír y llorar la gente desde el escenario.

Volevo accrescere la felicita’ del mondo, o soltanto far ridere e piangere la gente davanti allo scenario.

Quería ser como un gusano que se transforma en mariposa, una araña que dibuja una tela a la luz de la luna.

Volevo essere come un bruco che si trasforma in farfalla, un ragno che disegna una tela alla luce della luna.

Y en cambio tú, dejaste que el gusano muriera encerrado en el capullo,

y destruiste la tela cuando recién empezaba a tejerla.

E invece tu hai lasciato morire il bruco imprigionato nel bozzolo, e hai distrutto la tela che avevo appena cominciato a tessere.

¿Qué no te gustó de mí? ¿Soy muy independiente? Sí! ¿Muy ambiciosa? Sí...

Cosa non ti e’ piaciuto di me? Sono molto indipendente? Si! Molto ambiziosa? Si…

Tenían razón ustedes. Era un sueño loco, el mío. La ilusión de una niña que quería ser reina, y que cuando debía madurar siguió siendo una niña.

Avevate ragione voi. Era un sogno folle, il mio. L’illusione di una bambina che voleva diventare regina, e che quando doveva crescere ha continuato a fare la bambina.

Tenías razón, mamá, cuando me repetías que creciera, que fuera realista, que no tratara de volar muy alto porque la caída sería dura.

Avevi ragione, mamma, quando mi ripetevi di crescere, di essere realista, di non volare troppo in alto perche’ la caduta sarebbe stata dura.

Tenían razón ustedes, compañeras del colegio, pequeño burguesas, que me hacían sentir que no era de su clase, y me decían que tenía que bajar la cabeza y abrir las piernas, si quería subir de nivel.

Avevate ragione voi, compagne borghesi, che mi facevate sentire che non appartenevo alla vostra classe, e mi dicevate di abbassare la testa e aprire le gambe, se volevo salire la scala sociale.

Tenían razón, amigas mías de la población, cuando me aconsejaban que gozara de la vida mientras pudiera, pero que me preocupara por hacerme una situación, un marido trabajador y tranquilo, y me contentara con ser como todas.

Avevate ragione voi, amiche mie dei quartieri poveri, quando mi consigliavate di godere della vita finche’potevo, ma di pensare a farmi una posizione, un marito lavoratore e tranquillo, e di accontentarmi di essere come tutte.

Y tenían razón ustedes, profesores, que por fin me despertaron y sacaron de mi ridícula obstinación.

E avevate ragione voi, professori, che infine mi avete liberato dalla mia ridicola ostinazione.

“¿Por qué escogió representar a una princesa angelical y hermosa, en vez de a una robusta campesina o a una camarera maliciosa? (Primer examinador)

Perche’ ha scelto di rappresentare una bella e angelica principessa, invece di una robusta contadina o una cameriera maliziosa?

“Ya, “le fisique du rol”... (La voz de un segundo)

Gia’, il corpo adatto al ruolo…

“Una actriz debe tener el sentido de las proporciones... y de la realidad!” (Una voz femenina)

Una attrice deve avere il senso delle proporzioni… e della realta’!

“Y además, ser capaz de memorizar veinte benditos versos de un texto consagrado...” (el primer examinador)

E inoltre, essere capace di memorizzare venti benedetti versi di un testo consacrato…

“Beh, mi amigo, se permitió alterar a Shakespeare, esta señorita.” (dice el tercero).

Amico mio, s’e’ permessa di correggere Shakespeare, questa signorina…

¿Hablabais? ¡Escuchad ésta entonces!

Parlavate? Ascoltate questa dunque!

Profesores crueles e imbéciles

compañeras astutas o arrastradas

mamás recelosas y débiles

príncipes que quieren esclavas…

Professori imbecilli e crudeli

compagne astute o sottomesse

madri diffidenti e deboli

principi che vogliono schiave…

¡Ganaron!, sí, me-ga-na-ron. ¿Pero qué ganaron?

Hanno vinto! Si, mi hanno vinto. Ma cosa hanno ottenuto?

¡los profesores conservar sus textos momificados, y competir entre ellos a quién es más crítico?

I professori conservare i loro testi mummificati, e gareggiare tra loro a chi e’ il piu’ critico?

¡las pequeño burguesas abrirse el camino, y las pobladoras vivir sin valentía?

Le piccolo-borghesi aprirsi il cammino, e le proletarie conformarsi a vivere senza coraggio?

¡las mamás cortar las alas de los hijos, y si no, recalcar: “te lo había dicho”?

Le madri spuntare le ali ai figli, o altrimenti ricalcare: “te lo avevo detto”?

¡y los príncipes azules pasarlo bien y alardear de sus hazañas?

E i principi azzurri spassarsela e vantarsi delle proprie conquiste?

No, ustedes no han ganado nada, porque todo eso ya lo tenían sin mi, y porque yo no agaché la cabeza.

No, non avete vinto niente, perche’ tutto questo lo avevate senza di me, e perche’ io non ho abbassato il capo.

Y no me tendrán, en cambio me perdieron para siempre... yo no seré una más como ustedes quisieran... vencida... sometida... obediente... objeto sexual... humilde y resignada...

E non mi avrete, invece mi perderete per sempre… Io non diventero’ come voi chiedevate… vinta… sottomessa… obbediente… oggetto sessuale… umile e rassegnata…

¿Y después?

E dopo?

¿Cómo quedan, Señor, durmiendo los suicidas?

¿Un cuajo entre la boca, las dos sienes vaciadas,

las lunas de los ojos albas y engrandecidas,

hacia un ancla invisible las manos orientadas?

Come restano, Signore, dormendo i suicidi?

Un grumo nella bocca, le tempie svuotate,

le lune degli occhi pallide e gonfie,

le mani a un’ancora invisibile orientate?

¿O tú llegas después de que los hombres se han ido

y les bajas el párpado sobre los ojos cegados,

acomodas las vísceras sin dolor y sin ruido

y entrecruzas las manos sobre el pecho callado?

O Tu arrivi dopo che gli uomini sono andati via

e abbassi la palpebra sull’occhio accecato,

componi le viscere senza dolore e rumore

e incroci le mani sopra il petto tacitato?

Y responde, Señor: cuando se fuga el alma

por la mojada puerta de las largas heridas,

¿entra en la zona tuya hendiendo el aire en calma

o se oye un crepitar de alas enloquecidas?

E rispondi, Signore: quando fugge l’anima

dalla porta bagnata dalle lunghe ferite,

entra nella tua zona fendendo l’aria con calma

o si ode un crepitare di ali impazzite?


(Titoli di coda)


La Vigilia está dedicada a un adolescente de nombre Eftimios


La Vigilia e’ dedicata a un adolescente di nome Eftimios


Fragmentos teatrales, musicales, poéticos:


I brani teatrali, musicali, poetici sono tratti da:


Hamlet por William Shakespeare,


Amleto di William Shakespeare,


Gracias a la vida por Violeta Parra,


Grazie alla vita di Violeta Parra


Interrogaciones por Gabriela Mistral.


Domande di Gabriela Mistral.


música


Claudio Barrìa Mancilla


musica


Claudio Barrìa Mancilla


riprese audiovideo (febbraio 2001)


Gabriel Razeto


rodaje audiovideo (febrero del 2001)


Gabriel Razeto


montaggio (marzo 2001)


Mario Di Chiara


montaje (marzo del 2001)


Mario Di Chiara


post produzione  Videostar - Roma


post producción Videostar - Roma


produzione


Alexandra Zamba’ per AlfaZita


producción


Alexandra Zamba’ (AlfaZita)


personificazione


Gayle Li Maxwell Ilabaca


representación


Gayle Li Maxwell Ilabaca


soggetto, sceneggiatura, regia


Pasquale Misuraca


sujeto, guión, dirección de escena


Pasquale Misuraca